La selezione clonale del cortese di Gavi DOCG, stato dell’arte

La sperimentazione e lo studio clonale del cortese continua presso il vigneto sperimentale messo a dimora alla Ghibellina nel 2005. Diversi sono i cloni in studio, circa una decina,  di cui uno emerge particolarmente.

In questi tre anni di sperimentazione ha dimostrato di avere una produttività e uno sviluppo vegetativo contenuti, un buon tenore in zuccheri, sempre tra i valori più elevati e acidità moderate, nonché un comportamento costante.

I vini ottenuti da tale clone sono stati preferiti significativamente al test di ordinamento per due anni consecutivi, 2007 e 2008; il vino del 2009 non è comunque stato giudicato negativamente.

Altri cloni si sono distinti per attitudini opposte, con produzioni e sviluppo vegetativo considerevoli, grappolo grande, concentrazioni zuccherine più basse ed hanno occupato significativamente gli ultimi posti nel test di ordinamento per due anni (2008 e 2009),

Nella prima metà dell’anno (2011) verrà inviata al MIPAAF la documentazione con la richiesta di omologazione presumibilmente di 4 cloni che si sono distinti e i tempi tecnici della formalizzazione dipenderanno dalla frequenza delle riunioni del Comitato vite e dalla tempistica della pubblicazione sulla G.U. (almeno un anno).

Davide Ferrarese

24 gennaio 2011

TECNICA E RICERCA, LA SELEZIONE MASSALE: il recupero delle biodiversità e dei vecchi vigneti SUGGERIMENTI OPERATIVI PER LA PIANIFICAZIONE DEL LAVORO

1) ricerca di vigneti preferenziali ove concentrare le osservazioni.

Detti vigneti sono quelli “storici” solitamente presentano le migliori caratteristiche qualitative dei vini aziendali ottenuti;

2) individuazione dei ceppi di vite idonee in grande quantità.

L’individuazione iniziale dei ceppi, su cui successivamente si dovrà lavorare concentrando tutte le osservazioni, è necessaria per una prima selezione volta ad eliminare i caratteri e le condizioni sicuramente negative per le attività che si stanno intraprendendo. Da ciò scaturiscono le seguenti linee operative:
– all’esame morfologico non dovranno essere evidenziate sintomatologie riconducibili a malattie causate da virus.
– è indispensabile che il carico di produzione per pianta sia ripartito con regolarità tra i germogli fruttiferi.
– in questa prima fase i grappoli saranno esaminati secondo una scala di valutazione rapida, ricercando i ceppi con i frutti dalle caratteristiche positive ricercate. La determinazione del livello di presenza di eventuali patogeni sarà effettuata tramite un esame visivo e sarà attribuito, per ogni grappolo, un valore percentuale di infezione.

Data la tipologia dei vigneti individuati è da verificare la sanità delle piante a malattie causate da virus (possibilmente con dei test virologici);

3) raccolta del materiale selezionato (legno).

Durante la potatura invernale saranno raccolti in modo separato i tralci delle viti selezionate;

4) propagazione delle marze selezionate, innesto e produzione barbatelle.

Attraverso un viviasta di fiducia verranno innestati i tralci selezionati e messi a dimora nel vivaio con la combinazione d’innesto scelta

5) utilizzo della selezione massale per l’impianto di nuovi vigneti o di rimesse all’interno dei vigneti “storici” per la sostituzione delle fallanze.

Elementi positivi di quest’impostazione

Ottenere nell’arco di 2 anni barbatelle “clonali”  che mantengono e conservano la biodiversità aziendale.

Elementi negativi di quest’impostazione

Difficoltà a reperire un ente collaboratore per l’elevato numero di test necessari. Maggior costo (da determinare in forma preventiva) delle analisi di laboratorio.

18 gennaio 2011

Davide Ferrarese

L’ambiente, impariamolo ad osservare!

E’ fondamentale ed altrettanto interessante osservare quello che ci circonda.

L’ambiente circostante, quello non cementificato che potremmo definire agrario, è stato e sarà sempre oggetto di modifica da parte dell’uomo e sarà sempre la natura che risponderà ad ogni variazione apportata al suo stato iniziale.

Anche la stessa coltivazione annuale e poliennale di una coltura agraria è una modifica all’ambiente naturale.

Le risposte che ci saranno sono delle più varie, sia positive che negative, ma sempre con un senso.

La capacità dell’uomo o chi per esso, sarà  la sensibilità di capire e di trasformare un qualcosa di non modificabile.

Osservare quello che c’è, quello che ci circonda, conoscere il clima ed altro ancora, permetterà di ridurre gli errori che comunque si faranno.

Sotto la neve pane e . . . Gavi!

Gli effetti della neve sono molto positivi per la vite. Dal punto di vista generale l’aspetto delle nevicate rappresenta la possibilità di ripristinare parte delle scorte idriche nel terreno che le coltivazioni agricole potranno utilizzare per la loro crescita durante il periodo primaverile. L’effetto della neve caduta si prolunga nel tempo poiché si scioglie più lentamente e viene assorbita dal terreno con gradualità e senza dispersioni in modo certamente più positivo di quello provocato dalle piogge intense che tendono a scorrere via superficialmente sul terreno senza essere assorbite, e creando anche maggior erosione superficiale. Dal punto di vista agronomico la caduta della neve e’ destinata a portare generalmente sollievo all’agricoltura, secondo l’antico proverbio contadino “sotto la neve pane”. 20 dicembre 2010 Davide Ferrarese

Fiorin fiorello ovvero IL GERMOGLIAMENTO DELLA VITE


E’ un classico: il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile  si evidenzia con un rialzo termico spesso improvviso.

Questo innalzamento della temperatura influisce sul calore del terreno in tempi relativamente brevi. Le radici, in stadio di parziale riposo (una specie di “coma vigile”) risentono di detta variazione e si riattivano, riprendendo lo sviluppo sospeso dall’autunno con l’avvento dei freddi invernali. Ed elaborando particolari sostanze ormonali che determineranno poi l’avvio della ripresa vegetativa. Leggi tutto “Fiorin fiorello ovvero IL GERMOGLIAMENTO DELLA VITE”