3. Flavescenza Dorata della vite

Sostituzione delle viti malate: quando? o capitozzatura?

Per gli eventuali rimpiazzi bisogna verificare accuratamente la provenienza del materiale e comunque in un vigneto da cui vengono eliminate tutte le piante infette possono rimanere piante in cui la malattia non manifesta ancora sintomi, costituendo fonte d’infezione per l’anno successivo. E’ da valutare quindi di ritardare di una stagione vegetativa l’impianto di una nuova barbatella per verificare l’andamento della malattia nel vigneto.

Un aspetto molto controverso nella gestione del contenimento della FD è il tentativo del risamento delle viti infette mediante drastiche potature, dove a seconda delle varietà e dell’infezione della pianta si hanno risposte diverse e quindi da verificare localmente.

Suggerimenti e conclusioni

Nonostante le misure intraprese e l’opera di sensibilizzazione e divulgazione svolta presso gli operatori del settore l’areale interessato è destinato ulteriormente ad estendersi nel caso in cui non vengano correttamente e tempestivamente applicate da parte di viticoltori e vivaisti tutte le misure loro consigliate (trattamenti contro l’insetto vettore, estirpo delle piante infette).E’ inoltre fondamentale che i produttori collaborino attivamente non solo applicando quanto loro indicato, ma segnalando ai tecnici in modo tempestivo la presenza in campo di sintomi sospetti non riferibili alle tradizionali malattie del vigneto.

Ovviamente le strategie a livello di vigneto vengono a diminuire la loro validità nel momento in cui non vengono applicate su tutto il territorio dove sono presenti Scaphoideus Titanus e FD. Cioè le strategie a livello di vigneto non sono più a sufficienti contenere la diffusione sul territorio della malattia.

Il problema diventa ancora più grande se si tiene in considerazione lo sviluppo epidemico che a volte supera in velocità la percezione della gravità della situazione.

Anche mettendo in atto tutte le misure di prevenzione non sarà comunque possibile ereditare la malattia in poco tempo, in quanto la FD è spesso presente in forma latente (cioè senza sintomi visibili) in piante già infette da uno o due anni e le nuove infezioni, provocate dal vettore nel corso dell’attuale annata, non potranno produrre sintomi visibili prima di uno-due cicli vegetativi.

L’adozione congiunta di tutte le misure suggerite consentirà comunque di tenere sotto controllo il deperimento così come dimostrano le esperienze realizzate in altre regioni.

©Davide Ferrarese

12 agosto 2013

Un maggio davvero strano…

Mah, da una parte non so dove iniziare!

Un mese davvero unico, che ci ha incasinato non poco: pioggia e freddo. E’ stato il più piovoso degli ultimi 150 anni!

Ci sono stati 17 giorni di pioggia per tutto il mese, oltre il 50 % dei giorni disponibili, e con precipitazioni importanti, che non permettevano nell’immediatezza di entrare nella vigna (oltre 100 millimetri di pioggia in 4 giorni, 16, 17, 18, 19 maggio), anche con qualche strisciata di grandine con il temporale notturno dell’11 maggio, in particolare nella zona di Capriata.

E vi assicuro che non è stato affatto facile, fare qualcosa e bene durante questi giorni, perché quando non pioveva c’era il vento!

Quindi la vegetazione della vite si muoveva a rilento, in parte sofferente per le basse temperature e l’eccessiva umidità, e poi sofferente per il ristagno idrico ed il compattamento del terreno dovuto al passaggio dei trattori per i trattamenti anticrittogamici anche in condizioni limite..

E’ così successo nell’ultima decade del mese è comparsa la peronospora, prima su foglia e poi qualcosa su grappolo, ancora poco per il momento, ma vedremo più avanti: quello che è sicuro, è che la primaria quest’anno ce l’abbiamo. Una cosa strana, molto strana: all’inizio stagione non c’erano le condizioni di vegetazione, c’era molta difformità, molta nottua, eppure la carica importante dell’inoculo ha colto molti di sorpresa. (ha salvato quelli che storicamente trattato sempre anche senza le vere condizioni). In Piemonte, ci sono vigneti colpiti sino al 90%!

Quello che si vede nei vigneti, è molta erba e si è passati a fare un giro “scarso” della prima palizzatura.

10 giugno 2013

@ Davide Ferrarese

Potatura a Guyot del timorasso

Ho caricato un breve video sulla potatura a Guyot del vitigno timorasso in Val Barbora.

Le viti sono state piantate nel 2006, e dal 2012 abbiamo iniziato a potarle con le attenzioni della potatura soffice e ramificata.

18 marzo 2013

© Davide Ferrarese

Riaperto il bando della ristrutturazione dei vigneti 2013

E’ stato riaperto il bando per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, con scadenza il 30 gennaio 2013 ( http://www.regione.piemonte.it/cgi-bin/agri/leggi/pub/bando.cgi?id=201&montagna= )

Le azioni ammesse sono le stesse delle scorso anno, qui sintetizzate:

A Riconversione varietale

Estirpazione e reimpianto di una diversa varietà di vite sulla stessa superficie o su superficie diversa

Reimpianto di una diversa varietà di vite utilizzando un diritto in portafoglio o acquisito mediante trasferimento

Reimpianto anticipato di una diversa varietà di vite

Sovrainnesto su impianti ritenuti già razionali per forma di allevamento e per sesto di impianto e in buono stato vegetativo di età massima di 20 anni.

B Ristrutturazione

Estirpazione e reimpianto del vigneto con la stessa varietà di vite

Reimpianto, con diritto in portafoglio o acquisito mediante trasferimento, mantenendo la stessa varietà di vite

Reimpianto anticipato mantenendo la stessa varietà di vite sia per l’esposizione che per ragioni climatiche;

C Miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti

Trasformazione delle forme di allevamento a vegetazione non assurgente in sistemazioni a controspalliera assurgente (guyot, cordone speronato)

Modifiche delle strutture di sostegno di un vigneto già esistente con l’esclusione della ordinaria manutenzione.

Le informazioni complete si possono trovare  su http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2011/44/attach/dgr_02789_040_24102011.pdf

16 dicembre 2012

© Davide Ferrarese

La Cattedra Ambulante in viticoltura©

Nelle mani dei viticoltori sta il futuro del nostro patrimonio vitato.

Gli operatori di un tempo conoscevano bene come preservare la qualità di una vite e la sua coltivazione. Avevano esperienza quotidiana sul campo e sapevano osservare ogni minimo dettaglio; nei vigneti si soffermavano con cura e dedizione davanti a tutte le piante. Prima di fare qualsiasi operazione le studiava, senza l’ansia di uno sfruttamento immediato, ma con la lungimiranza di preservare la salute e lo sviluppo equilibrato della vigna.

Oggi, le operazioni in vigneto sono mutate. Sono cambiati i tempi e le persone che operano nei filari, infliggendo alle piante situazioni alle quali non sono in grado di reagire in modo naturale, esponendole a differenti situazioni negative.

Senza nessuna presunzione, credo che la formazione fatta in modo professionale portare dare ottimi frutti (e non solo ottimi vini), ridando valore e dignità a chi opera tra i filari.

Il patrimonio del nostro bellissimo territorio non è solo quello vitato, ma è soprattutto quello umano, che permette una conservazione ambientale e paesaggistica delle colline, nonché economica diretta ed indiretta per il lavoro che svolge. Vedere colline coltivate a vigneto attira turisti e preserva il suolo da problemi idrogeologici, e sostiene l’economia delle imprese.

Così che si parte con La Cattedra Ambulante in viticoltura©, incontri specifici teorici e pratici per il personale aziendale su tematiche specifiche.

Le cattedre ambulanti di agricoltura furono per quasi un secolo la più importante istituzione di istruzione agraria, rivolta in particolare ai piccoli agricoltori, con l’apporto delle istanze più avanzate degli ambienti intellettuali e dal mondo della docenza, prima libera, poi di ruolo, proveniente dalle scuole e dagli istituti tecnici.

Non bisogna avere nessuna fretta. Come sempre il passato e la tradizione ci sono di aiuto, solo il tempo di fare, per la valorizzazione del patrimonio viticolo aziendale e quello delle risorse umane che vi operano.

2 novembre 2012

Davide Ferrarese

Incentivi per il settore vitivinicolo. Per imprenditori agricoli professionali. Contr. in c/capitale pari al 40% della spesa ammissibile

Incentivi per il settore vitivinicolo. Per imprenditori agricoli professionali. Contr. in c/capitale pari al 40% della spesa ammissibile

Con la presente Vi informo che la Regione Piemonte con D.G.R. n. 83-3593 del

19 marzo 2012, ha aperto il bando in oggetto al fine di finanziare investimenti di

miglioramento fondiario nelle aziende specializzate in campo vitivinicolo.

I beneficiari che possono accedere alle domande di contributo sono:

– Gli imprenditori agricoli professionali, titolari di azienda agricola singola o associata;

– Le persone fisiche o giuridiche cui compete l’onere finanziario degli investimenti

nell’ambito di imprese agroindustriali (solo ed esclusivamente per micro imprese: il

cui organico è inferiore ai 50 dipendenti e il fatturato complessivo annuale non

supera i 10 milioni di euro; imprese intermedie: il cui organico è inferiore ai 250

dipendenti e il fatturato complessivo annuale non supera i 43 milioni di euro).

I soggetti sopradescritti possono accedere qualora la loro attività sia:

– Produzione di mosto di uve, ottenuto dalla trasformazione di uve fresche da essi

stessi ottenute, acquistate o conferite da soci, anche ai fini della sua

commercializzazione;

– La produzione di vino ottenuto dalla trasformazione di uve fresche da essi stessi

ottenuti, acquistati o conferiti da soci, anche ai fini della sua commercializzazione;

– L’affinamento e/o il confezionamento del vino conferito dai soci, anche ai fini della

sua commercializzazione;

– In via prevalente, l’elaborazione, l’affinamento ed il successivo confezionamento del

vino acquistato, ai fini della sua commercializzazione.

Il bando prevede l’ammissione a contributo di tutti gli investimenti effettuati

all’interno della Regione Piemonte, con una spesa minima di € 20.000,00 sino ad una spesamassima di € 150.000,00.

Sono ammessi a contributi gli investimenti finalizzati a:

– Realizzazione di punti vendita aziendali, purché non ubicati all’interno delle unità

produttive, comprensivi di sala di degustazione.

– Investimenti materiali per l’esposizione di prodotti vitivinicoli, compresa la

degustazione;

– Investimenti materiali per la vendita aziendale dei prodotti vitivinicoli, compresa la

degustazione;

– Realizzazione e/o ammodernamento delle strutture aziendali nonché l’acquisto di

attrezzature per la produzione, trasformazione, commercializzazione e

conservazione del prodotto: cantina, fabbricato per la trasformazione dei prodotti

vitivinicoli, riattamento di strutture per la trasformazione, realizzazione o

ristrutturazione fabbricati adibiti alla commercializzazione e allo stoccaggio dei

prodotti aziendali, acquisto attrezzature ed impianti per la commercializzazione,

trasformazione e vendita dei prodotti vitivinicoli;

N.B.

le macchine o le attrezzature possono essere materiale d’occasione pur che rispettino le

seguenti condizioni:

– bene non oggetto di contributo negli anni precedenti;

– vantaggio rispetto al nuovo;

– caratteristiche adeguate alle operazioni ed a norma di Legge;

– presenza di giustificativi di spesa.

Su tali investimenti è prevista l’erogazione di un contributo in conto capitale pari al 40%

della spesa sostenuta al netto dell’IVA, ridotto al 20% nel caso l’intervento venga effettuato da un impresa intermedia.

Alla presentazione delle domande verrà data priorità:

– alle aziende che effettuano investimenti in impianti che trattano vini DOP;

– alle domande presentate da giovani agricoltori;

– alle aziende che non hanno presentato domanda sul Bando OCM vino 2011/2012.

Il termine ultimo stabilito dalla Regione per la presentazione telematica delle domande

di contributo sul portale informatico SIAN è stato fissato per il giorno 02 aprile 2012,

mentre, per quanto riguarda la documentazione cartacea, dovrà essere trasmessa agli Uffici della Regione Piemonte entro e non oltre il 06 aprile 2012.

Davide Ferrarese

23 marzo 2102

Potatura soffice, le mie prime impressioni operative

Le operazioni di potatura sono al termine, e quest’anno sono riuscito impostare alcuni filari adottando nuovi accorgimenti legati anche alla scuola di potatura dei Preparatori d’uva.

I filari su cui ho lavorato sono stati di cortese a Gavi, di timorasso in Val Borbera e nel tortonese, e di dolcetto nell’ovadese, per la maggior parte a Guyot, e su vigneti disetanei: dal 3° anno d’impianto sino a viti con oltre 30 anni di età. Ho anche fatto alcuni filari a cordone speronato sempre a cortese a Gavi.

Negli altri vigneti comunque è proseguito un percorso parallelo, con la filosofia di massimizzare le attenzioni sulla pianta:

– evitare tagli grossi, possibilmente sul legno di 1 o di 2 anni massimo;

– mai fare tagli radenti, ma rispettare le gemme della corona;

– favorire il più possibile flussi linfatici lineari all’interno della pianta;

– evitare grossi tagli di ritorno e nel caso dovessero esser effettuati, lasciare adeguatamente delle porzioni di legno distale dal punto di taglio.

Seppur poche e semplici indicazioni, vi assicuro che ho trovato difficoltà nel farle applicare, almeno all’inizio, poiché comunque la quotidianità degli interventi non si modifica in pochi minuti o in qualche ora.

Certo è che facendo visionare i ceppi di vite sezionati che ormai fanno parte del mio baule nella macchina, i potatori hanno mostrato maggior sensibilità.

Invece tornando sul metodo dei preparatori d’uva ho trovato alcune difficoltà che andranno ulteriormente verificate anche con la risposta del vitigno; la ricerca di ramificazione della testa in modo controllato del Guyot, non è così immediato, soprattutto sulle piante già impostate in modo classico (sperone e capo a frutto). Le principali difficoltà riscontrate hanno riguardato:

– non idonea posizione della testa della vite da poterla ramificare, poiché in molti casa è alta;

– ricerca dei due punti vegetativi da cui ramificare sperone e capo a frutto, salvaguardando la produzione dell’annata;

– posizione corretta dei due punti vegetativi in relazione alla legatura a chiudere del capo a frutto.

Inoltre bisognerà verificare la risposta dello sperone potato ad una gemma franca in relazione al vitigno.

Questa prima fase di lavoro la sto portando a termine con la legatura a chiudere sulla testa, e vi assicuro che anche questa operazione non è così immediata e semplice.

Davide Ferrarese

18 marzo 2012

Incentivi per il settore vitivinicolo. Per imprenditori agricoli professionali. Contributo in conto capitale pari al 40% della spesa ammissibile

E’ prevista la pubblicazione delle disposizioni attuative della misura investimenti inserita nel programma nazionale di sostegno per la campagna viticola 2011/2012 (OCM Investimenti).

Le informazioni ad oggi disponibili sono riferite alla campagna viticola 2010/2011 e, pertanto, sono da considerarsi indicative.

riferimento alla campagna viticola 2010/2011

Beneficiari

Possono accedere ai benefici della presente misura gli imprenditori agricoli professionali (di seguito imprenditori agricoli), titolari di azienda agricola, singoli o associati, la cui attività sia:

­ la produzione di mosto di uve ottenuto dalla trasformazione di uve fresche da essi stessi ottenute, acquistate o conferite dai soci, anche ai fini della sua commercializzazione,

­la produzione di vino ottenuto dalla trasformazione di uve fresche o da mosto di uve da essi stessi ottenuti, acquistati o conferiti dai soci, anche ai fini della sua commercializzazione,

­l’affinamento e/o il confezionamento del vino conferito dai soci, anche ai fini della sua commercializzazione,

­in via prevalente, l’elaborazione l’affinamento ed il successivo confezionamento del vino acquistato, ai fini della sua commercializzazione,

limitatamente alle seguenti categorie: microimprese, piccole e medie imprese, o imprese intermedie che occupano meno di 750 persone o il cui fatturato annuo non supera i 200 milioni di euro.

Tipologia degli investimenti ammissibili

Le operazioni ammissibili sono le seguenti:

1. punti vendita aziendali purché non ubicati all’interno delle unità produttive, comprensivi di sale di degustazione:

▪       investimenti materiali per l’esposizione dei prodotti vitivinicoli, compresa la degustazione,

▪       investimenti materiali per la vendita aziendale dei prodotti vitivinicoli, compresa la degustazione.

2. acquisto di recipienti e contenitori in legno per l’invecchiamento.

3. realizzazione e/o ammodernamento delle strutture aziendali nonché acquisto di attrezzature per la produzione, trasformazione, commercializzazione e conservazione del prodotto:

  1. cantina
  2. cantina fuori terra
  3. cantina interrata
  4. fabbricato per trasformazione prodotti vitivinicoli
  5. riattamento di strutture per la trasformazione aziendale prodotti vitivinicoli
  6. fabbricato per commercializzazione prodotti vitivinicoli
  7. riattamento di strutture per la vendita diretta dei prodotti vitivinicoli
  8. fabbricato per stoccaggio conservazione prodotti vitivinicoli
  9. riattamento di strutture per la conservazione prodotti vitivinicoli
  10. attrezzature per commercializzazione prodotti vitivinicoli
  11. attrezzature per conservazione prodotti vitivinicoli
  12. attrezzature per trasformazione prodotti vitivinicoli

m.  attrezzature per vendita diretta prodotti vitivinicoli

  1. impianto trasformazione, conservazione, commercializzazione vino.

Le macchine o le attrezzature possono essere materiale d’occasione, rispettando quattro condizioni:

  1. bene non oggetto di contributo negli anni precedenti,
  2. vantaggio rispetto al nuovo,
  3. caratteristiche adeguate alle operazioni ed a norma di legge,
  4. presenza di giustificativi di spesa.

Per l’acquisto di recipienti e contenitori in legno per l’invecchiamento, di cui al punto 2, non è ammesso materiale d’occasione.

Spese ammissibili

In riferimento agli investimenti di cui sopra sono ammissibili spese:

▪       di natura edilizia (costruzione, ristrutturazione, riattamento di fabbricati);

▪       acquisto di attrezzature fisse e macchinari;

▪       acquisto di elementi di arredo per i punti vendita aziendali purché non ubicati all’interno delle unità produttive, comprensivi di sale di degustazione;

▪       acquisto di strumentazioni di controllo e di apparecchiature informatiche (personal computer, stampanti, fax) e dei relativi programmi;

▪       acquisto di terreni agricoli, fino ad un massimo del 10% della spesa complessiva ammessa, qualora funzionale alla realizzazione dell’investimento.

Agevolazioni previste

Il sostegno per gli investimenti materiali o immateriali realizzati da micro, piccole o medie imprese è erogato nel limite massimo del 40% della spesa effettivamente sostenuta.

Requisiti di ammissibilità

Alla data di presentazione della domanda i soggetti interessati devono:

▪       aver costituito o aggiornato il proprio fascicolo aziendale nell’anagrafe agricola unica del Piemonte,

▪       essere in regola con le norme comunitarie, nazionali e regionali vigenti in materia vitivinicola.

Gli investimenti che beneficiano delle risorse sono assoggettati ai seguenti vincoli:

– destinazione d’uso, ossia il bene deve mantenere interamente la natura e le finalità specifiche per le quali è stato realizzato;

– divieto di alienazione, cessione, trasferimento a qualsiasi titolo del bene oggetto di contributo.

L’inoltro telematico della domanda dovrà avvenire, presumibilmente, entro il 31 marzo 2012.

Davide Ferrarese

12 marzo 2102