La potatura della vite come centralità della vita della pianta.

Attraverso la potatura invernale si addomestica la vite alla crescita controllata nello spazio e si definisce il carico produttivo, ovvero il numero di gemme e quindi la produzione di uva che si otterrà. È di fondamentale importanza eseguire una potatura coscienziosa e quanto possibile non invasiva. Ogni taglio apportato alla pianta determina conseguenze dirette ed indirette che si riflettono sulla struttura fisica, sulle condizioni fisiologiche e nelle relazioni metaboliche della pianta stessa fino a determinarne la sua vitalità e la sua longevità.

Il 27 marzo 2014, presso il Consorzio tutela del Gavi, abbiamo organizziamo un incontro unico per il Piemonte sul metodo di potatura Simonit&Sirch (http://www.simonitesirch.it), con l’intervento diretto dei Preparatori d’uva, Riccardo Turata e David Wind.

Da qualche anno mi occupo in modo costante di potatura, frequentando dal 2012 i corsi della Scuola Italiana di Potatura del metodo Simonit&Sirch per imparare i nuovi principi e visitando vigneti tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Piemonte.

Il gruppo Simonit&Sirch è arrivato a definire il metodo della potatura ramificata dopo un lungo periodo di lavoro in campo fatto di osservazione, ma soprattutto di pratica di potatura, durante i quali, per circa 10 anni, si sono messi a fuoco i principali fattori di rischio della salute del vigneto. In particolare sono state indagate le conseguenze indotte dai tagli di potatura a livello del sistema di trasporto linfatico della pianta di vite.

Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto. Il metodo Simonit&Sirch applica una potatura ramificata, con piccoli tagli sul legno giovane, con un approccio lento e mirato. Senza fretta. Si evitano così tagli importanti di ritorno e non si compromette con ferite da taglio il sistema linfatico della vite.

I vantaggi di questa operazione sono molteplici. Le piante con un sistema linfatico integro mostrano analogie nella risposta vegeto-produttiva, si sviluppano in modo omogeneo e sono più costanti nella qualità del prodotto. Grazie a questo sistema di potatura si prevengono le malattie del legno, principale causa di deperimento precoce delle viti. Sono stati perciò anche ridotti i costi di gestione poiché, si allunga la vita produttiva del vigneto senza l’uso di sostanze ma applicando i criteri della medicina preventiva.

Il focus è stato seguito da un centinaio di viticoltori ed operatori del settore, ha destato e suscitato molto interesse per la qualificazione e l’innovazione dell’argomento trattato.

Salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

La coltivazione del vigneto determina la geometrie delle colline, che vuol dire attirare turisti e preservare il suolo da rischi idrogeologici, oltre a  sostenere l’economia delle imprese. Per di più, il patrimonio del nostro bellissimo territorio non è solo quello vitato, ma è soprattutto quello umano, che permette una cura e manutenzione del paesaggio.

Ora dobbiamo pensare alla prossima campagna in corso, ma con l’obiettivo di riparlare di potatura entro la prossima estate!

30 marzo 2014

©Davide Ferrarese


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Un breve video amatoriale sulla potatura di giovani viti di cortese con il sistema di potatura Guyot ramificato.

Direi che ci siamo..

©Davide Ferrarese

29 marzo 2014


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Il Gavi e le colline circostanti sono luoghi che chiunque ami l’Italia e i suoi paesaggi non può esimersi dal visitare; dolci colline, boschi di castagno, acacia e vigne dove non è difficile incontrare daini, fagiani e volpi durante una passeggiata. Ho scoperto Gavi per la prima volta nel 2008; ero lì per lavoro, mandato per un servizio fotografico in una delle cantine della zona. Conoscevo il Gavi Docg ma non avevo mai visitato il territorio in cui nasce. E’ sempre il solito errore, sfiorare un luogo per anni senza mai concedersi del tempo per conoscerlo. Ad un passo da Novi Ligure e dall’autostrada Milano-Genova avevo sempre girato attorno a quell’area senza mai fermarmi.

Quando il progetto di Officine Turistiche ha cominciato a diventare realtà ho iniziato a frequentare la zona assiduamente scoprendo itinerari, sentieri e incontrando le persone che in quel territorio ci vivono e cilavorano. Un uomo che ho conosciuto e che mi ha fatto scoprire nuovi percorsi tra le vigne è Davide, un tecnico agronomo che collabora con diverse realtà viticole ed istituzionali della zona del Gavi al quale abbiamo chiesto di raccontare di sé e di Gavi in questa intervista.

http://www.officineturistiche.it/02-intervista-a-davide-ferrarese/

http://www.officineturistiche.it


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Il timorasso una grande passione di Elisa.

Senza tanti ma o perché, lo scorso 8 dicembre ci siamo trovati all’appuntamento annuale per una verticale del timorasso della Colombera.

Intanto un vitigno e due vini: il Derthona, timorasso base derivante dall’assemblaggio di 4 vigneti differenti, mentre il Montino timorasso selezionato da un unico vigneto. Le prime barbatelle sono state piantate nel 1995 allevate a Guyot con  una densità d’impianto è di 4800 ceppi/ettaro con una resa per ettaro di 60-70 quintali di uva. I suoli sono costituiti da argille sia chiare sia scure.

Siamo partiti dalla prima annata in commercio per il Derthona  il 2012 e dal Montino 2011 per arrivare sino al 2004. Ecco alcune brevi note di degustazione.

#Derthona 2012: al naso floreale e frutta (pesca), e fieno in prevalenza; in bocca rotondo e fresco, giovane.

#Derthona 2011: al naso diminuisce la nota fruttata ed aumenta il fieno secco maturo con evidente nota di fior di ginestra; rotondo con un leggero residuo zuccherino dovuto alle difficoltà dell’annata (precoce, e caldissima).

#Montino 2011: all’inizio chiuso al naso, che dopo qualche secondo si apre al minerale e al miele; in bocca complesso e strutturato, supportato dalla spalla acida del vitigno.

#Derthona 2010: equilibrato al naso, il minerale è deciso e si afferma, in bocca morbidezza dovuta all’affinamento in bottiglia, buona freschezza.

#Montino 2010: all’inizio chiuso al naso, che dopo qualche secondo si apre al minerale e al miele; in bocca complesso e strutturato, supportato dalla spalla acida del vitigno.

#Derthona 2009: in questo vino si trovano finezza e complessità, al naso sentori vivi di frutta matura (pera), in bocca grande spazio alla freschezza.

#Montino 2009: al naso sentori vivi di frutta matura (pera e ananas) e miele e decisi sentori minerali (idrocarburi); in bocca grande spazio alla freschezza e lunghezza.

#Derthona 2008 Magnun: al naso le note minerali si affiancano alcune note “fumè” da evoluzione; in bocca inferiore la nota di freschezza.

#Montino 2007 Magnum: al naso intensamente minerale (idrocarburi), arricchite da piacevoli note di fiori bianchi come sambuco e biancospino e in bocca grande sapidità e pienezza.

#Montino 2006: al naso si confermano le caratteristiche marcate dei minerali e finezza del vitigno e in bocca strutturato e pieno di freschezza.

#timorasso 2005: al naso evoluto con note di pasticceria ed in bocca freschezza ridotta.

#timorasso 2004: grande sorpresa per il naso estremamente minerale e tipico, grande sapidità in bocca.

28 marzo 2014

©Davide Ferrarese


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Il 27 marzo 2014, alle ore 17,30 presso il Consorzio tutela del Gavi, organizziamo un incontro unico per il Piemonte sul metodo di potatura Simonit&Sirch (http://www.simonitesirch.it), con l’intervento diretto dei Preparatori d’uva, Riccardo Turata e David Wind.

Da qualche anno mi occupo in modo costante di potatura. Dal 2012 ho frequentato tre dei corsi della Scuola Italiana di Potatura del metodo Simonit&Sirch per imparare i nuovi principi visitando vigneti tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Piemonte.

Il gruppo Simonit&Sirch è arrivato a definire il metodo della potatura ramificata dopo un lungo periodo di lavoro in campo fatto di osservazione, ma soprattutto di pratica di potatura, durante i quali, per circa 10 anni, si sono messi a fuoco i principali fattori di rischio della salute del vigneto. In

particolare sono state indagate le conseguenze indotte dai tagli di potatura a livello del sistema di trasporto linfatico della pianta di vite. Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto. Dall’esperienza dei Preparatori d’uva maturata in più di 20 anni in diverse zone viticole del mondo e dalle loro analisi dei fusti è emerso che le regole di ramificazione della vite si possono adattare a tutte le forme di allevamento.

La potatura è un argomento di sicuro fascino, importante e fondamentale per molti, poiché da qui la viticoltura ne trae le sue basi per i produttori, per gli imprenditori, per l’economia locale, per il turismo e per l’ambiente. Mal dell’esca, costi di potatura secca e potatura verde, longevità e produttività del vigneto, sono argomenti strettamente correlati.

E’ una grande opportunità di confronto reale e di crescita del territorio, fatto di persone che vi lavorano costantemente e con passione.

23 marzo 2014

©Davide Ferrarese

ps: grazie per leggermi!


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