È incredibile come sia arrivato così in fretta il mese di agosto e chi vive tra i vigneti può toccare con mano i risultati di quanto fatto insieme alla stagione.

Le primissime ed immediate riflessioni vanno diretti a clima, alla penuria di acqua che per noi del Basso Piemonte ormai dura almeno da oltre un anno, dopo aver vissuto anche la calda estate del 2015.

E che dire: dobbiamo metterci a ragionare in modo diverso rispetto al precedente ed in modo più elastico..forse preparandoci maggiormente a queste stagioni, anche se la memoria è ancora lucida a quella piovosa e fresca del 2014: sarà sempre più necessario rivedere la gestione della pianta e la gestione del suolo..

Mah! intanto l’uva sta per maturare, la vendemmia si avvicina per creare unicità del nostro vino!

Buon proseguimento a tutti e buone ferie!

© Davide Ferrarese

9 agosto 2016


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DSC_4615Veniamo da un lungo periodo autunno-invernale caratterizzato da temperature superiori alle medie stagionali. Le anomalie termiche hanno coinvolto l’intero continente.

L’inverno 2015-16 è entrato nella sua parte conclusiva: abbiamo avuto un campo di alta pressione quasi sempre dominante in Europa, il fenomeno de El Nino probabilmente quest’anno ha esasperato una situazione. Marzo, invece, in qualche modo ha segnato un cambio di passo. Non ovunque, sia chiaro, ma alcune zone hanno riassaporato un po’ d’inverno come qui a Gavi.

Ecco il bilancio conclusivo dell’ultimo trimestre invernale che, come nelle attese, è risultato davvero caldo, sulla base di quelli che sono i dati dell’Istituto ISAC-CNR. Non poteva essere altrimenti, ancor più dopo un febbraio che è risultato il più caldo della serie storica degli ultimi due secoli: l’inverno da poco concluso (periodo meteorologico dal 1° dicembre al 29 febbraio) ha avuto un’anomalia pari a +1.72°C ed è stato il terzo più caldo dopo gli inverni del 2006/2007 e del 2013/2014.

Un inverno record anche per la penuria di precipitazioni, risultate scarsissime nei mesi di Dicembre e Gennaio, Febbraio e Marzo hanno visto per lo meno qualche pioggia ed il dato complessivo trimestrale ha visto un deficit pluviometrico del di oltre il 20%. Per di più incredibile febbraio 2016: il più caldo di sempre, dati termici impressionanti: è riuscito a superare il precedente record (dicembre 2015); purtroppo il Global Warming è inarrestabile!

Qualche dato più approfondito dalla zona del Gavi (AL-Piemonte)

Inizio del mese con il botto: giornata totalmente invernale il 5 del mese con prima pioggia e poi neve per quasi 20 centimetri, copertura che ha tenuto per quasi una settimana grazie alle basse temperature del mattino (-5°, il 7 marzo), che han permesso alla vite di rallentare il suo veloce avanzamento stagionale; ancora qualche mattina con temperatura minima vicino allo zero o sotto zero fino a metà mese per poi riprendere nuovamente le buone condizioni del tempo e così anche i vari lavori in vigna che ormai hanno portato a termine le potature, ed il molti casi anche le legature. Al momento nel vigneto avanza la copertura erbacea grazie alle temperature miti.

Rispetto agli anni precedenti, siamo in linea con le bizzarre del mese, ma con scarsi apporti pluviometri..e questo mi preoccupa molto!

© Davide Ferrarese

9 aprile 2016


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BIO o non BIO

Sono sempre maggiori i solleciti a pensare al nostro lavoro in modo biologico e/o naturale.

A tutti livelli ormai se ne parla, anche al bar, dove tutti diventano esperti.

In ogni caso è un argomento che ormai interessa sempre più ogni anno che passa: lo si vede dalle Aziende che si sono approcciate al biologico e all’interesse dell’intera filiera vitivinicola al sistema.

Personalmente penso che dovremmo andare verso una produzione che rispetti l’ambiente e la salute degli operatori e dei suoi consumatori, direi a fare un prodotto “salubre”.

Dopo di chè possiamo disquisire se coltivare la vite in  modo biologico, biodinamico, convenzionale, tradizionale, naturale e chi ne ha più ne metta.., sicuramente bisogna essere imprenditori per scegliere la strada giusta: in ogni caso ci vuole un progetto alla ricerca delle soluzioni opportune da intraprendere così da permettere un rapporto migliore nella crescente conflittualità e richiesta di informazioni tra il mondo agricolo e la cittadinanza.

Non c’è da demonizzare la viticoltura attuale e tradizionale, sono numerose le esperienze che vanno alla ricerca di un miglioramento delle tecniche di coltivazione: la gestione del suolo con l’impiego dei sovesci e dei microrganismi della rizosfera, la gestione dei trattamenti anticrittogamici attraverso una regolazione funzionale degli atomizzatori con il posizionamento delle cartine idrosensibili, l’impiego mirato degli insetticidi attraverso il monitoraggio (trappole cromotattiche per Scafoideo) o con l’impiego della confusione sessuale (Tignoletta), il monitoraggio dei residui dei vini (LMR) necessario anche per l’Import Tollerance, la potatura ramificata con il metodo Simonit&Sirch, la selezione dei lieviti autoctoni ed altro ancora.

Fare veloci considerazioni non è facile, deve essere chiaro che scegliere una nuova strada ormai in parte necessaria, è un’operazione forte, onerosa, e rischiosa.

Mi ripeto, ci vogliono capacità produttive e manageriali speciali, poiché si corrono anche rischi economici!

Non facciamoci prendere dalla fretta o dalla moda, a prescindere all’approccio personale di ogni Azienda, le scelte tecniche ed agronomiche sono necessarie per mantenere e valorizzare le complessità biologiche dei nostri territori contestualizzando il vigneto nella sua esclusività.

© Davide Ferrarese

25 febbraio 2016


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Con l’avvio della stagione di potatura, abbiamo ripreso progetto di potatura per i vigneti del Gavi docg e di altre zone (Timorasso e Barbera). Per il secondo anno consecutivo, presso il Consorzio di Tutela del Gavi, abbiamo coinvolto una cinquantina di potatori di diverse Aziende applicheranno il metodo nei propri vigneti.

La potatura è un argomento di sicuro fascino, importante e fondamentale per molti, poiché da qui la viticoltura trae alcune basi per i produttori, per gli imprenditori, per l’economia locale, per il turismo e per l’ambiente. Mal dell’esca, costi di potatura secca e potatura verde (scelta germogli), longevità e produttività del vigneto, sono argomenti strettamente correlati.

Un’investimento importante per il patrimonio delle Aziende, sia umano che vitato: salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

Le Aziende che aderiscono al progetto sono: Marchese Luca Spinola, Montobbio Maurizio, Biné, Fontanassa, La Colombera, La Zerba, Morgassi Superiore, Traverso Marco, I Brambi, Torriglia Antonella, Poderi Rosso Giovanni, Tenuta La Marchesa, Broglia Gian Piero, La Centuriona, La Mesma, Villa Sparina, Ottosoldi e Cooperativa Pusabren.

 

5 dicembre 2015 ©Davide Ferrarese

#pruninguys #simonitesirch #Piemonte #Gavi #Langhe #Barolo #Monferrato #Guyot #cordonesperonato


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Appena terminata la raccolta, queste sono le mie impressioni su questa vendemmia 2015 a #Gavi !

L’annata

Annata sicuramente da ricordare, particolare ma da ricordare.

La zona del Gavi DOCG ha avuto un inizio di stagione relativamente normale, mite con poche precipitazioni a partire dall’inizio dell’anno e distribuite per lo più nei primi 4 mesi del 2015.

Queste condizioni hanno caratterizzato una partenza vegetativa in linea con la fenologia del Cortese, con una primavera altalenante per le temperature che inizialmente si sono presentate elevate per poi tornare a valori sotto media stagionale ed un vento a Maggio che ha rotto diversi germogli, per arrivare a giugno con le prime ondate di calore, portando così all’inizio della fioritura e l’unica vera pioggia.

Dal punto di vista sanitario la difesa della vite è stata attenta soprattutto per l’oidio, in quanto le condizioni di vento continuo e di umidità, ne hanno favorito lo sviluppo.

Le alte temperature sono state la premessa per arrivare a luglio con temperature diurne e notturne al di sopra della media mensile, con totale assenza di precipitazioni.

Verso la fine del mese di luglio, le piante più giovani e poste sui terreni più magri hanno iniziato a segnare le prime carenze idriche e relativa mancata emissione di nuova vegetazione.

Ad Agosto, mese meno caldo ma sempre senza precipitazioni, con solo qualche giornata umida e nuvolosa. Settembre bello con freddo al mattino (temperature sotto i 10°C) che ha ulteriormente concentrato le uve; sanità globale molto buona.

Maturazione molto buona su tutte le aree senza particolari differenze, gradi babo e zuccheri molto alti, con uve maturate tutto a tempo già nella prima decade di settembre ed con calo di resa abbastanza evidente e generalizzato intorno al 20%.

Il quadro acido del Cortese si è mantenuto su livelli molto buoni per l’annata calda e le gradazioni superiori alla normalità. Maggiori sofferenze si sono registrate appunto per i vigneti giovani, quelli posti su collina e su terreni principalmente marnosi e calcarei (terre bianche).

Vendemmie anticipate, iniziate nella prima settimana di settembre che si sono protratte sino alla fine del mese stesso, senza particolari interruzioni, se non per una pioggia verso la metà di settembre.

Voto alla vendemmia

CORTESE GIUDIZIO
GRADO ZUCCHERI 5 stelle
QUADRO ACIDO 4 stelle
SANITA’ 5 stelle
GIUDIZIO complessivo sull’uva 5 stelle

© Davide Ferrarese

8/10/2015


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