Quella strana stagione 2014..

Quella strana stagione 2014..
#terroir #gavi #barbera #timorasso #ovada #dolcetto #potatura #biologico #agricoltura_durevole #vendemmia #uomo #sostenibile

Il 2014 sarà sicuramente ricordato per le bizzarrie dell’annata.
Inverno poco freddo, stagione partita alla massima velocità, per poi rallentarsi con l’arrivo dell’estate (mancata estate) con precipitazioni pluviometriche ben superiori alle medie stagionali.
Infatti dal mese di aprile a quello di settembre sono caduti tra i 450 e i 500 millimetri di pioggia, una quantità pari a quella dei mesi invernali, con settembre come mese meno piovoso..
Penso che basti questa premessa e qualche ricordo per capire le difficoltà dell’annata, ma la maniacale attenzione e passione, ci ha però premiato.
In questi giorni sto assaggiando vini dalle vasche, buoni, con tono alcolico inferiore rispetto alle altre annate, ma interessanti e con bei profumi.
Quest’anno è uscita ancora di più la validità del terroir, di quel prezioso tesoro che ognuno di noi possiede, la vigna! L’identità di ciascuna di esse esprime qualità e valori specifici, che bisogna mantenere e valorizzare con il lavoro quotidiano.
Penso che l’impostazione della potatura secca con nuove attenzioni e maggior rispetto della pianta anche per cercare di contenere la continua diffusione del mal dell’esca, il lavoro del suolo con una nuova visione, rispettando la fertilità biologica e rinnovando le tecniche meccaniche ed inserendo, dove si è potuto, la pratica del sovescio, fino ad arrivare alla difesa fitopatologica molto più attenta ed integrata alle condizioni ambientali, stia dando risultati molto buoni e interessanti.

Stiamo facendo un gran lavoro eliminando o riducendo l’impiego del diserbo sotto fila; abbiamo integrato la difesa chimica con l’impiego dei microrganismi utili ed iniziato anche con la difesa biologica, ritoccabile e sicuramente migliorabile, ma in una stagione ad alta pressione per le malattie fungine, non sono stati utilizzati gli antibotritici chimici con ottimi risultati sanitari sulle uve.

Stiamo facendo un gran lavoro per una difesa avanzata sostenibile, ritoccabile e sicuramente migliorabile, ma in una stagione ad alta pressione per le malattie fungine, abbiamo ottenuto ottimi risultati sanitari sulle uve.

Grazie per leggermi

© Davide Ferrarese
9 dicembre 2014

Monitoraggio nei vigneti di Drosophila suzukii

Sopralluogo per raccolta campioni di uva e trappole alimentari di aceto

Tecnici: Davide Ferrarese – Arianna Giusta

Verso la prima settimana di settembre, ho riscontrato in alcuni vigneti del gaviese e dell’ovadese, un’elevata incidenza di marciume acido, con percentuali di grappoli danneggiati che in alcune piante e porzioni di filari avevano raggiunto proporzioni elevate, tra l’altro in condizioni di clima buono, migliore di quello estivo, ed in assenza di attacchi di oidio o danni finisci all’uva.
Ad una attenta osservazione, ho trovato che gli acini colpiti contenevano numerose larve appartenenti all’ordine dei ditteri, genere Drosophila spp. (quelli che noi chiamiamo semplicemente moscerini dell’uva o della frutta), che si animavano in modo molto aggressivo.
Su alcuni acini mi è parso di riscontrare la presenza di Drosophila suzuki, un insetto altamente nocivo di origine asiatica che crea ingenti danni sulle uve, e segnalato in Italia nel 2010 (Trentino Alto Adige).
Così ho chiesto un sopporto in termini di monitoraggio al Settore Fitosanitario della Regione Piemonte che, nell’ambito del monitoraggio fitosanitario, ha provveduto alla lettura del contenuto delle trappole alimentari posizionate in campo. La lettura è stata eseguita dalla Dott.ssa Arianna Giusta, una collaboratrice del Settore Fitosanitario, associata allo Studio Pegaso – servizi agroambientali di Torino www.studiopegaso.eu .
Al termine di questa brevissima ma intensa attività, il Settore Fitosanitario della Regione Piemonte ha rilevato dai dati che eventuali marciumi diffusi delle uve alla raccolte nei vigneti descritti non erano dovuti all’azione di D. suzukii ma a problemi legati all’andamento stagionale (piogge) e alle fitopatie che hanno favorito i marciumi quest’anno.  E’ chiaro che conviene non trascurare la possibilità che in futuro D. suzukii possa avere un ruolo più significativo nel favorire lo sviluppo di marciumi in vigneto.  Il 2014 è stato un anno molto favorevole all’insetto, ma in molte zone viticole probabilmente la popolazione di partenza era molto bassa, quindi non in grado di arrecare danni consistenti.  In altre aree, es. vicino a zone di coltivazione di piccoli frutti, la situazione poteva essere diversa.
Alcuni numeri: su un totale di 3422 individui, 91 di maschi di Drosophila suzuki, 70 di femmine di Drosophila suzuki e 3261 altri Drosophila: in pratica 5% di Drosophila suzuki ed il 95% di altra di Drosophila.

© Davide Ferrarese, 12 novembre 2014

Video intervista in piena vendemmia del Gavi docg!

potatura con il metodo Simonit & Sirch Preparatori d’Uva , partecipazione al progetto Gavi

Lo scorso 10 ottobre abbiamo incontrato Lorenzo Manfreda dei Preparatori d’Uva, per parlare del progetto di potatura con il metodo Simonit & Sirch a Gavi.
Il tutto era partito dall’incontro pubblico di questa primavera, dove a potatura finita, si era parlato del metodo suscitando moltissimo interesse ai viticoltori che erano presenti numerosi. Inoltre la visita estiva al Campus dei Preparatori d’Uva in Friuli Venezia Giulia, ci aveva permesso di toccare con mano e vedere opere d’arte potate sapientemente.
A questo punto i Preparatori d’Uva hanno predisposto dai  un progetto di collaborazione per la formazione del personale in vigneto per la potatura secca invernale e relativa potatura verde in primavera con il metodo Simonit & Sirch: l’idea è di un progetto collettivo che permetta di entrare nelle singole peculiarità aziendali. 
In sintesi questa è la proposto di Lorenzo Manfreda – Preparatore d’Uva:- presa visione delle diverse situazioni aziendali che richiedono di aderire;- attività formativa collettiva di potatura secca con corso teorico presso il Consorzio Tutela del Gavi e corso pratico in vigna (circa 1 giornata/1 giornata e mezza, da definire in base al numero di partecipanti);- avviamento dei cantieri di potatura secca nelle singole aziende con attività di affiancamento e verifica nella prosecuzione dei lavori (sopralluoghi da definire in base alle superfici messe in progetto);- attività formativa collettiva di potatura verde con corso teorico presso il Consorzio Tutela del Gavi e corso pratico in vigna (circa mezza giornata);- avviamento dei cantieri di potatura verde nelle singole aziende con attività di affiancamento e verifica nella prosecuzione dei lavori (sopralluoghi da definire in base alle superfici messe in progetto ed alla stagione).
Per chi fosse interessato, si tratta di compilare il questionario allegato in modo da far preparare il preventivo dai Preparatori d’Uva, così da valutare le singole caratteristiche aziendali anche attraverso il sopralluogo di alcuni vigneti. La compilazione del documento allegato sarebbe entro il 28 ottobre, così da organizzare il sopralluogo preventivo ai vigneti entro la prima decade di novembre. La superficie da indicare dipende dalla singola Azienda, come per la tipologia della vigna (nuova o vecchia, per intendersi).
Verificando le Aziende e gli ettari messi a disposizione, sarà redatto un preventivo aziendale completo sfruttando la collettività della partecipazione, e tenendo conto anche delle relative spese di vitto, alloggio e viaggio. Per quanto riguarda gli “spazi didattici”, si potrà contare sulla collaborazione del Consorzio Tutela del Gavi.
Il lavoro si presupporrebbe della durata triennale, al termine del quale poter redigere una pubblicazione che contenga il lavoro svolto con i partecipanti del progetto di potatura con il metodo Simonit &Sirch; Sirch Preparatori d’Uva.
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Metodo di potatura Simonit&Sirch
Da qualche anno mi occupo in modo costante di potatura, frequentando dal 2012 i corsi della Scuola Italiana di Potatura del metodo Simonit&Sirch per imparare i nuovi principi e visitando vigneti tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Piemonte.Il gruppo Simonit&Sirch è arrivato a definire il metodo della potatura ramificata sia per il Guyot che per il cordone speronato, dopo un lungo periodo di lavoro in campo fatto di osservazione, ma soprattutto di pratica di potatura, durante i quali, per circa 10 anni, si sono messi a fuoco i principali fattori di rischio della salute del vigneto. In particolare sono state indagate le conseguenze indotte dai tagli di potatura a livello del sistema di trasporto linfatico della pianta di vite. Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto. Il metodo Simonit&Sirch applica una potatura ramificata, con piccoli tagli sul legno giovane, con un approccio lento e mirato. Senza fretta. Si evitano così tagli importanti di ritorno e non si compromette con ferite da taglio il sistema linfatico della vite.I vantaggi di questa operazione sono molteplici. Le piante con un sistema linfatico integro mostrano analogie nella risposta vegeto-produttiva, si sviluppano in modo omogeneo e sono più costanti nella qualità del prodotto. Grazie a questo sistema di potatura si prevengono le malattie del legno, principale causa di deperimento precoce delle viti. Sono stati perciò anche ridotti i costi di gestione poiché, si allunga la vita produttiva del vigneto senza l’uso di sostanze ma applicando i criteri della medicina preventiva.

Stay tuned, a Gavi con il metodo di potatura Simonit&Sirch !

La potatura della vite come centralità della vita della pianta.

La scorsa primavera, presso il Consorzio tutela del Gavi, ho organizziamo un incontro unico per il Piemonte sul metodo di potatura Simonit&Sirch (http://www.simonitesirch.it), con l’intervento diretto dei Preparatori d’Uva.

Il focus è stato seguito da un centinaio di viticoltori ed operatori del settore, suscitando molto interesse per la qualificazione e l’innovazione dell’argomento trattato.

Salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

Viste le premesse, nel corso dell’estate siamo stati a far visita al Campus dei Preparatori d’Uva in Friuli Venezia Giulia, dove abbiamo visto, ma soprattutto commentato dal vivo diverse situazioni: potatura a Guyot e potatura a cordone speronato, viti giovani, viti vecchie, viti in allevamento, viti in potatura di conversione, ecc.

Alla luce di questo percorso che ormai mi trova all’inizio del 4° anno di studio del metodo di potatura Simonit&Sirch , venerdì 10 ottobre alle 14,30 presso il Consorzio Tutela del Gavi, preparo un incontro con Lorenzo Manfreda dei Preparatori d’Uva a disposizione per presentare il progetto di potatura su Gavi, per capire come potrebbe essere possibile una collaborazione per la formazione del personale in vigneto per la potatura secca invernale e relativa potatura verde in primavera con il metodo Simonit & Sirch Preparatori d’Uva.

Grazie!

7 ottobre 2014

©Davide Ferrarese www.davideferrarese.it

Marciume acido e Drosophila

Verso la prima settimana di settembre, ho riscontrato in alcuni vigneti del gaviese e dell’ovadese, un’elevata incidenza di marciume acido, con percentuali di grappoli danneggiati che in alcune piante e porzioni di filari avevano raggiunto proporzioni elevate, tra l’altro in condizioni di clima buono, migliore di quello estivo, ed in assenza di attacchi di oidio o danni finisci all’uva.

Ad una attenta osservazione, ho trovato che gli acini colpiti contenevano numerose larve appartenenti all’ordine dei ditteri, genere Drosophila spp. (quelli che noi chiamiamo semplicemente moscerini dell’uva o della frutta), che si animavano in modo molto aggressivo.

Su alcuni acini mi è parso di riscontrare la presenza di Drosophila suzuki, un insetto altamente nocivo di origine asiatica che crea ingenti danni sulle uve, e segnalato in Italia nel 2010 (Trentino Alto Adige).

A tal proposito è stata mia cura segnalare il fatto al Settore Fitosanitario Regionale con sede a Torino e la stessa Università di Agraria.

In attesa di un sopralluogo sul posto ed in accordo con loro, ho preparato delle trappole “alimentari”, cioè delle semplici bottiglie di plastica da 1,5 L (più piccole non vanno bene) riempite con circa 250 mL di aceto vino, chiuse con il loro tappo e appese alle piante. In ogni bottiglia ho praticato alcuni fori (5-6) di 0.5-1 cm di diametro a livello del collo.

In bibliografia è riportato anche l’aceto di mele, ma  ho preferito quello di vino (rosso o bianco indifferentemente). La trappola o le trappole le ho posizionate nelle zone interessate dal marciume acido e tornerò per vederle fra 10-15 giorni.

Gli adulti di D. suzukii dovrebbero essere presenti fino a novembre inoltrato indipendentemente dalla vendemmia.

©Davide Ferrarese

22 settembre 2014

AGOSTO, estate memorabile da non ricordare

AGOSTO, estate memorabile da non ricordare

Reduci da un’estate che ha fatto indispettire chiunque, almeno la parte finale della stagione non è poi stata così negativa come il bimestre giugno-luglio, perché ad agosto ha piovuto qualche volta di meno e c’è stato il sole!

Diciamo che il nord ed il centro-nord, sono state le aree ancora sotto temporali e giornate nuvolose, ma al centro-sud e sud le cose sono state migliori! Purtroppo abbiamo assistito anche ad eventi eccezionali, ma che sembrano diventare la norma, con bombe d’acqua e precipitazioni importanti.

Inoltre quest’anno le previsioni non sono sempre state indovinate, infatti mi sono chiesto se fosse stato meglio fare l’agronomo o il meteorologo!

In vigneto le condizioni sono state sempre complesse con piogge ed umidità a favorire le patologie, e contestualmente rallentando la maturazione delle bacche.

Tutto l’anticipo stagionale che era stato raccolto in primavera è andato perso, rimettendoci nelle date di vendemmia più “naturali”, dove anche le difficoltà operative saranno maggiori. Con la metà di agosto sono partite le raccolte delle varietà precoci con risultati modesti sia in quantità che qualità.

Il terroir e la mano dell’uomo, faranno la differenza per portar a casa le qualità migliori, con enormi impegni e maniacali interventi tra i filari.

D’altronde fare l’agricoltore vuol dire affrontare annate come questa: decidere quotidianamente cosa fare, selezionare, valutare, cambiare idea e andare avanti.

Buona vendemmia a tutti!

13 settembre 2014

© Davide Ferrarese

POTATURA D’ESTATE E OPERE D’ARTE..Visita al Campus dei Preparatori d’uva potati con il metodo Simonit&Sirch.

L’incontro dello scorso marzo tenutosi presso il Consorzio Tutela del Gavi alla presenza di un nutrito pubblico, si era svolto con una tale partecipazione attiva che ci ha spinto a indagare i vigneti potati con il metodo Simonit&Sirch (http://www.simonitesirch.it), e così è stato!

La pioggia copiosa non ha fermato il gruppo di oltre 30 persone principalmente di Gavi, ma anche del tortonese, dell’ovadese, dell’acquese, dell’alta Lombardia e del nicese, in visita al Campus dei Preparatori d’Uva in Friuli Venezia Giulia.

La potatura della vite come centralità della vita della pianta.

Attraverso la potatura invernale si addomestica la vite alla crescita controllata nello spazio e si definisce il carico produttivo, ovvero il numero di gemme e quindi la produzione di uva che si otterrà. È di fondamentale importanza eseguire una potatura coscienziosa e quanto possibile non invasiva. Ogni taglio apportato alla pianta determina conseguenze dirette ed indirette che si riflettono sulla struttura fisica, sulle condizioni fisiologiche e nelle relazioni metaboliche della pianta stessa fino a determinarne la sua vitalità e la sua longevità.

Grazie alla professionalità di Lorenzo Manfreda e Riccardo Turata, preparatori d’uva, siamo stati a visitare i vigneti di Schiopetto potati con il metodo Simonit & Sirch, in diverse situazioni tra Guyot e cordone speronato.

Entusiasmante ed entusiasti tutti a vedere dal vivo piante che sembravano opere d’arte!

Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto. Il metodo Simonit&Sirch applica una potatura ramificata, con piccoli tagli sul legno giovane, con un approccio lento e mirato. Senza fretta. Si evitano così tagli importanti di ritorno e non si compromette con ferite da taglio il sistema linfatico della vite.

I vantaggi di questa operazione sono molteplici. Le piante con un sistema linfatico integro mostrano analogie nella risposta vegeto-produttiva, si sviluppano in modo omogeneo e sono più costanti nella qualità del prodotto. Grazie a questo sistema di potatura si prevengono le malattie del legno, principale causa di deperimento precoce delle viti. Sono stati perciò anche ridotti i costi di gestione poiché, si allunga la vita produttiva del vigneto senza l’uso di sostanze ma applicando i criteri della medicina preventiva.

Salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

Ora dobbiamo pensare alla difficilissima campagna in corso, ma con l’obiettivo di riparlare di potatura ramificata con l’arrivo dei prossimi lavori invernali!

30 luglio 2014

© Davide Ferrarese

Il #2014 fino adesso: #biologico, #sostenibile, #sovescio, #potatura #terreno #diserbo #terroir #peronospora #pluviometro #agricolturadurevole #difesa #trappole #monitoraggio #scafoideo #flavescenza #tignola #ambiente

Il #2014 fino adesso: #biologico, #sostenibile, #sovescio, #potatura #terreno #diserbo #terroir #peronospora #pluviometro #agricolturadurevole #difesa #trappole #monitoraggio #scafoideo #flavescenza #tignola #ambiente

Siamo a metà anno, e faccio un piccolo bilancio..

In vigna siamo a caratterizzare il terroir di produzione attraverso ogni tecnica agronomica, passando dalla massimizzazione della qualità dell’uva.

Anche inconsapevolmente, questa meticolosa ricerca ci ha portato ad avere sempre e più particolari attenzioni. Il vigneto ha preso una dimensione globale, tridimensionale, da ogni posizione in cui lo si guardi ha sempre qualcosa di nuovo da trasmettere e migliorare.

Con la potatura secca e la potatura verde impostiamo attraverso il metodo di potatura Simonit&Sirch (http://www.simonitesirch.it/) una nuova educazione nelle piante, ma soprattutto nelle maestranze agricole: il rispetto della pianta e della sua fisiologia, hanno mostrato alcune debolezze che si sono create negli anni a causa del cambio generazionale, dell’incremento delle superfici aziendali e della ricerca a ridurre i costi di produzione.

Avere cura del vigneto ha significato sviscerare anche nuove verifiche al suolo ed alla sua produttività: se vogliamo un’agricoltura durevole e non predatrice, dobbiamo stimolare nuovi modelli di fertilizzazione che favoriscano la fertilità biologica!

Lavoriamo meno e meglio il terreno, ed in alcune Aziende è stato impostato il sovescio: maggiore sarà la sua vitalità, migliore potrà essere l’espressione dei sapori e della qualità proveniente dal terroir, sempre più importante nella crescita di un territorio e dei produttori agricoli.

Su questi temi, potuto vedere all’opera Claude e Lydia Bourguignon (http://www.lams-21.com/artc/1/fr/) che mi hanno davvero entusiasmato.

Poi una delle preoccupazioni maggiori era come sostituire il diserbo, ma dopo qualche anno di prove e di conferme, abbiamo trovato un equilibrio meccanico e di lavoro impiegando, a seconda delle necessità, la spollonatrice come tagliaerba (!!) e l’interceppi a lama o rotante, per smuovere la terra sotto la vite.

Per impostare una difesa attenta alle malattie, ho dotato le Aziende di un pluviometro.. Per alcuni, soprattutto per i più giovani, è stato rivedere l’impostazione della lotta alla peronospora, e per il momento ce l’abbiamo fatta!! trattando sempre in modo preventivo. Ma anche per i fitofagi come lo scafoideo e le tignole ci stiamo attrezzando con trappole di monitoraggio.

Diciamo che stiamo osando un po’ di più, e ci azzardiamo a rispettare di più la pianta e l’ambiente..prima sicuramente lo facevamo di meno!

Intanto buon lavoro a tutti.

Grazie per leggermi! 😉

8 giugno 2014

©Davide Ferrarese