Il nostro primo vero incontro a Forti del Vento

Ci voleva proprio un santo per benedire il primo vero inizio in Forti del Vento.

Proprio così, perché nel giorno di Sant’Ambrogio abbiamo incominciato a sacrificare le viti, e non le nostre vite, per la potatura!

E’ stato un appuntamento a cinque: io, Marco e suo papà Domenico, Tomaso ed il suo collega di vigna Francesco.

Ci siamo trovati nelle vigne di Castelletto in una giornata mite per il mese di dicembre, con il sole. Mentre si percorreva il sentiero per raggiungere il vigneto, sembrava di essere osservati dalla natura, da quei pioppi che dalla loro altezza ci chiedessero cosa andassimo a fare.

I terreni sono bagnati, le piogge copiose della prima settimana di novembre hanno lasciato il segno, ma senza creare danni.

Il vigneto su cui ci soffermiamo è il nibio, un particolare tipo di dolcetto tipico di queste aree, con meno di dieci anni di età.

Il mio interlocutore principale è stato Domenico, che io ascolto attentamente per farmi vedere e spiegare come lavora in potatura; mi fa subito notare che questa vigna è una delle più difficili da lavorare. Se si sbaglia, non facciamo uva, che già ne fa poca. E poi mi pone l’accento sulla presenza gravissima della flavescenza dorata.

Facciamo un paio di viti a suo modo, e poi provo spiegargli la teoria del lavoro da svolgere, un po’ diversa dalla sua e mi metto all’opera: poto le prime viti sotto lo sguardo attento di Marco e poi faccio un filare intero, e Domenico mi segue “borbottando”. Giustamente.

La sua esperienza è notevole, fondamentale, ma dobbiamo prendere degli accorgimenti per queste piante e pensare bene alla potatura verde.

Marco conferma che segniamo questo filare per poterlo vedere nella prossima annata e vediamo cosa succederà. Per il resto delle viti, manteniamo la potatura di Domenico, ma con maggiore attenzione sulle gemme da lasciare e su come fare i tagli, e legarle bene al tutore e fissare il tondino al primo filo.

Anche Tomaso e Francesco mi hanno guardato attentamente mentre affrontavo ogni singola vite, e discutevamo assieme il da farsi. Da loro ci andremo a gennaio e faremo tutta la vigna come ho proposto, perché non faremo solo un filare!

Davide Ferrarese

11 dicembre 2011

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