Allunghiamo la vita dei vigneti! #followus #pruniguys #gavi

Il progetto di potatura avanza!

Con il mese di marzo siamo arrivati alla conclusione della potatura secca. Il tempo in questa seconda fase invernale è stato abbastanza buono, anche se febbraio ha mostrato nuovamente il suo volto piovoso.

Con l’inizio del 2015, assieme ai Preparatori d’uva abbiamo avviato il progetto di potatura con il metodo Simonit&Sirch per i vigneti del Gavi docg e di altre zone coinvolgendo presso il Consorzio di Tutela del Gavi i potatori di diverse Aziende che hanno iniziato ad applicare il metodo nei propri vigneti.

In questo periodo abbiamo completato la prima parte dei cantieri di potatura con le maestranze agricole che hanno aderito al progetto di potatura: 17 le Aziende direttamente coinvolte e quasi 50 i potatori “in formazione”!

Il lavoro in vigneto è stato determinato, costante e continuativo, in modo da affiancare chi deve gestire i tagli di potatura. Ora il prossimo appuntamento sarà la scelta dei germogli (ci vediamo presto!).

In allegato un recente articolo apparso il 13/03 su “La Stampa”, peccato per l’imprecisione del titolo sul mal dell’esca..

Ormai da qualche anno vi parlo in modo costante di potatura.

La potatura è un argomento di sicuro fascino, importante e fondamentale per molti, poiché da qui la viticoltura ne trae le sue basi per i produttori, per gli imprenditori, per l’economia locale, per il turismo e per l’ambiente. Mal dell’esca, costi di potatura secca e scelta germogli, longevità e produttività del vigneto, sono argomenti strettamente correlati.

Dal 2012 ho frequentato i corsi annuali della Scuola Italiana di Potatura del metodo Simonit&Sirch visitando diversi vigneti ed il loro campus in Friuli Venezia Giulia.

Il gruppo Simonit&Sirch è arrivato a definire il metodo della potatura ramificata dopo un lungo periodo di lavoro in campo fatto di osservazione, ma soprattutto di pratica di potatura, durante i quali, per circa 10 anni, si sono messi a fuoco i principali fattori di rischio della salute del vigneto, diventando consulenti in più di 20 anni in diverse zone viticole del mondo, non ultima Chateau d’Yquem in Francia.

I Preparatori d’uva hanno indagato le conseguenze indotte dai tagli di potatura a livello del sistema di trasporto linfatico della pianta di vite. Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto.

Un’investimento importante per il patrimonio delle Aziende, sia umano che vitato, in un momento generale particolarmente delicato: salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

Le Aziende che aderiscono al progetto sono: Marchese Luca Spinola, Montobbio Maurizio, Biné, Fontanassa, La Colombera, La Zerba, Morgassi Superiore, Traverso Marco, I Brambi, Torriglia Antonella, Poderi Rosso Giovanni, Tenuta La Marchesa, Broglia Gian Piero, La Centuriona, La Mesma, Villa Sparina e Ottosoldi.

potatura con il metodo Simonit & Sirch Preparatori d’Uva , partecipazione al progetto Gavi

Lo scorso 10 ottobre abbiamo incontrato Lorenzo Manfreda dei Preparatori d’Uva, per parlare del progetto di potatura con il metodo Simonit & Sirch a Gavi.
Il tutto era partito dall’incontro pubblico di questa primavera, dove a potatura finita, si era parlato del metodo suscitando moltissimo interesse ai viticoltori che erano presenti numerosi. Inoltre la visita estiva al Campus dei Preparatori d’Uva in Friuli Venezia Giulia, ci aveva permesso di toccare con mano e vedere opere d’arte potate sapientemente.
A questo punto i Preparatori d’Uva hanno predisposto dai  un progetto di collaborazione per la formazione del personale in vigneto per la potatura secca invernale e relativa potatura verde in primavera con il metodo Simonit & Sirch: l’idea è di un progetto collettivo che permetta di entrare nelle singole peculiarità aziendali. 
In sintesi questa è la proposto di Lorenzo Manfreda – Preparatore d’Uva:- presa visione delle diverse situazioni aziendali che richiedono di aderire;- attività formativa collettiva di potatura secca con corso teorico presso il Consorzio Tutela del Gavi e corso pratico in vigna (circa 1 giornata/1 giornata e mezza, da definire in base al numero di partecipanti);- avviamento dei cantieri di potatura secca nelle singole aziende con attività di affiancamento e verifica nella prosecuzione dei lavori (sopralluoghi da definire in base alle superfici messe in progetto);- attività formativa collettiva di potatura verde con corso teorico presso il Consorzio Tutela del Gavi e corso pratico in vigna (circa mezza giornata);- avviamento dei cantieri di potatura verde nelle singole aziende con attività di affiancamento e verifica nella prosecuzione dei lavori (sopralluoghi da definire in base alle superfici messe in progetto ed alla stagione).
Per chi fosse interessato, si tratta di compilare il questionario allegato in modo da far preparare il preventivo dai Preparatori d’Uva, così da valutare le singole caratteristiche aziendali anche attraverso il sopralluogo di alcuni vigneti. La compilazione del documento allegato sarebbe entro il 28 ottobre, così da organizzare il sopralluogo preventivo ai vigneti entro la prima decade di novembre. La superficie da indicare dipende dalla singola Azienda, come per la tipologia della vigna (nuova o vecchia, per intendersi).
Verificando le Aziende e gli ettari messi a disposizione, sarà redatto un preventivo aziendale completo sfruttando la collettività della partecipazione, e tenendo conto anche delle relative spese di vitto, alloggio e viaggio. Per quanto riguarda gli “spazi didattici”, si potrà contare sulla collaborazione del Consorzio Tutela del Gavi.
Il lavoro si presupporrebbe della durata triennale, al termine del quale poter redigere una pubblicazione che contenga il lavoro svolto con i partecipanti del progetto di potatura con il metodo Simonit &Sirch; Sirch Preparatori d’Uva.
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Metodo di potatura Simonit&Sirch
Da qualche anno mi occupo in modo costante di potatura, frequentando dal 2012 i corsi della Scuola Italiana di Potatura del metodo Simonit&Sirch per imparare i nuovi principi e visitando vigneti tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Piemonte.Il gruppo Simonit&Sirch è arrivato a definire il metodo della potatura ramificata sia per il Guyot che per il cordone speronato, dopo un lungo periodo di lavoro in campo fatto di osservazione, ma soprattutto di pratica di potatura, durante i quali, per circa 10 anni, si sono messi a fuoco i principali fattori di rischio della salute del vigneto. In particolare sono state indagate le conseguenze indotte dai tagli di potatura a livello del sistema di trasporto linfatico della pianta di vite. Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto. Il metodo Simonit&Sirch applica una potatura ramificata, con piccoli tagli sul legno giovane, con un approccio lento e mirato. Senza fretta. Si evitano così tagli importanti di ritorno e non si compromette con ferite da taglio il sistema linfatico della vite.I vantaggi di questa operazione sono molteplici. Le piante con un sistema linfatico integro mostrano analogie nella risposta vegeto-produttiva, si sviluppano in modo omogeneo e sono più costanti nella qualità del prodotto. Grazie a questo sistema di potatura si prevengono le malattie del legno, principale causa di deperimento precoce delle viti. Sono stati perciò anche ridotti i costi di gestione poiché, si allunga la vita produttiva del vigneto senza l’uso di sostanze ma applicando i criteri della medicina preventiva.

Cosa dire del 2013, ma soprattutto del 2014

Era un po’ che non tornavo a scrivere qualche riga. La fine dell’anno è stata come al solito agitata, ma è stato un bene per darmi il tempo di meditare e guardare quello che ho fatto nel 2013.

Nella mia immagine professionale, il vigneto ha preso una dimensione globale, tridimensionale, ovunque lo guardo ha sempre qualcosa di nuovo da trasmettere e migliorare.

La potatura secca ha preso molto interesse e tempo del mio lavoro, sta diventato tra i punti cruciali della mia attività, le scuole di potatura create dai Preparatori d’uva (http://www.simonitesirch.it/) hanno allargato la mia visione a nuove considerazioni con un metodo davvero innovativo: il rispetto della pianta e della sua fisiologia, hanno mostrato alcune debolezze che si sono create negli anni a causa del cambio generazionale, dell’incremento delle superfici aziendali e della ricerca a ridurre i costi di produzione.

Avere cura del vigneto ha significato sviscerare anche nuove verifiche al suolo ed alla sua produttività: se vogliamo un’agricoltura durevole e non predatrice, dobbiamo stimolare nuovi modelli di fertilizzazione che favoriscano la fertilità biologica! Maggiore sarà la sua vitalità, migliore potrà essere l’espressione dei sapori e della qualità proveniente dal terroir, sempre più importante nella crescita di un territorio e dei produttori agricoli. In questo ho trovato il libro de “il suolo un patrimonio da salvare” di Claude e Lydia Bourguignon (http://www.lams-21.com/artc/1/fr/) che mi hanno davvero entusiasmato.

Penso che la viticoltura possa trarre delle buone basi, per i viticoltori, per gli imprenditori, per l’economia locale, per il turismo e per l’ambiente. Insomma ce n’è per tutti! E soprattutto per i viticoltori perché nelle loro mani sta il futuro del nostro patrimonio vitato.  E sono sempre più convinto che il loro coinvolgimento ed una  buona formazione fatta in modo professionale darà ottimi frutti (e non solo ottimi vini), ridando valore e dignità a chi opera tra i filari.

Il patrimonio del nostro bellissimo territorio non è solo quello vitato, ma è soprattutto quello umano, che permette una conservazione ambientale e paesaggistica delle colline, nonché economica diretta ed indiretta per il lavoro che svolge. Vedere colline coltivate a vigneto attira turisti e preserva il suolo da problemi idrogeologici, e sostiene l’economia delle imprese.

Concludo con piacere vedendo su diversi social network colleghi per me nuovi e “lontani”, che non conosco personalmente, ma che si operano professionalmente nel mondo vitivinicolo, sicuramente contraddistinguendosi come i ragazzi di Uva Sapiens (http://www.uvasapiens.com/it/#all) e di Giotto Consulting  (http://www.giottoconsulting.it/it/category/tags/giotto-earth-listener). Alcune delle persone citate non le conosco, ma avendo avuto modo di apprezzarne sui social network e sui loro siti, mi sono permesso di citarli..

Intanto buon lavoro e buon 2014 a tutti.

Grazie per leggermi! 😉

14 gennaio 2014

©Davide Ferrarese

dopo la vendemmia . . .

Anche se ancora “storditi” dalla vendemmia, è tempo di bilanci e riordino delle idee di quanto fatto in campagna.

L’annata è stata una delle più complesse e particolari degli ultimi 15 anni, almeno per me. Eravamo abituati a ben altre vendemmie, ma quest’anno il tempo ci ha messo a dura prova durante tutto il 2013, anche se possiamo dire che le vigne e le uve trattate bene hanno avuto buoni risultati e maggior qualità.

Siamo partiti impostando la potatura secca con nuove attenzioni e maggior rispetto della pianta anche per cercare di contenere la continua diffusione del mal dell’esca (potatura soffice – potatura ramificata), abbiamo lavorato il suolo con una nuova visione, rispettando la fertilità biologica e rinnovando le tecniche meccaniche ed inserendo la pratica del sovescio, fino ad arrivare alla difesa fitopatologica escludendo tutti i prodotti di classe tossicologica Xn, T, T+ (quelli che richiedono il patentino per intenderci), e siamo stati molto attenti nell’impiego degli insetticidi obbligatori per la lotta alla flavescenza dorata, elaborando il così detto progetto di difesa avanzata, rispettando al massimo chi opera in campagna ed il consumatore finale.

In una stagione ad alta pressione per le malattie fungine, non sono stati utilizzati gli antibotritici chimici con ottimi risultati sanitari sulle uve.

Abbiamo integrato la difesa chimica con l’impiego dei microrganismi utili ed iniziato anche con la difesa biologica, ritoccabile e sicuramente migliorabile.

Abbiamo eliminato o ridotto l’impiego del diserbo sotto fila.

Diciamo che ci siamo comportati in modo molto sostenibile! e quasi sempre con buoni risultati.

Adesso riprendiamoci i nostri tempi, e ripartiremo con la Cattedra Ambulante per incontrarci e parlare anche con il personale aziendale su argomenti vecchi ma altresì nuovi, come la prossima potatura secca.

Grazie per leggermi!

© Davide Ferrarese

11 ottobre 2013

La Cattedra Ambulante in viticoltura©

Nelle mani dei viticoltori sta il futuro del nostro patrimonio vitato.

Gli operatori di un tempo conoscevano bene come preservare la qualità di una vite e la sua coltivazione. Avevano esperienza quotidiana sul campo e sapevano osservare ogni minimo dettaglio; nei vigneti si soffermavano con cura e dedizione davanti a tutte le piante. Prima di fare qualsiasi operazione le studiava, senza l’ansia di uno sfruttamento immediato, ma con la lungimiranza di preservare la salute e lo sviluppo equilibrato della vigna.

Oggi, le operazioni in vigneto sono mutate. Sono cambiati i tempi e le persone che operano nei filari, infliggendo alle piante situazioni alle quali non sono in grado di reagire in modo naturale, esponendole a differenti situazioni negative.

Senza nessuna presunzione, credo che la formazione fatta in modo professionale darà ottimi frutti (e non solo ottimi vini), ridando valore e dignità a chi opera tra i filari.

Il patrimonio del nostro bellissimo territorio non è solo quello vitato, ma è soprattutto quello umano, che permette una conservazione ambientale e paesaggistica delle colline, nonché economica diretta ed indiretta per il lavoro che svolge. Vedere colline coltivate a vigneto attira turisti e preserva il suolo da problemi idrogeologici, e sostiene l’economia delle imprese.

Così che si parte con La Cattedra Ambulante in viticoltura©, incontri specifici teorici e pratici per il personale aziendale su tematiche specifiche.

In collaborazione con il CIPA-AT di Alessandria ho organizzato un corso presso la Cantina Produttori del Gavi (AL) che si è data disponibile ad ospitarci.

Il corso è destinato ai viticoltori ed ha l’obiettivo di parlare con loro delle tecniche di gestione integrata e biologica applicate al sistema vigneto.

La durata è di 10 ore, la frequenza è obbligatoria per almeno il 70% delle ore di lezione ed al termine dell’attività formativa verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Gli argomenti trattati riguardano:

la nutrizione del vigneto e l’importanza della sostanza organica;

morfologia e funzioni della pianta; la potatura secca della vite: descrizione delle operazioni e modalità operative;

visita a vigneti dove attuare i principi della produzione integrata e biologica in fatto di nutrizione e potatura.

La partenza del corso , sarà appena finita la vendemmia..

Quattro incontri tra aula e campagna per discutere apertamente e per aggiornarsi, perché produrre bene consente una migliore qualità della vita delle piante e permette risparmi: meno cure, meno medicine, un equilibrio vegetativo e di frutti esemplari.

Ad ogni incontro sarà sempre abbinata la visione in vigna di alcune situazioni pratiche e non è detto che non si organizzino visite specifiche al di fuori delle realtà locali per vedere nuove esperienze!

Le cattedre ambulanti di agricoltura furono per quasi un secolo la più importante istituzione diistruzione agraria, rivolta in particolare ai piccoli agricoltori, con l’apporto delle istanze più avanzate degli ambienti intellettuali e dal mondo della docenza, prima libera, poi di ruolo, proveniente dalle scuole e dagli istituti tecnici.

Non bisogna avere nessuna fretta. Come sempre il passato e la tradizione ci sono di aiuto, solo il tempo di fare, per la valorizzazione del patrimonio viticolo aziendale e quello delle risorse umane che vi operano.

20 settembre 2013

Un maggio davvero strano…

Mah, da una parte non so dove iniziare!

Un mese davvero unico, che ci ha incasinato non poco: pioggia e freddo. E’ stato il più piovoso degli ultimi 150 anni!

Ci sono stati 17 giorni di pioggia per tutto il mese, oltre il 50 % dei giorni disponibili, e con precipitazioni importanti, che non permettevano nell’immediatezza di entrare nella vigna (oltre 100 millimetri di pioggia in 4 giorni, 16, 17, 18, 19 maggio), anche con qualche strisciata di grandine con il temporale notturno dell’11 maggio, in particolare nella zona di Capriata.

E vi assicuro che non è stato affatto facile, fare qualcosa e bene durante questi giorni, perché quando non pioveva c’era il vento!

Quindi la vegetazione della vite si muoveva a rilento, in parte sofferente per le basse temperature e l’eccessiva umidità, e poi sofferente per il ristagno idrico ed il compattamento del terreno dovuto al passaggio dei trattori per i trattamenti anticrittogamici anche in condizioni limite..

E’ così successo nell’ultima decade del mese è comparsa la peronospora, prima su foglia e poi qualcosa su grappolo, ancora poco per il momento, ma vedremo più avanti: quello che è sicuro, è che la primaria quest’anno ce l’abbiamo. Una cosa strana, molto strana: all’inizio stagione non c’erano le condizioni di vegetazione, c’era molta difformità, molta nottua, eppure la carica importante dell’inoculo ha colto molti di sorpresa. (ha salvato quelli che storicamente trattato sempre anche senza le vere condizioni). In Piemonte, ci sono vigneti colpiti sino al 90%!

Quello che si vede nei vigneti, è molta erba e si è passati a fare un giro “scarso” della prima palizzatura.

10 giugno 2013

@ Davide Ferrarese

Pronti, partenza, via!! io gioco in difesa..chissà quale?

Ormai ci siamo, i trattamenti di difesa sono pronti per essere fatti.

La vegetazione, a rilento rispetto agli altri anni, sta lavorando e in condizioni meteo variabili.

La novità di quest’anno sarà sicuramente un approccio ancora più sostenibile rispetto agli anni scorsi, ove possibile anche biologico.

Cercherò di favorire l’impiego di sostanze attive di classe tossicologica bassa, rimanendo sempre all’interno dei disciplinare della misura 214.1. (in regione Piemonte).

Si valuterà l’inserimento degli antibotritici e l’impiego dei biostimolanti fogliari anche a base di microrganismi. Il protocollo dovrà prendere in considerazione tutte le crittogame della vite, la cicalina della flavescenza dorata ed eventualmente il diserbo sotto fila.

Naturalmente il protocollo dovrà mantenere un corretto profilo economico e il rispetto delle norme sull’import tollerance.

Tra gli obiettivi mi sono prefissato di ottenere solo ed esclusivamente alta qualità viticola, buone ed ottime componenti organolettiche, riduzione maggiore delle molecole e delle sostanze pericolose per la salute nell’alimento e basso impatto ambientale.

© Davide Ferrarese

2 maggio 2013

Ben arrivata primavera… piove sul bagnato!

Piove sul bagnato! e penso che sia proprio la frase più giusta per il momento..

Al di là dei proverbi e dei detti comuni di ogni zona, questo tempo sta mettendo in difficoltà i vari lavori in vigna.

Ogni giorno che passa senza lavorare, è perso.

Il lavoro nei vigneti in questi periodi prosegue silenzioso: si stanno completando le potature, le stralciature, le legature, ecc.. ma tra piogge e nevicate varie i terreni sono poco praticabili o ci sono delle difficoltà per farlo.

C’è chi deve preoccuparsi di fare le rimesse in vigna e chi impiantare nuovi vigneti, cambiare qualche palo e i fili, ma è tutto spostato più avanti quando miglioreranno le condizioni del tempo. Per di più anche tutti i lavori a macchina ad oggi sono impensabili. Sicuramente appena si potrà, tutti si rincorreranno a far qualcosa in vigna!mi sembra di vedere i vari operai di campagna come pronti al nastro di partenza, in una di quelle maratone davvero difficili.

L’inverno meteorologico 2013 è stato particolarmente dinamico, opposto a quello 2012: dicembre ha portato da subito qualche nevicata, seguito da un mese di gennaio inizialmente “autunnale” con diversi ingressi umidi ma anche nevosi che hanno fatto presenza pure nel mese di febbraio. Tutta salute per il nostro ambiente! poiché  si veniva da un periodo estivo tra i più siccitoso degli ultimi anni.

Ma la primavera è ancora lontana, insomma, visto che marzo è stato freddo tranne che per alcune zone del sud Italia: infatti al nord è ricomparsa la neve e le piogge con temperature più basse della norma.

Insomma, l’inverno non vuole finire, e non vuol far finire i lavori in vigna.

Ad oggi non si parla ancora di germogliamento, il pianto delle viti è avvenuto in modo singolare su alcuni vigneti, ma niente di anticipato al contrario di quello che era successo lo scorso anno, e quindi ci fa pensare ad un decorso fenologico e vendemmiale nella norma.

Vedremo che annata sarà, probabilmente diversa dal 2012!

© Davide Ferrarese

27 marzo 2013