Sostituzione delle viti malate: quando? o capitozzatura?

Per gli eventuali rimpiazzi bisogna verificare accuratamente la provenienza del materiale e comunque in un vigneto da cui vengono eliminate tutte le piante infette possono rimanere piante in cui la malattia non manifesta ancora sintomi, costituendo fonte d’infezione per l’anno successivo. E’ da valutare quindi di ritardare di una stagione vegetativa l’impianto di una nuova barbatella per verificare l’andamento della malattia nel vigneto.

Un aspetto molto controverso nella gestione del contenimento della FD è il tentativo del risamento delle viti infette mediante drastiche potature, dove a seconda delle varietà e dell’infezione della pianta si hanno risposte diverse e quindi da verificare localmente.

Suggerimenti e conclusioni

Nonostante le misure intraprese e l’opera di sensibilizzazione e divulgazione svolta presso gli operatori del settore l’areale interessato è destinato ulteriormente ad estendersi nel caso in cui non vengano correttamente e tempestivamente applicate da parte di viticoltori e vivaisti tutte le misure loro consigliate (trattamenti contro l’insetto vettore, estirpo delle piante infette).E’ inoltre fondamentale che i produttori collaborino attivamente non solo applicando quanto loro indicato, ma segnalando ai tecnici in modo tempestivo la presenza in campo di sintomi sospetti non riferibili alle tradizionali malattie del vigneto.

Ovviamente le strategie a livello di vigneto vengono a diminuire la loro validità nel momento in cui non vengono applicate su tutto il territorio dove sono presenti Scaphoideus Titanus e FD. Cioè le strategie a livello di vigneto non sono più a sufficienti contenere la diffusione sul territorio della malattia.

Il problema diventa ancora più grande se si tiene in considerazione lo sviluppo epidemico che a volte supera in velocità la percezione della gravità della situazione.

Anche mettendo in atto tutte le misure di prevenzione non sarà comunque possibile ereditare la malattia in poco tempo, in quanto la FD è spesso presente in forma latente (cioè senza sintomi visibili) in piante già infette da uno o due anni e le nuove infezioni, provocate dal vettore nel corso dell’attuale annata, non potranno produrre sintomi visibili prima di uno-due cicli vegetativi.

L’adozione congiunta di tutte le misure suggerite consentirà comunque di tenere sotto controllo il deperimento così come dimostrano le esperienze realizzate in altre regioni.

©Davide Ferrarese

12 agosto 2013


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