Questo clima di novembre..dobbiamo mica pensarci su?!

Novembre 2015 (0 mm)

Avanti con i lavori in vigneto, non si riesce a tenere fermo nessun a far buschi (qualche scasso) e già le prime potature (!!), anche perché ormai non piove più dai primi di ottobre..  Solo nebbie, fitte nebbie e molta umidità, temperature miti..foglie sulle piante, erba verde, ed un sacco d’insetti in giro.Solo un po’ di freddo nell’ultima settimana del mese di novembre ma niente di che: temperature sotto zero, ma limitatamente per il periodo.

Quello che stiamo vivendo passerà agli annali come uno dei periodi più secchi degli ultimi anni sul Nord Italia, in particolare al Nord Ovest e soprattutto nella nostra area: infatti ormai ci siamo un po’ abituati come nell’ultima estate trascorsa, dove in molte zone passavano piogge e temporali, mentre nulla in questo angolo del Piemonte!

E’ anche curioso notare come questo periodo arrivi dopo alcune annate particolarmente piovose e dopo un anno, il 2014, di piogge record e di alluvione per noi (700 millimetri di pioggia a novembre dell’anno scorso).

La pluviometria degli anni 2000 è risultata infatti superiore rispetto a quella del secolo scorso, quando invece non era inusuale riscontrare lunghi periodi senza piogge. Facendo un tuffo nel passato bisogna risalire al 2003 per trovare un periodo così lungo senza precipitazioni rilevanti (tra Febbraio ed Aprile), ed ancora prima al 1997, quando i giorni senza accumuli superiori al millimetro furono circa una novantina tra Gennaio ed Aprile.

Se in pianura e collina è mancata la pioggia., in montagna è mancata totalmente la neve e questo potrebbe essere un problema ben più grave per l’approvvigionamento idrico di molte aree in vista della primavera, a causa delle evidenti ripercussioni che potrebbero esserci per l’agricoltura, i ghiacciai ed ovviamente…la nostra salute.

© Davide Ferrarese

19 dicembre 2015

Spunti e valutazioni sul biologico.. “To be deep green” – Simei 2015

Il mercato del biologico è ormai in sviluppo esponenziale, naturalmente non solo per il vino ed il consumatore definisce che comprare “biologico” fa bene e nei paesi anglosassoni si sta diffondendo il “to be deep green”.

Nel contesto generale il vigneto sta subendo cambiamenti ed evoluzioni in questa direzione basta vedere i numeri sulle superfici certificate biologico:

paese

superfici vigneto biologico 2004*

superfici vigneto biologico 2014*

superfici vigneto biologico 2015*

Italia

31,2 ha

67,9 ha

72 ha

Europa

74 ha

258 ha

Mondo

87 ha

311 ha

* ettari in migliaia

Solo la Spagna detiene il 32% del vigneto biologico in Europa e gli incrementi di superficie generale si sono registrati passando anche per annate difficili come il 2008 ed il 2014.

Il biologico è un progetto e come tutti i progetti sono dei percorsi, dove le motivazioni personali, la volontà di migliorare le condizioni dell’ambiente di lavoro e la consapevolezza nella conoscenza di sapere quello che abbiamo e quello che facciamo, mentre la certificazione al biologico è il rispetto alle norme in materia passando per il biologico.

Oltretutto in annate favorevoli alla coltivazione, il risparmio è tangibile, mentre al contrario diventano necessari interventi mirati e tempestivi, mettendo in conto anche l’eventuale calo o perdita di prodotto in annate particolari.

Il convegno “Bio e territorio, una strategia vincente” organizzato al Simei da Valoritalia con relatori illustri quali Enzo Mescalchin e Ruggero Mazzilli, ha portato valevoli esperienze in vigna.

Un progetto biologico prevede una maggior attenzione al suolo, la ricerca di nuove soluzioni ai problemi e permette un rapporto “migliore” nella crescente conflittualità tra il mondo agricolo e la cittadinanza.

Pensare al biologico, ha permesso di rivedere la funzione del terreno e della sua gestione: uno studio trentino riporta che dal 1980 al 2011 appunto nel Trentino Alto Adige è evidente il deficit di sostanza organica passato da una media di 3,2% a 2,6%, e per di più questo perché il suolo è sempre stato visto solo come fertilità chimica e fisica e mai biologica, che invece è quella che permette di tenere in vita un terreno.

Rimanendo sempre in argomento, ma in questo caso parlando di acque nei suoli, il rapporto dell’ISPRA – anno 2014 relativo ai pesticidi nell’acqua , definisce evidente il ritrovamento di alcune molecole chimiche al di sopra dei limiti come il Glifosate, il Metalaxil ed l’Oxadixil, per non dire del ritrovamento dell’Atrazina, vietata già a fine del secolo scorso.

Analizzando con attenzione la gestione agronomica del biologico, i limiti del sistema o comunque i punti critici riguardano sicuramente il sottofila e la difesa ai patogeni in alcune annate, la particolare difesa allo Scafoideus Titanus, alla Drosophila ed al Planococcus, anche se per questi due ultimi insetti si stanno sperimentando con effetti positivi predatori naturali. In questo ambito l’impiego delle capannine meteo, ma soprattutto il rilievo dei dati ambientali all’interno dei filari, ed i vari rilievi fenologici, favoriscono importanti informazioni alla prevenzione e difesa dalle patologie.

Esperienze importanti di alcune case vinicole hanno evidenziato informazioni molto utili. In Ferrari Spumanti con 500 fornitori della superficie media di 1,2 ettari e 2 appezzamenti per viticoltore,  il biologico è stato prima di tutto un progetto codificato in protocolli passando da viticoltura integrata, a sostenibile (limitazione di alcuni principi attivi, scelta di formulati di classe tossicologica inferiore, ecc), poi a simil bio (Cu, zolfo e insetticida per lo Scafoideo) ed infine a certificato biologico:

impiego dei prodotti chimici e sistemi di lotta

integrata

sostenibile

simil biologico

certificato biologico

antiperonosporici ammessi

8 “generici” + Rame

3 “generici” + Rame

solo Rame

solo Rame

antioidici ammessi

11 “generici” + Zolfo

3 “generici” + Zolfo

solo Zolfo

solo Zolfo

antibotritici ammessi

4 “generici”

1 “generici”

nessuno

nessuno

insetticidi ammessi

4

3

2

nessuno, solo piretro

diserbi ammessi

2

nessuno

nessuno

nessuno

fonte: Ferrari Spumanti

Nel 2010 in Ferrari erano il 3% le Aziende nel simil biologico, mentre nel 2015 sono arrivati al 73%.

Anche in Berlucchi sono in conversione biologico dal 2012, dapprima con i 90 ettari di proprietà e dal 2013 con i 400 ettari dei conferitori, avendo adottato già nel 2005 l’eliminazione dei ditiocarbammati e poi l’applicazione della confusione sessuale.

Altre esperienze biologiche per i Botter con 90 ettari a Prosecco a biologico dal 2008, per arrivare a 150, a Torrevento in Puglia ed a Campinuovi Wines nella Toscana del Montecucco doc.

Sicuramente esperienze uniche che sfatano il mito che i vini biologici non sono buoni ma senza mai demonizzare i vini non biologici, poiché dietro alle Aziende non certificate biologiche ci stanno comunque dei progetti sostenibili!

I vini devono essere buoni e rappresentativi del territorio..

©Davide Ferrarese

21 novembre 2015

Le mie impressioni su questa vendemmia 2015 a #Gavi !

Appena terminata la raccolta, queste sono le mie impressioni su questa vendemmia 2015 a #Gavi !

L’annata

Annata sicuramente da ricordare, particolare ma da ricordare.

La zona del Gavi DOCG ha avuto un inizio di stagione relativamente normale, mite con poche precipitazioni a partire dall’inizio dell’anno e distribuite per lo più nei primi 4 mesi del 2015.

Queste condizioni hanno caratterizzato una partenza vegetativa in linea con la fenologia del Cortese, con una primavera altalenante per le temperature che inizialmente si sono presentate elevate per poi tornare a valori sotto media stagionale ed un vento a Maggio che ha rotto diversi germogli, per arrivare a giugno con le prime ondate di calore, portando così all’inizio della fioritura e l’unica vera pioggia.

Dal punto di vista sanitario la difesa della vite è stata attenta soprattutto per l’oidio, in quanto le condizioni di vento continuo e di umidità, ne hanno favorito lo sviluppo.

Le alte temperature sono state la premessa per arrivare a luglio con temperature diurne e notturne al di sopra della media mensile, con totale assenza di precipitazioni.

Verso la fine del mese di luglio, le piante più giovani e poste sui terreni più magri hanno iniziato a segnare le prime carenze idriche e relativa mancata emissione di nuova vegetazione.

Ad Agosto, mese meno caldo ma sempre senza precipitazioni, con solo qualche giornata umida e nuvolosa. Settembre bello con freddo al mattino (temperature sotto i 10°C) che ha ulteriormente concentrato le uve; sanità globale molto buona.

Maturazione molto buona su tutte le aree senza particolari differenze, gradi babo e zuccheri molto alti, con uve maturate tutto a tempo già nella prima decade di settembre ed con calo di resa abbastanza evidente e generalizzato intorno al 20%.

Il quadro acido del Cortese si è mantenuto su livelli molto buoni per l’annata calda e le gradazioni superiori alla normalità. Maggiori sofferenze si sono registrate appunto per i vigneti giovani, quelli posti su collina e su terreni principalmente marnosi e calcarei (terre bianche).

Vendemmie anticipate, iniziate nella prima settimana di settembre che si sono protratte sino alla fine del mese stesso, senza particolari interruzioni, se non per una pioggia verso la metà di settembre.

Voto alla vendemmia

CORTESE GIUDIZIO
GRADO ZUCCHERI 5 stelle
QUADRO ACIDO 4 stelle
SANITA’ 5 stelle
GIUDIZIO complessivo sull’uva 5 stelle

© Davide Ferrarese

8/10/2015

Prossimi alla vendemmia..

Anche quest’anno siamo ai cancelli di partenza, prossimi alla vendemmia, anche se qualche grappolo l’abbiamo già portato in cantina..

Giusto brevi considerazioni su questo 2015, stagione diametralmente opposta al 2014 con temperature elevate fuori dalla norma per tutto il mese di luglio.

Come sempre la natura detta le sue regole, noi dobbiamo solo cercare di assecondarle e di esaltarle quando possibile.

La vendemmia per quanto lunga sia, è sempre un gesto veloce che racchiude mille storie dell’annata e del lavoro fatto negli anni precedenti, e che ci servirà per i prossimi interventi da fare. Non a caso, oltre alle campionature di uve e dati analisi si parla anche di nutrizione dei suoli e dalla vite in post raccolta e della potatura secca..

Penso che la foto, parli da se..guardare attraverso l’uva..buon lavoro a tutti!

© Davide Ferrarese

3 settembre 2015

SE LA GOCCIA FA LA DIFFERENZA

Dalla sensibilità del Consorzio Tutela del Gavi nei confronti di una viticoltura sempre più sostenibile e dalla richiesta dei viticoltori di rendere sempre più mirati i trattamenti in vigneto è stato organizzato il primo open day sulla regolazione funzionale degli atomizzatori, prima iniziativa in Italia organizzata da un Consorzio di tutela.

Il 29 luglio, presso i vigneti dell’Azienda La Centuriona oltre 50 persone tra viticoltori, vivaisti, tecnici delle Aziende di agrofarmaci e delle organizzazioni professionali agricole, rivendite, costruttori e meccanici, contoterzisti, dal Piemonte e dalla Toscana, hanno partecipato all’attività pratica di vigneto, coinvolgendo così tutta la filiera del trattamento e della difesa alle patologie.

Progetto sviluppato in collaborazione con il Cadir Lab di Quargnento (AL), il programma ha visto in azione il nebulizzatore VMA (modello SV5, trainata) e l’atomizzatore Dragone (modello Tav, trainata) in diverse modalità di regolazione operative: trattamento a filari alternati, trattamento a tutti filari e trattamento saltando due filari, anche differenziando la quantità di acqua distribuita per ettaro.

I tecnici di Cadir lab (Alessandro Costano e Luciano Conti) attraverso l’impiego delle cartine idrosensibili hanno mostrato ai partecipanti le diverse bagnature fogliari e deriva a terra che si ottengono variando l’assetto delle macchine irroratrici.

L’obiettivo è anche quello di tutelare l’ambiente e l’apicoltura, evidenziando gli aspetti positivi e critici del trattamento – il periodo ideale, le modalità, il tipo di macchina utilizzata – affinché le aziende ne possano trarre benefici sia tecnici che economici.

Il Consorzio ha intrapreso un percorso per migliorare la sostenibilità del Gavi Docg, lavorando a questo “ progetto pratico ”, nell’ambito di altre attività tecniche che vanno nella stessa direzione, come la ricerca di eventuali residui di fitofarmaci nel vino (LMR) e la lotta ai fitoplasmi e monitoraggio dell’insetto vettore della Flavescenza dorata.

E’ stata forte e sentita dai produttori la volontà di rendere gli interventi mirati e calibrati promuovendo un modello di buone pratiche nell’uso di trattamenti fitoiatrici a favore di un territorio più tutelato e di una viticoltura sempre più sostenibile.

Il dibattito è stato chiuso dicendo che “certamente la distribuzione è una fase cruciale nell’esecuzione dei trattamenti di difesa, senza trascurare lo stoccaggio dei prodotti, la preparazione della miscela, il risciacquo e lavaggio dell’irroratrice e la gestione delle acque reflue, lo smaltimento dei contenitori ed altro ancora, ma in particolare non ci sono attrezzature che non funzionano, ma regolazioni che le fanno funzionare”, in attesa di esporre altre esperienze e dati in un prossimo incontro.

© Davide Ferrarese

12 agosto 2015

A che punto siamo con la stagione .. #vendemmia15 #video #giugno #luglio #gavi

Facciamo il punto della situazione visto che siamo già nel mese di luglio, andando a vedere cosa è successo nell’ultimo mese.

Giugno ha confermato un quadro decisamente caldo partito già con Maggio. Le anomalie termiche, ovviamente positive, sono risultate più evidenti  con ondate di caldo davvero rilevanti già nella prima settimana del mese.

Infatti la stagione estiva 2015 è partita in anticipo con una rapida affermazione del’anticiclone delle Azzorre sull’Europa che ha causato la prima fase calda stagionale con valori di temperatura che hanno raggiunto i 34° (vedi il 6-7 giugno).

In queste condizioni, con l’inizio del mese sono partite le fioriture in leggero anticipo fenologico che sono state comunque veloci e spedite dato le condizioni positive del clima. Per fortuna dopo il 10 e 11 di giugno il tempo cambia con aria più fresca con una fase durata diversi giorni contraddistinta da una decisa instabilità atmosferica accompagnata dalla formazione di diverse situazioni temporalesche, partita 12 e terminata il 16 alla sera con piogge totali intorno ai 50 mm a secondo delle diverse zone.

Un po’ di agitazione per chi era riuscito a trattare prima delle pioggia, chi invece no, per i biologici che ritornavano scoperti, e che il giorno seguente all’ultimo giorno di pioggia (16) non tutti potevano entrare in vigna..

Il mese si chiude con una nuova situazione di un nuovo progressivo aumento termico per la nostra zona, solo qualche giornata un po’ più fresca per il 23 (anche 23 mm di pioggia alla sera)–24 e 25.

Il lavoro maggiore è stato per chi non è riuscito a completare la palizzatura e star dietro alle cimature.

Alla fine del mese, (24/6) primi avvistamenti odio..

in allegato metto anche un video che testimona la situazione in vigna al 9 di luglio:

© Davide Ferrarese

13 luglio 2015

Sostenibilità e semplici regole per l’atomizzatore

Si parla spesso di sostenibilità ambientale, ed esistono sicuramente semplici metodi per verificarne per esempio la distribuzione dei fitofarmaci.
Per esempio come verificare la spinta dell’aria della ventola e come meglio regolarne il suo sviluppo sul bersaglio vegetale.
Una buona difesa alle patologie deve prevedere anche maggiore attenzione alle modalità applicative del trattamento fitoiatrico.
Solamente mettendo delle “fascette” plastificate si individua come è orientato il flusso dell’aria.
Con questo video si semplifica molto quello che ho scritto:
https://youtu.be/UbApnyBIAfE
© Davide Ferrarese
8 giugno 2015

Il progetto di potatura avanza!

Con il mese di maggio abbiamo concluso il primo anno del progetto di potatura con il metodo Simonit&Sirch.

Un investimento importante per il patrimonio delle Aziende, sia umano che vitato: salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir, ed il personale stesso si sente maggiormente coinvolto, attivo e valorizzato per quello che fa e può fare!Con il germogliamento della vite, abbiamo ripreso la formazione del personale in aula ed in vigna per poi passare direttamente all’avviamento dei cantieri delle singole Aziende aderenti al progetto.

Il lavoro è stato quello della “sgarzolatura” e della “scacchiatura”, operazioni che sono state effettuate impostando il metodo e seguendo quanto praticato anche nella potatura secca, ma che tecnicamente viene indicato come scelta dei germogli.

Il tempo di maggio è stato molto buono, non ha piovuto e ci ha permesso di passare velocemente nei vari vigneti per formare il personale incaricato, che in questa fase è stato molto numeroso, oltre settanta-ottanta persone! Il lavoro è stato determinato, costante e continuativo, in modo da affiancare chi deve gestire l’operazione di gestione del verde.

Con l’inizio del 2015, appunto assieme ai Preparatori d’uva abbiamo avviato il progetto di potatura con il metodo Simonit&Sirch per i vigneti del Gavi docg e di altre zone, presso il Consorzio di Tutela del Gavi con i potatori di diverse Aziende che hanno iniziato ad applicare il metodo nei propri vigneti.

Le Aziende che aderiscono al progetto sono: Marchese Luca Spinola, Montobbio Maurizio, Biné, Fontanassa, La Colombera, La Zerba, Morgassi Superiore, Traverso Marco, I Brambi, Torriglia Antonella, Poderi Rosso Giovanni, Tenuta La Marchesa, Broglia Gian Piero, La Centuriona, La Mesma, Villa Sparina e Ottosoldi.

29 maggio 2015

©Davide Ferrarese

Allunghiamo la vita dei vigneti! #followus #pruniguys #gavi

Il progetto di potatura avanza!

Con il mese di marzo siamo arrivati alla conclusione della potatura secca. Il tempo in questa seconda fase invernale è stato abbastanza buono, anche se febbraio ha mostrato nuovamente il suo volto piovoso.

Con l’inizio del 2015, assieme ai Preparatori d’uva abbiamo avviato il progetto di potatura con il metodo Simonit&Sirch per i vigneti del Gavi docg e di altre zone coinvolgendo presso il Consorzio di Tutela del Gavi i potatori di diverse Aziende che hanno iniziato ad applicare il metodo nei propri vigneti.

In questo periodo abbiamo completato la prima parte dei cantieri di potatura con le maestranze agricole che hanno aderito al progetto di potatura: 17 le Aziende direttamente coinvolte e quasi 50 i potatori “in formazione”!

Il lavoro in vigneto è stato determinato, costante e continuativo, in modo da affiancare chi deve gestire i tagli di potatura. Ora il prossimo appuntamento sarà la scelta dei germogli (ci vediamo presto!).

In allegato un recente articolo apparso il 13/03 su “La Stampa”, peccato per l’imprecisione del titolo sul mal dell’esca..

Ormai da qualche anno vi parlo in modo costante di potatura.

La potatura è un argomento di sicuro fascino, importante e fondamentale per molti, poiché da qui la viticoltura ne trae le sue basi per i produttori, per gli imprenditori, per l’economia locale, per il turismo e per l’ambiente. Mal dell’esca, costi di potatura secca e scelta germogli, longevità e produttività del vigneto, sono argomenti strettamente correlati.

Dal 2012 ho frequentato i corsi annuali della Scuola Italiana di Potatura del metodo Simonit&Sirch visitando diversi vigneti ed il loro campus in Friuli Venezia Giulia.

Il gruppo Simonit&Sirch è arrivato a definire il metodo della potatura ramificata dopo un lungo periodo di lavoro in campo fatto di osservazione, ma soprattutto di pratica di potatura, durante i quali, per circa 10 anni, si sono messi a fuoco i principali fattori di rischio della salute del vigneto, diventando consulenti in più di 20 anni in diverse zone viticole del mondo, non ultima Chateau d’Yquem in Francia.

I Preparatori d’uva hanno indagato le conseguenze indotte dai tagli di potatura a livello del sistema di trasporto linfatico della pianta di vite. Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto.

Un’investimento importante per il patrimonio delle Aziende, sia umano che vitato, in un momento generale particolarmente delicato: salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

Le Aziende che aderiscono al progetto sono: Marchese Luca Spinola, Montobbio Maurizio, Biné, Fontanassa, La Colombera, La Zerba, Morgassi Superiore, Traverso Marco, I Brambi, Torriglia Antonella, Poderi Rosso Giovanni, Tenuta La Marchesa, Broglia Gian Piero, La Centuriona, La Mesma, Villa Sparina e Ottosoldi.

Sostenibilità in vigneto, la biodiversità del suolo

L’agronomia della vite considera principalmente la pianta semplicemente intesa come fusto e foglia, ma la pianta è un’unità funzionale e con il suo comportamento instaura un rapporto col suolo.
Il suolo contiene microrganismi, simbiotici, batteri benefici e patogeni, funghi micro e macroscopici,.. grazie a questi agenti macrobiotici la vite è più sana, è più resistente agli stress idrici, produce più antiossidanti, è più resistente agli attacchi patogeni, diventa più definibile il terroir, nell’interazione tra suolo, clima, varietà e cura.
Ormai sono diversi i progetti delle Aziende vitivinicole in chiave di svolta agronomica, enologica e filosofica nonché commerciale per la biodiversità del suolo in ambito anche sostenibile.
Gestione, fertilizzazione e cura del suolo considerano sempre più il terreno come un elemento attivo e fattivo, in quanto spazio in cui il vivente alberga.
La vigna diventa non più elemento vulnerabile ma attivamente capace di resistere e adeguarsi all’ambiente e gli agricoltori che hanno una responsabilità sociale,
devono avere delle risposte scientifiche sul loro modo di coltivare! Bisogna però intraprendere strade scientificamente provate e valide, avendo un confronto pragmatico e non dogmatico.
A Vinitaly ho partecipato al convegno “dalla biodiversità del suolo alla qualità dei vini , strategie e pratiche agronomiche per il futuro sostenibile” organizzato da Informatore Agrario, in collaborazione con Sata e Consorzio Tutela del Franciacorta.
Sono emersi diversi punti interessanti che devono farci riflettere: il bilancio della sostanza organica è in deficit e dobbiamo capire come misurare la biodiversità e l’attività del suolo e monitorarne le variazioni del tempo per meglio comprendere gli effetti delle nostre scelte agronomiche.
Certo che identificare le possibili dinamiche tra terroir, equilibri ecologici e qualità dei vini porterebbe anche a migliorare la performance aziendale e ottimizzare i costi di gestione.
Ormai sono molti gli esempi positivi, in Franciacorta oltre un terzo della superficie vitata è biologica e comunque la restante parte è sostenibile a basso impatto ambientale.
La viticoltura di qualità non può non avere un terreno di qualità, questo è un po’ quello che emerso, e anche aziende come Berlucchi hanno iniziato come percorso di sostenibilità, e bisogna comunicare quanto si fa nel rispetto nell’ambiente e sull’uso della viticoltura.
Diciamo che adesso sono molti gli argomenti sul piatto e la sostenibilità della vitivinicoltura fa riferimento ad un concetto ampio, che include molte dimensioni; sostenibile è più esteso di integrato, di biologico e anche di biodinamico, tutte espressioni che in buone parte possono confluire nel paradigma[/two_third_last]
della sostenibilità
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Alla luce di quanto scritto, emerge sempre l’importanza del sistema vigneto. Conoscere per fare, è questo che propongo: per meglio sapere la vitalità biologica e del valore della sostanza organica dello stesso, al fine di indirizzare meglio le attività al terreno è possibile effettuare l’analisi con cromatografia dei suoli; in questo modo è possibile avere un quadro globale di  informazioni circa lo stato dei processi di formazione o mineralizzazione dell’humus, la sua qualità, la struttura, gli eventuali danni causati dalle lavorazioni, dal costipamento o dall’inquinamento.

15 aprile 2015
© Davide Ferrarese