La potatura di quest’anno sta volgendo al termine. Manca ancora qualcosa, più che altro sono rimaste le viti più giovani.

Questo è uno dei momenti fondamentali dei lavori in vigna, e non mi stancherò di confermarlo.

Tra i filari d’inverno non si vede quasi nessuno o niente, ed il silenzio regna sovrano, solo poche persone che si muovono lentamente in vigna. Qualcuno ha lo zainetto a spalla o un marsupio, qualcun altro ha un filo che lo segue ed altri ancora nulla, però tutti in mano hanno un paio di forbici, che siano elettriche, pneumatiche o manuali.

E’ un lavoro silenzioso, quasi delicato di come quando cade la neve. Ti permette di essere concentrato e vedere come stanno le proprie piante. Si vedono gli errori dell’anno e degli anni precedenti, e si ha una percezione della sua “salute” in modo preciso.

Abbiamo potato prevalentemente a Guyot e un po’ di cordone speronato, cercando di apportare anche gli accorgimenti della scuola di potatura dei Preparatori d’uva, a cui ho partecipato ai corsi nel 2012.

Nell’insieme il lavoro è stato svolto per massimizzare le attenzioni sulla pianta, che così riassumo:

– mai fare tagli radenti e rispettare le gemme della corona;

– evitare grossi tagli di ritorno;

– favorire il più possibile flussi linfatici lineari all’interno della pianta.

Seppur poche e semplici indicazioni, vi assicuro che ho trovato difficoltà nella loro applicazione, almeno all’inizio, poiché comunque la quotidianità degli interventi non si modifica in pochi minuti o in qualche ora.

Quest’anno l’attività di campagna, è stata anticipata, da La Cattedra Ambulante in viticoltura©.

Con i mesi invernali e l’inizio della potatura, ho cominciato gli incontri a tema con gli agricoltori: una parte teorica a tavolino e poi quella pratica in campagna, tutt’ora in via di sviluppo. Certo è che facendo visionare i ceppi di vite sezionati che ormai fanno parte del mio ufficio, i potatori hanno mostrato maggior sensibilità.

Senza nessuna presunzione, credo che la formazione fatta in modo professionale darà ottimi frutti (e non solo ottimi vini), ridando valore e dignità a chi opera tra i filari.

La potatura è un argomento di sicuro fascino, importante e fondamentale per molti, poiché da qui la viticoltura ne trae le sue basi per i produttori, per gli imprenditori, per l’economia locale, per il turismo e per l’ambiente. Insomma ce n’è per tutti!

Non bisogna avere nessuna fretta. Come sempre il passato e la tradizione ci sono di aiuto, solo il tempo di fare, per la valorizzazione del patrimonio viticolo aziendale e quello delle risorse umane che vi operano.

© Davide Ferrarese

20 febbraio 2013


read more