Visita ai vigneti con il metodo di potatura Simonit&Sirch nel Guyot e nel cordone speronato

La potatura della vite come centralità della vita della pianta.

Il 27 marzo 2014, presso il Consorzio tutela del Gavi, abbiamo organizziamo un incontro unico per il Piemonte sul metodo di potatura Simonit&Sirch (http://www.simonitesirch.it), con l’intervento diretto dei Preparatori d’Uva.

Il focus è stato seguito da un centinaio di viticoltori ed operatori del settore, suscitando molto interesse per la qualificazione e l’innovazione dell’argomento trattato.

Salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

Alla luce di queste premesse, si è deciso di proporre una visita al Campus dei Preparatori d’Uva in Friuli Venezia Giulia, dove poter vedere, ma soprattutto commentare dal vivo diverse situazioni: potatura a Guyot e potatura a cordone speronato, viti giovani, viti vecchie, viti in allevamento, viti in potatura di conversione, ecc.

I vigneti sarebbero quelli di Schiopetto, di Gravner e di Angoris, il tutto da farsi in un giorno e mezzo nel mese di luglio; le date proposte sarebbero il 28 e 29 luglio.

Organizzerei un viaggio collettivo, con un unico mezzo di trasporto che sarà scelto in base alle adesioni: si partirebbe nel primo pomeriggio per per rientrare nella tarda serata del giorno seguente. Per di più da Schioppetto avremo la possibilità di far visita anche alla cantina.

Inoltre, successivamente all’incontro pubblico di marzo, alcuni dei partecipanti mi hanno richiesto la possibilità di comprare il manuale di potatura Simonit&Sirch di cui allego qui di seguito il link di riferimento: http://simonitesirch.com/manuale-di-potatura-della-vite-guyot/ (il prezzo è di 40,00 euro), di cui potrei fare punto di raccolta delle richieste.

Tornando sull’argomento viaggio, se t’interessa, ti chiederei di dirmi  entro la fine di questo mese (30 maggio)la tua disponibilità in modo da confermare i mezzi e le sistemazioni necessarie.

Grazie!

10 maggio 2014

©Davide Ferrarese

Potatura della vite, a Gavi con i Preparatori d’Uva un bellissimo focus sul metodo Simonit&Sirch nel Guyot e nel cordone speronato

La potatura della vite come centralità della vita della pianta.

Attraverso la potatura invernale si addomestica la vite alla crescita controllata nello spazio e si definisce il carico produttivo, ovvero il numero di gemme e quindi la produzione di uva che si otterrà. È di fondamentale importanza eseguire una potatura coscienziosa e quanto possibile non invasiva. Ogni taglio apportato alla pianta determina conseguenze dirette ed indirette che si riflettono sulla struttura fisica, sulle condizioni fisiologiche e nelle relazioni metaboliche della pianta stessa fino a determinarne la sua vitalità e la sua longevità.

Il 27 marzo 2014, presso il Consorzio tutela del Gavi, abbiamo organizziamo un incontro unico per il Piemonte sul metodo di potatura Simonit&Sirch (http://www.simonitesirch.it), con l’intervento diretto dei Preparatori d’uva, Riccardo Turata e David Wind.

Da qualche anno mi occupo in modo costante di potatura, frequentando dal 2012 i corsi della Scuola Italiana di Potatura del metodo Simonit&Sirch per imparare i nuovi principi e visitando vigneti tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Piemonte.

Il gruppo Simonit&Sirch è arrivato a definire il metodo della potatura ramificata dopo un lungo periodo di lavoro in campo fatto di osservazione, ma soprattutto di pratica di potatura, durante i quali, per circa 10 anni, si sono messi a fuoco i principali fattori di rischio della salute del vigneto. In particolare sono state indagate le conseguenze indotte dai tagli di potatura a livello del sistema di trasporto linfatico della pianta di vite.

Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto. Il metodo Simonit&Sirch applica una potatura ramificata, con piccoli tagli sul legno giovane, con un approccio lento e mirato. Senza fretta. Si evitano così tagli importanti di ritorno e non si compromette con ferite da taglio il sistema linfatico della vite.

I vantaggi di questa operazione sono molteplici. Le piante con un sistema linfatico integro mostrano analogie nella risposta vegeto-produttiva, si sviluppano in modo omogeneo e sono più costanti nella qualità del prodotto. Grazie a questo sistema di potatura si prevengono le malattie del legno, principale causa di deperimento precoce delle viti. Sono stati perciò anche ridotti i costi di gestione poiché, si allunga la vita produttiva del vigneto senza l’uso di sostanze ma applicando i criteri della medicina preventiva.

Il focus è stato seguito da un centinaio di viticoltori ed operatori del settore, ha destato e suscitato molto interesse per la qualificazione e l’innovazione dell’argomento trattato.

Salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

La coltivazione del vigneto determina la geometrie delle colline, che vuol dire attirare turisti e preservare il suolo da rischi idrogeologici, oltre a  sostenere l’economia delle imprese. Per di più, il patrimonio del nostro bellissimo territorio non è solo quello vitato, ma è soprattutto quello umano, che permette una cura e manutenzione del paesaggio.

Ora dobbiamo pensare alla prossima campagna in corso, ma con l’obiettivo di riparlare di potatura entro la prossima estate!

30 marzo 2014

©Davide Ferrarese

Il #timorasso a #laColombera: il #Montino e il #Derthona

Il timorasso una grande passione di Elisa.

Senza tanti ma o perché, lo scorso 8 dicembre ci siamo trovati all’appuntamento annuale per una verticale del timorasso della Colombera.

Intanto un vitigno e due vini: il Derthona, timorasso base derivante dall’assemblaggio di 4 vigneti differenti, mentre il Montino timorasso selezionato da un unico vigneto. Le prime barbatelle sono state piantate nel 1995 allevate a Guyot con  una densità d’impianto è di 4800 ceppi/ettaro con una resa per ettaro di 60-70 quintali di uva. I suoli sono costituiti da argille sia chiare sia scure.

Siamo partiti dalla prima annata in commercio per il Derthona  il 2012 e dal Montino 2011 per arrivare sino al 2004. Ecco alcune brevi note di degustazione.

#Derthona 2012: al naso floreale e frutta (pesca), e fieno in prevalenza; in bocca rotondo e fresco, giovane.

#Derthona 2011: al naso diminuisce la nota fruttata ed aumenta il fieno secco maturo con evidente nota di fior di ginestra; rotondo con un leggero residuo zuccherino dovuto alle difficoltà dell’annata (precoce, e caldissima).

#Montino 2011: all’inizio chiuso al naso, che dopo qualche secondo si apre al minerale e al miele; in bocca complesso e strutturato, supportato dalla spalla acida del vitigno.

#Derthona 2010: equilibrato al naso, il minerale è deciso e si afferma, in bocca morbidezza dovuta all’affinamento in bottiglia, buona freschezza.

#Montino 2010: all’inizio chiuso al naso, che dopo qualche secondo si apre al minerale e al miele; in bocca complesso e strutturato, supportato dalla spalla acida del vitigno.

#Derthona 2009: in questo vino si trovano finezza e complessità, al naso sentori vivi di frutta matura (pera), in bocca grande spazio alla freschezza.

#Montino 2009: al naso sentori vivi di frutta matura (pera e ananas) e miele e decisi sentori minerali (idrocarburi); in bocca grande spazio alla freschezza e lunghezza.

#Derthona 2008 Magnun: al naso le note minerali si affiancano alcune note “fumè” da evoluzione; in bocca inferiore la nota di freschezza.

#Montino 2007 Magnum: al naso intensamente minerale (idrocarburi), arricchite da piacevoli note di fiori bianchi come sambuco e biancospino e in bocca grande sapidità e pienezza.

#Montino 2006: al naso si confermano le caratteristiche marcate dei minerali e finezza del vitigno e in bocca strutturato e pieno di freschezza.

#timorasso 2005: al naso evoluto con note di pasticceria ed in bocca freschezza ridotta.

#timorasso 2004: grande sorpresa per il naso estremamente minerale e tipico, grande sapidità in bocca.

28 marzo 2014

©Davide Ferrarese

Potatura ramificata del Guyot – video

Dopo ormai 3 anni di corso di potatura con i Preparatori d’uva – Simonit e Sirch -, ho trovato la strada per applicare la potatura soffice della vite..
Tre anni di prove, studi, applicazioni, sbagli, grazie alla disponibilità dei viticoltori..
Qui siamo su timorasso, vitigno bianco autoctono del Piemonte, utilizzato per grandi bianchi d’invecchiameto o spumanti.
A voi il video:
© Davide Ferrarese
29 gennaio 2014

Cosa dire del 2013, ma soprattutto del 2014

Era un po’ che non tornavo a scrivere qualche riga. La fine dell’anno è stata come al solito agitata, ma è stato un bene per darmi il tempo di meditare e guardare quello che ho fatto nel 2013.

Nella mia immagine professionale, il vigneto ha preso una dimensione globale, tridimensionale, ovunque lo guardo ha sempre qualcosa di nuovo da trasmettere e migliorare.

La potatura secca ha preso molto interesse e tempo del mio lavoro, sta diventato tra i punti cruciali della mia attività, le scuole di potatura create dai Preparatori d’uva (http://www.simonitesirch.it/) hanno allargato la mia visione a nuove considerazioni con un metodo davvero innovativo: il rispetto della pianta e della sua fisiologia, hanno mostrato alcune debolezze che si sono create negli anni a causa del cambio generazionale, dell’incremento delle superfici aziendali e della ricerca a ridurre i costi di produzione.

Avere cura del vigneto ha significato sviscerare anche nuove verifiche al suolo ed alla sua produttività: se vogliamo un’agricoltura durevole e non predatrice, dobbiamo stimolare nuovi modelli di fertilizzazione che favoriscano la fertilità biologica! Maggiore sarà la sua vitalità, migliore potrà essere l’espressione dei sapori e della qualità proveniente dal terroir, sempre più importante nella crescita di un territorio e dei produttori agricoli. In questo ho trovato il libro de “il suolo un patrimonio da salvare” di Claude e Lydia Bourguignon (http://www.lams-21.com/artc/1/fr/) che mi hanno davvero entusiasmato.

Penso che la viticoltura possa trarre delle buone basi, per i viticoltori, per gli imprenditori, per l’economia locale, per il turismo e per l’ambiente. Insomma ce n’è per tutti! E soprattutto per i viticoltori perché nelle loro mani sta il futuro del nostro patrimonio vitato.  E sono sempre più convinto che il loro coinvolgimento ed una  buona formazione fatta in modo professionale darà ottimi frutti (e non solo ottimi vini), ridando valore e dignità a chi opera tra i filari.

Il patrimonio del nostro bellissimo territorio non è solo quello vitato, ma è soprattutto quello umano, che permette una conservazione ambientale e paesaggistica delle colline, nonché economica diretta ed indiretta per il lavoro che svolge. Vedere colline coltivate a vigneto attira turisti e preserva il suolo da problemi idrogeologici, e sostiene l’economia delle imprese.

Concludo con piacere vedendo su diversi social network colleghi per me nuovi e “lontani”, che non conosco personalmente, ma che si operano professionalmente nel mondo vitivinicolo, sicuramente contraddistinguendosi come i ragazzi di Uva Sapiens (http://www.uvasapiens.com/it/#all) e di Giotto Consulting  (http://www.giottoconsulting.it/it/category/tags/giotto-earth-listener). Alcune delle persone citate non le conosco, ma avendo avuto modo di apprezzarne sui social network e sui loro siti, mi sono permesso di citarli..

Intanto buon lavoro e buon 2014 a tutti.

Grazie per leggermi! 😉

14 gennaio 2014

©Davide Ferrarese