Con una bella soddisfazione, il 19 ed il 20 di gennaio 2013, è arrivata la prima neve dell’anno.

La perturbazione nevosa è giunta nella giornata del sabato con deboli nevicate e senza grandi apporti, mentre nella notte e la mattina della domenica c’è stata la vera sorpresa! Infatti, ci siamo svegliati alla mattina con 20/25 centimetri di neve misurati attorno all’abitato di Gavi, e superando anche i 30 centimetri nella collina attorno!

La perturbazione è arrivata nel pieno della potatura, che ad oggi sta procedendo spedita, e senza comunque interrompere il lavoro, perché anche con la neve a terra si procede nei filari.

Per il resto la neve, mi porta una gran pace, serenità e tranquillità. Sarà il suo colore bianco e pulito, il silenzio che porta..ma ogni tanto ce ne vorrebbe un po’ di più!

Inoltre, dal punto di vista generale l’aspetto delle nevicate rappresenta la possibilità di ripristinare anche parte delle scorte idriche nel terreno che le coltivazioni agricole potranno utilizzare per la loro crescita durante il periodo primaverile.

L’effetto della neve caduta si prolunga nel tempo poiché si scioglie più lentamente e viene assorbita dal terreno con gradualità e senza dispersioni in modo certamente più positivo di quello provocato dalle piogge intense che tendono a scorrere via superficialmente sul terreno senza essere assorbite, e creando anche maggior erosione superficiale, anche secondo l’antico proverbio contadino “sotto la neve pane”.

31 gennaio 2013

©Davide Ferrarese


read more

Con i mesi invernali e l’inizio della potatura, ho cominciato gli incontri a tema con La Cattedra Ambulante in viticoltura©.

Una parte teorica a tavolino e poi quella pratica in campagna, tutt’ora in via di sviluppo.

La potatura è un argomento di sicuro fascino, importante e fondamentale per molti, poiché da qui la viticoltura ne trae le sue basi per i produttori, per gli imprenditori, per l’economia locale, per il turismo e per l’ambiente. Insomma ce n’è per tutti!

Proprio perché nelle mani dei viticoltori sta il futuro del nostro patrimonio vitato.

Senza nessuna presunzione, ci siamo incontrati con i viticoltori e le persone che operano in vigna, in modo quasi “intimo”, dove con calma si è potuto affrontare l’argomento e non vi nascondo anche con discussioni sempre costruttive.

Penso che la formazione fatta in modo professionale darà ottimi frutti (e non solo ottimi vini), ridando valore e dignità a chi opera tra i filari.

Il patrimonio del nostro bellissimo territorio non è solo quello vitato, ma è soprattutto quello umano, che permette una conservazione ambientale e paesaggistica delle colline, nonché economica diretta ed indiretta per il lavoro che svolge.

Vedere colline coltivate a vigneto attira turisti e preserva il suolo da problemi idrogeologici, e sostiene l’economia delle imprese.

Con l’inizio del 2013, l’attività formativa ed informativa de La Cattedra Ambulante in viticoltura©, oltre che nelle Aziende vitivinicole, proseguirà anche presso la cantina Produttori del Gavi e la Cantina dei Colli di Crea.

Infatti, grazie alla collaborazione con il CIPA-AT di Alessandria sono stati organizzati nuovi corsi destinati ai viticoltori con l’obiettivo di parlare con loro delle tecniche di gestione integrata e biologica applicate al sistema vigneto.

Non bisogna avere nessuna fretta. Come sempre il passato e la tradizione ci sono di aiuto, solo il tempo di fare, per la valorizzazione del patrimonio viticolo aziendale e quello delle risorse umane che vi operano.

2 gennaio 2013

©Davide Ferrarese


read more

Cosa si vede e si “sente” … Gavi, potatura, territorio, neve e cattedra ambulante…

@Davide Ferrarese

5 gennaio 2013


read more

L’inverno è il periodo che va dal 21 dicembre al 20 marzo, in cui il sole, raggiunto il suo punto più basso sull’orizzonte nel giorno del solstizio d’inverno, inizia a risalire, fino al giorno dell’equinozio di primavera. Dal nord al sud dell’Italia è davvero straordinario, con diversità climatiche importanti da un luogo all’altro.

Sicuramento l’elemento principale che accumuna tutte le realtà di viticole, è la parola riposo che in questo periodo l’inverno costruisce per la pianta.

Riposo è per la vite, che dopo la vendemmia e il suo accumulo radicale, perde le foglie in attesa del prossimo germogliamento, non tanto quanto invece per il viticoltore..

Questi giorni sono momenti dell’anno in cui si preferirebbe stare al chiuso, poiché le temperature fuori, sono abbastanza rigide per lavorare una giornata intera, anche se in mezzo ai vigneti si vivono momenti e paesaggi unici, in stretto rapporto con l’ambiente e le piante!

Nel passato, questi periodi dell’anno erano anche i tempi per fare la legna: ossia il taglio del bosco per l’uso domestico nelle stufe di casa, oppure per i pali necessari nei vigneti.

Tornando alla vite in inverno, quando la linfa e le riserve sono scese profondamente nelle radici, resiste molto bene al freddo. Nello scorso inverno abbiamo raggiunto temperatura minime che non si vedevano da tempo: in alcune parti d’Italia durante la notte si sono registrate punte a -17/-18 °C , che vengono ancora ben sopportati dalla pianta, ovviamente a seconda della situazione generale attorno.

Il limite è appunto situato al di sotto dei -15/-20°C, e dipende molto anche dalla posizione fisiografica del vigneto e dalla presenza o meno della neve, che permetterebbe di raggiungere temperature meno inferiori nei pressi delle piante.

Contrariamente alle vigne ben radicate e più anziane, le piante giovani sono sensibili al freddo d’inverno, così come le vigne molto produttive, oppure quelle che sono maturate male (imbrunimento dei sarmenti alla fine dell’estate, che ne testimonia la costituzione di riserve da parte della pianta).

In questo momento di massimo riposo per le viti, il lavoro principale è quello della potatura, un lavoro che richiede esperienza e capacità, poiché fondamentale per la qualità delle produzioni e la longevità della vigna. Si passa dalla fase produttiva appena terminata, a quella futura sia di nuove produzioni ma soprattutto di equilibrio della pianta.

Il lavoro ha comunque anche per noi una breve parentesi di riposo, poiché più calmo e meno stressante di altri periodi della stagione, giusto quello che ci vuole per non sbagliare l’importante lavoro della potatura.

In ogni caso, quando la temperatura scende abbondantemente sotto lo zero, generalmente verso i -5 °C, i viticoltori smettono di tagliarla,  un po’ a causa della difficoltà del lavoro in queste condizioni, ma anche perché il legno si indurisce e attraverso i tagli della potatura, il freddo può penetrare profondamente nella pianta.

Un altro motivo per riposare, anche noi..!

31 dicembre 2012

© Davide Ferrarese


read more