Con il mese di maggio abbiamo concluso il primo anno del progetto di potatura con il metodo Simonit&Sirch.

Un investimento importante per il patrimonio delle Aziende, sia umano che vitato: salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir, ed il personale stesso si sente maggiormente coinvolto, attivo e valorizzato per quello che fa e può fare!Con il germogliamento della vite, abbiamo ripreso la formazione del personale in aula ed in vigna per poi passare direttamente all’avviamento dei cantieri delle singole Aziende aderenti al progetto.

Il lavoro è stato quello della “sgarzolatura” e della “scacchiatura”, operazioni che sono state effettuate impostando il metodo e seguendo quanto praticato anche nella potatura secca, ma che tecnicamente viene indicato come scelta dei germogli.

Il tempo di maggio è stato molto buono, non ha piovuto e ci ha permesso di passare velocemente nei vari vigneti per formare il personale incaricato, che in questa fase è stato molto numeroso, oltre settanta-ottanta persone! Il lavoro è stato determinato, costante e continuativo, in modo da affiancare chi deve gestire l’operazione di gestione del verde.

Con l’inizio del 2015, appunto assieme ai Preparatori d’uva abbiamo avviato il progetto di potatura con il metodo Simonit&Sirch per i vigneti del Gavi docg e di altre zone, presso il Consorzio di Tutela del Gavi con i potatori di diverse Aziende che hanno iniziato ad applicare il metodo nei propri vigneti.

Le Aziende che aderiscono al progetto sono: Marchese Luca Spinola, Montobbio Maurizio, Biné, Fontanassa, La Colombera, La Zerba, Morgassi Superiore, Traverso Marco, I Brambi, Torriglia Antonella, Poderi Rosso Giovanni, Tenuta La Marchesa, Broglia Gian Piero, La Centuriona, La Mesma, Villa Sparina e Ottosoldi.

29 maggio 2015

©Davide Ferrarese


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Il progetto di potatura avanza!

Con il mese di marzo siamo arrivati alla conclusione della potatura secca. Il tempo in questa seconda fase invernale è stato abbastanza buono, anche se febbraio ha mostrato nuovamente il suo volto piovoso.

Con l’inizio del 2015, assieme ai Preparatori d’uva abbiamo avviato il progetto di potatura con il metodo Simonit&Sirch per i vigneti del Gavi docg e di altre zone coinvolgendo presso il Consorzio di Tutela del Gavi i potatori di diverse Aziende che hanno iniziato ad applicare il metodo nei propri vigneti.

In questo periodo abbiamo completato la prima parte dei cantieri di potatura con le maestranze agricole che hanno aderito al progetto di potatura: 17 le Aziende direttamente coinvolte e quasi 50 i potatori “in formazione”!

Il lavoro in vigneto è stato determinato, costante e continuativo, in modo da affiancare chi deve gestire i tagli di potatura. Ora il prossimo appuntamento sarà la scelta dei germogli (ci vediamo presto!).

In allegato un recente articolo apparso il 13/03 su “La Stampa”, peccato per l’imprecisione del titolo sul mal dell’esca..

Ormai da qualche anno vi parlo in modo costante di potatura.

La potatura è un argomento di sicuro fascino, importante e fondamentale per molti, poiché da qui la viticoltura ne trae le sue basi per i produttori, per gli imprenditori, per l’economia locale, per il turismo e per l’ambiente. Mal dell’esca, costi di potatura secca e scelta germogli, longevità e produttività del vigneto, sono argomenti strettamente correlati.

Dal 2012 ho frequentato i corsi annuali della Scuola Italiana di Potatura del metodo Simonit&Sirch visitando diversi vigneti ed il loro campus in Friuli Venezia Giulia.

Il gruppo Simonit&Sirch è arrivato a definire il metodo della potatura ramificata dopo un lungo periodo di lavoro in campo fatto di osservazione, ma soprattutto di pratica di potatura, durante i quali, per circa 10 anni, si sono messi a fuoco i principali fattori di rischio della salute del vigneto, diventando consulenti in più di 20 anni in diverse zone viticole del mondo, non ultima Chateau d’Yquem in Francia.

I Preparatori d’uva hanno indagato le conseguenze indotte dai tagli di potatura a livello del sistema di trasporto linfatico della pianta di vite. Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto.

Un’investimento importante per il patrimonio delle Aziende, sia umano che vitato, in un momento generale particolarmente delicato: salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

Le Aziende che aderiscono al progetto sono: Marchese Luca Spinola, Montobbio Maurizio, Biné, Fontanassa, La Colombera, La Zerba, Morgassi Superiore, Traverso Marco, I Brambi, Torriglia Antonella, Poderi Rosso Giovanni, Tenuta La Marchesa, Broglia Gian Piero, La Centuriona, La Mesma, Villa Sparina e Ottosoldi.


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Sculture viticole!

disegnare le piante ed essere artisti” quello che dicono Marco Simonit e Pierpaolo Sirch..
Di recente sono stato con il gruppo Simonit&Sirch per un aggiornamento tecnico in Svizzera, dove abbiamo visto un museo a cielo aperto con delle vere sculture..arboree!
Ho toccato con mano cosa vuol dire la cultura della potatura, piante ramificate, nel rispetto dei flussi linfatici e sempre tagli piccoli, indipendente dal sistema di allevamento.
In questo ambito ci siamo confrontati alla fine di una stagione di potatura molto intensa che ci ha visti operare in tutta Italia e molti luoghi d’Europa (Francia in particolare, ma anche Germania, Austria, ecc) più la California e il Sud Africa.
Un bel gruppo, capace di confrontarsi anche animatamente per poi ricompattarsi per le linee comuni su cui operare. Occuparsi di architettura della pianta, mettendosi dalla sua parte per far crescere la sua longevità, riacquistando e formando un mestiere capace, quello del potatore!

30 marzo 2015
© Davide Ferrarese


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L’incontro dello scorso marzo tenutosi presso il Consorzio Tutela del Gavi alla presenza di un nutrito pubblico, si era svolto con una tale partecipazione attiva che ci ha spinto a indagare i vigneti potati con il metodo Simonit&Sirch (http://www.simonitesirch.it), e così è stato!

La pioggia copiosa non ha fermato il gruppo di oltre 30 persone principalmente di Gavi, ma anche del tortonese, dell’ovadese, dell’acquese, dell’alta Lombardia e del nicese, in visita al Campus dei Preparatori d’Uva in Friuli Venezia Giulia.

La potatura della vite come centralità della vita della pianta.

Attraverso la potatura invernale si addomestica la vite alla crescita controllata nello spazio e si definisce il carico produttivo, ovvero il numero di gemme e quindi la produzione di uva che si otterrà. È di fondamentale importanza eseguire una potatura coscienziosa e quanto possibile non invasiva. Ogni taglio apportato alla pianta determina conseguenze dirette ed indirette che si riflettono sulla struttura fisica, sulle condizioni fisiologiche e nelle relazioni metaboliche della pianta stessa fino a determinarne la sua vitalità e la sua longevità.

Grazie alla professionalità di Lorenzo Manfreda e Riccardo Turata, preparatori d’uva, siamo stati a visitare i vigneti di Schiopetto potati con il metodo Simonit & Sirch, in diverse situazioni tra Guyot e cordone speronato.

Entusiasmante ed entusiasti tutti a vedere dal vivo piante che sembravano opere d’arte!

Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto. Il metodo Simonit&Sirch applica una potatura ramificata, con piccoli tagli sul legno giovane, con un approccio lento e mirato. Senza fretta. Si evitano così tagli importanti di ritorno e non si compromette con ferite da taglio il sistema linfatico della vite.

I vantaggi di questa operazione sono molteplici. Le piante con un sistema linfatico integro mostrano analogie nella risposta vegeto-produttiva, si sviluppano in modo omogeneo e sono più costanti nella qualità del prodotto. Grazie a questo sistema di potatura si prevengono le malattie del legno, principale causa di deperimento precoce delle viti. Sono stati perciò anche ridotti i costi di gestione poiché, si allunga la vita produttiva del vigneto senza l’uso di sostanze ma applicando i criteri della medicina preventiva.

Salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

Ora dobbiamo pensare alla difficilissima campagna in corso, ma con l’obiettivo di riparlare di potatura ramificata con l’arrivo dei prossimi lavori invernali!

30 luglio 2014

© Davide Ferrarese


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