La potatura delle spalliere: Guyot e cordone speronato

Negli impianti a tralcio rinnovato (Guyot) la potatura si esegue lasciando un unico tralcio la cui lunghezza è determinata dalla distanza delle viti sul filare.

Questa forma di allevamento presuppone una zona di rinnovo (con lo sperone) e di partenza del tralcio a frutto posto 15-20 cm al di sotto del filo di banchina.

Col tempo in questo punto si formerà un’ingrossamento dal quale si otterranno con facilità sia germogli di rinnovo che tralci a frutto i quali potranno essere piegati con facilità in fase di legatura e tagliati senza procurare grosse ferite durante la successiva potatura.

Con questo tipo di potatura cresceranno da 2 a 3 germogli inseriti nella zona del fusto che possono creare affastellamenti; risulta pertanto fondamentale mantenere almeno 10-15 cm fra l’estremità del capo a frutto e la vite successiva. Anche nel caso delle spalliere risulta fondamentale il diradamento a verde dei germogli che va effettuato in epoca precoce.

Nel caso del cordone speronato permanente, si lasciano 4-6 speroni di 1 gemma (gemma di corona + 1 gemma vera), uniformemente distribuiti ad una distanza di 15-20 cm l’uno dall’altro.

È importante fare un taglio “sporco” (cioè lasciare la gemma di corona) di alcuni tralci, anche se deboli, che escono direttamente dal legno vecchio se questi sono in una posizione utile per riportare gli speroni vicino al cordone nella successiva potatura.

Un accorgimento recentemente introdotto per questo tipo di potatura, è quella di posizionare gli speroni solamente nella zona orizzontale del cordone, lasciando e mantenendo completamente puliti il ceppo e tutta la zona di curvatura.

Non sono adatte al cordone speronato le varietà poco fertili nelle gemme basali.

Il sistema a tralcio rinnovato induce un minore vigore vegetativo ed è preferibile in impianti vigorosi, mentre negli impianti con scarso vigore il cordone speronato risulta più appropriato. Inoltre il cordone speronato comporta un minore dispendio di tempo per la potatura, che può essere meccanizzata, evitando la stralciatura e parte della legatura.

Alcune indicazioni  per la potatura invernale

– Predisporre le piante alla futura potatura di produzione fin dai primi anni.

– Non ridurre drasticamente il ceppo

– Curare la scelta dello sperone per il futuro (Guyot)

Con la potatura è opportuno cercare di mantenere la regolarità degli spazi di ogni vite, sacrificando un po’ le più vigorose a vantaggio di quelle più sofferenti.

Davide Ferrarese

31 dicembre 2011


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La sperimentazione e lo studio clonale del cortese continua presso il vigneto sperimentale messo a dimora alla Ghibellina nel 2005. Diversi sono i cloni in studio, circa una decina,  di cui uno emerge particolarmente.

In questi tre anni di sperimentazione ha dimostrato di avere una produttività e uno sviluppo vegetativo contenuti, un buon tenore in zuccheri, sempre tra i valori più elevati e acidità moderate, nonché un comportamento costante.

I vini ottenuti da tale clone sono stati preferiti significativamente al test di ordinamento per due anni consecutivi, 2007 e 2008; il vino del 2009 non è comunque stato giudicato negativamente.

Altri cloni si sono distinti per attitudini opposte, con produzioni e sviluppo vegetativo considerevoli, grappolo grande, concentrazioni zuccherine più basse ed hanno occupato significativamente gli ultimi posti nel test di ordinamento per due anni (2008 e 2009),

Nella prima metà dell’anno (2011) verrà inviata al MIPAAF la documentazione con la richiesta di omologazione presumibilmente di 4 cloni che si sono distinti e i tempi tecnici della formalizzazione dipenderanno dalla frequenza delle riunioni del Comitato vite e dalla tempistica della pubblicazione sulla G.U. (almeno un anno).

Davide Ferrarese

24 gennaio 2011


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1) ricerca di vigneti preferenziali ove concentrare le osservazioni.

Detti vigneti sono quelli “storici” solitamente presentano le migliori caratteristiche qualitative dei vini aziendali ottenuti;

2) individuazione dei ceppi di vite idonee in grande quantità.

L’individuazione iniziale dei ceppi, su cui successivamente si dovrà lavorare concentrando tutte le osservazioni, è necessaria per una prima selezione volta ad eliminare i caratteri e le condizioni sicuramente negative per le attività che si stanno intraprendendo. Da ciò scaturiscono le seguenti linee operative:
– all’esame morfologico non dovranno essere evidenziate sintomatologie riconducibili a malattie causate da virus.
– è indispensabile che il carico di produzione per pianta sia ripartito con regolarità tra i germogli fruttiferi.
– in questa prima fase i grappoli saranno esaminati secondo una scala di valutazione rapida, ricercando i ceppi con i frutti dalle caratteristiche positive ricercate. La determinazione del livello di presenza di eventuali patogeni sarà effettuata tramite un esame visivo e sarà attribuito, per ogni grappolo, un valore percentuale di infezione.

Data la tipologia dei vigneti individuati è da verificare la sanità delle piante a malattie causate da virus (possibilmente con dei test virologici);

3) raccolta del materiale selezionato (legno).

Durante la potatura invernale saranno raccolti in modo separato i tralci delle viti selezionate;

4) propagazione delle marze selezionate, innesto e produzione barbatelle.

Attraverso un viviasta di fiducia verranno innestati i tralci selezionati e messi a dimora nel vivaio con la combinazione d’innesto scelta

5) utilizzo della selezione massale per l’impianto di nuovi vigneti o di rimesse all’interno dei vigneti “storici” per la sostituzione delle fallanze.

Elementi positivi di quest’impostazione

Ottenere nell’arco di 2 anni barbatelle “clonali”  che mantengono e conservano la biodiversità aziendale.

Elementi negativi di quest’impostazione

Difficoltà a reperire un ente collaboratore per l’elevato numero di test necessari. Maggior costo (da determinare in forma preventiva) delle analisi di laboratorio.

18 gennaio 2011

Davide Ferrarese


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E’ fondamentale ed altrettanto interessante osservare quello che ci circonda.

L’ambiente circostante, quello non cementificato che potremmo definire agrario, è stato e sarà sempre oggetto di modifica da parte dell’uomo e sarà sempre la natura che risponderà ad ogni variazione apportata al suo stato iniziale.

Anche la stessa coltivazione annuale e poliennale di una coltura agraria è una modifica all’ambiente naturale.

Le risposte che ci saranno sono delle più varie, sia positive che negative, ma sempre con un senso.

La capacità dell’uomo o chi per esso, sarà  la sensibilità di capire e di trasformare un qualcosa di non modificabile.

Osservare quello che c’è, quello che ci circonda, conoscere il clima ed altro ancora, permetterà di ridurre gli errori che comunque si faranno.


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