Le piogge di marzo a Gavi

Mentre sono qua che scrivo faccio fatica a ricordare che a marzo ha piovuto parecchio con alcuni giorni veramente intesi, perché aprile ci ha balzato quasi inun’estate primaverile.

Ma per cronaca ricordo che i primi giorni del mese sono stati freddi e con 20 centimetri di neve (il 3 del mese) che sono proseguiti con nuvole e freddo per 7-10 giorni.

I lavori in vigneti sono avanzati a rilento e per fortuna la natura si è comportata  alla stesso modo aspettando migliori temperature. Le potature non sono ancora ultimante e in qualche vigneto iniziano le stralciature e la legatura del capo a frutto.

La settimana dal 13 al 17 è stata interessata da copiose piogge facendo cadere in 4 giorni quasi 130 millimetri di acqua, con conseguenti rotture dei filari che in alcuni casi hanno causato smottamenti. Problemi sia per i vigneti già piantati e per i terreni che dovevano essere interessanti da nuovi impianti.

Invece l’ultima decade del mese è percorsa solatia e con la ripresa delle temperature, che hanno accompagnato il risveglio della natura.

Davide Ferrarese, 17 aprile 2011

La stagione invernale 2011, costante.

Ormai siamo a chiudere la porta dell’inverno mentre apriamo quella della primavera e per i viticoltori iniziano i tempi più impegnativi.

L’inverno di quest’anno non è stato è particolarmente rigido ma più che altro costante.

È iniziato presto con le piogge di novembre per arrivare sino alla prima settimana di marzo portando neve e freddo in giro per l’Italia. Le temperature non sono mai state particolarmente rigide, salvo alcuni periodi, ma comunque consoni alla stagione ed alla salute delle piante! Quest’inverno è tornata dopo anni di assenza anche la nebbia che è arrivata sino alle colline.

In questo contesto generale le potature hanno avuto un decorso regolare permettendo un organizzazione dei lavori per arrivare in tempo con la preparazione delle viti alla nuova stagione, e portare a termine in questi periodo la stralciatura, la legatura del capo a frutto (ove necessario) e la manutenzione dei pali e dei fili per i vigneti più vecchi.

Un decorso regolare favorisce le fasi della vite, nel senso che a partire dalla caduta delle foglie sino al germogliamento ed al pianto, che partirà fra pochi giorni, maggiore sarà la regolarità stagionale e migliore seguirà il decorso fenologico.

Certo che le copiose piogge dell’autunno hanno creato per alcuni casi terreni gonfi di acqua nelle situazioni pianeggianti, oppure erosione superficiale per quelli posti in maggior pendenza. Entrambi i fenomeni non sono positivi dato che causano nella prima situazione asfissia radicale con scarso o nullo assorbimento radicale, mentre nel secondo caso avviene la perdita di fertilità e dei nutrimenti utili alla vite.

Sicuramente a quanto detto fanno eccezione i vigneti opportunamente preparati per l’inverno, dove nei terreni piani sono state fatte lavorazioni del terreno per garantire un drenaggio sotterraneo (con ripper-talpa per esempio) e nei vigneti in pendenza sono state ridotte le lavorazioni superficiali o è stato predisposto l’inerrbimento, e predisponendo opportuni fossi di scolo.

Le piante reagiscono a tutto ciò in modo consistente in quanto la nuova crescita rappresenta il collegamento naturale tra le successive fasi e l’intromissione di fenomeni esterni, ambientali e umani, ne caratterizzeranno il prossimo comportamento.

Davide Ferrarese

21 marzo 2011

L’ambiente, impariamolo ad osservare!

E’ fondamentale ed altrettanto interessante osservare quello che ci circonda.

L’ambiente circostante, quello non cementificato che potremmo definire agrario, è stato e sarà sempre oggetto di modifica da parte dell’uomo e sarà sempre la natura che risponderà ad ogni variazione apportata al suo stato iniziale.

Anche la stessa coltivazione annuale e poliennale di una coltura agraria è una modifica all’ambiente naturale.

Le risposte che ci saranno sono delle più varie, sia positive che negative, ma sempre con un senso.

La capacità dell’uomo o chi per esso, sarà  la sensibilità di capire e di trasformare un qualcosa di non modificabile.

Osservare quello che c’è, quello che ci circonda, conoscere il clima ed altro ancora, permetterà di ridurre gli errori che comunque si faranno.