La gestione del suolo in vigneto

Il terreno è la cosa più importanti che abbiamo.
Le conoscenze sono quasi tutte note ma il suo valore meno e dobbiamo rispettarlo di più.
Gli eventi quotidiani (aridità o alluvione), il cambiamento climatico in atto gliene danno ragione, ma noi no, continuiamo a non considerarlo o lo consideriamo troppo poco.
Lui è il contenitore delle caratteristiche chimiche, fisiche, biologiche e della sostanza organica. Quando parliamo di gestione è perché immaginiamo di trattarlo prendendo in considerazioni tutti i suoi parametri ed in particolare le sue caratteristiche biologiche con la sostanza organica.
In questo breve video cerco di evidenziare come trattare meccanicamente la struttura del suolo senza rivoltare il terreno, attraverso l’impiego del decompattatore che ci agevola moltissimo nell’esplorazione in profondità del suolo a vantaggio della radicazione delle piante, dell’accumulo idrico nel rispetto della stratigrafia superficiale, per esempio. Nonché ci aiuta nella prevenzione all’erosione.
Ogni operazione che facciamo sul terreno ha un’influenza, dalle lavorazioni alla sua nutrizione, e si tratta sempre di ragionare con delle buone pratiche agronomiche.
Intanto recuperate qualche analisi del terreno 😉

© Davide Ferrarese – VignaVeritas
29/10/2018

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Flavescenza dorata e Mal dell’esca (video)

In questi giorni di vendemmia, stiamo anche monitorando le piante colpite da malattie del legno, in particolare da Flavescenza dorata (fitoplasmi) e da Mal dell’esca (funghi).

I sintomi vengono ancora confusi da alcuni viticoltori, ma sono ben distinguibili come in questo video allegato (vitigno Cortese, Gavi -Piemonte), dove si distinguono almeno tre sintomi su entrambe le patologie ma differenti:

  • ingiallimenti fogliari: sulle nervature e tra le nervature;
  • produzione: assente o presente;
  • lignificazione della vegetazione: assente o presente.

https://youtu.be/4iZoffnQJNI

Stiamo cercando di progettare per le Aziende corsi di formazione specifici per affrontare anche queste patologie.

© Davide Ferrarese – VignaVeritas

28 Settembre 2016

Agosto 2016, e primissime riflessioni

È incredibile come sia arrivato così in fretta il mese di agosto e chi vive tra i vigneti può toccare con mano i risultati di quanto fatto insieme alla stagione.

Le primissime ed immediate riflessioni vanno diretti a clima, alla penuria di acqua che per noi del Basso Piemonte ormai dura almeno da oltre un anno, dopo aver vissuto anche la calda estate del 2015.

E che dire: dobbiamo metterci a ragionare in modo diverso rispetto al precedente ed in modo più elastico..forse preparandoci maggiormente a queste stagioni, anche se la memoria è ancora lucida a quella piovosa e fresca del 2014: sarà sempre più necessario rivedere la gestione della pianta e la gestione del suolo..

Mah! intanto l’uva sta per maturare, la vendemmia si avvicina per creare unicità del nostro vino!

Buon proseguimento a tutti e buone ferie!

© Davide Ferrarese

9 agosto 2016

Il progetto per il controllo della tignoletta della vite

In virtù del percorso aziendale intrapreso dall’Azienda Broglia di una maggiore sensibilità ambientale, abbiamo iniziato il monitoraggio e controllo biologico della tignoletta tramite la confusione sessuale (unica nel suo genere per il Gavi Docg).

Lo scorso 8 aprile abbiamo posizionato su circa 4 ettari i dispenser della confusione sessuale, con i prodotti forniti direttamente dalla Basf; attraverso trappole per la cattura controlleremo al diffusione del lepidottero sia nella parte “confusata” che quella senza dispenser.

video: https://youtu.be/y4rz0mc2ybo

@Davide Ferrarese

9 aprile 2016

Allunghiamo la vita dei vigneti! #followus #pruniguys #gavi

Il progetto di potatura avanza!

Con il mese di marzo siamo arrivati alla conclusione della potatura secca. Il tempo in questa seconda fase invernale è stato abbastanza buono, anche se febbraio ha mostrato nuovamente il suo volto piovoso.

Con l’inizio del 2015, assieme ai Preparatori d’uva abbiamo avviato il progetto di potatura con il metodo Simonit&Sirch per i vigneti del Gavi docg e di altre zone coinvolgendo presso il Consorzio di Tutela del Gavi i potatori di diverse Aziende che hanno iniziato ad applicare il metodo nei propri vigneti.

In questo periodo abbiamo completato la prima parte dei cantieri di potatura con le maestranze agricole che hanno aderito al progetto di potatura: 17 le Aziende direttamente coinvolte e quasi 50 i potatori “in formazione”!

Il lavoro in vigneto è stato determinato, costante e continuativo, in modo da affiancare chi deve gestire i tagli di potatura. Ora il prossimo appuntamento sarà la scelta dei germogli (ci vediamo presto!).

In allegato un recente articolo apparso il 13/03 su “La Stampa”, peccato per l’imprecisione del titolo sul mal dell’esca..

Ormai da qualche anno vi parlo in modo costante di potatura.

La potatura è un argomento di sicuro fascino, importante e fondamentale per molti, poiché da qui la viticoltura ne trae le sue basi per i produttori, per gli imprenditori, per l’economia locale, per il turismo e per l’ambiente. Mal dell’esca, costi di potatura secca e scelta germogli, longevità e produttività del vigneto, sono argomenti strettamente correlati.

Dal 2012 ho frequentato i corsi annuali della Scuola Italiana di Potatura del metodo Simonit&Sirch visitando diversi vigneti ed il loro campus in Friuli Venezia Giulia.

Il gruppo Simonit&Sirch è arrivato a definire il metodo della potatura ramificata dopo un lungo periodo di lavoro in campo fatto di osservazione, ma soprattutto di pratica di potatura, durante i quali, per circa 10 anni, si sono messi a fuoco i principali fattori di rischio della salute del vigneto, diventando consulenti in più di 20 anni in diverse zone viticole del mondo, non ultima Chateau d’Yquem in Francia.

I Preparatori d’uva hanno indagato le conseguenze indotte dai tagli di potatura a livello del sistema di trasporto linfatico della pianta di vite. Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto.

Un’investimento importante per il patrimonio delle Aziende, sia umano che vitato, in un momento generale particolarmente delicato: salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

Le Aziende che aderiscono al progetto sono: Marchese Luca Spinola, Montobbio Maurizio, Biné, Fontanassa, La Colombera, La Zerba, Morgassi Superiore, Traverso Marco, I Brambi, Torriglia Antonella, Poderi Rosso Giovanni, Tenuta La Marchesa, Broglia Gian Piero, La Centuriona, La Mesma, Villa Sparina e Ottosoldi.

Sostenibilità in vigneto, la biodiversità del suolo

L’agronomia della vite considera principalmente la pianta semplicemente intesa come fusto e foglia, ma la pianta è un’unità funzionale e con il suo comportamento instaura un rapporto col suolo.
Il suolo contiene microrganismi, simbiotici, batteri benefici e patogeni, funghi micro e macroscopici,.. grazie a questi agenti macrobiotici la vite è più sana, è più resistente agli stress idrici, produce più antiossidanti, è più resistente agli attacchi patogeni, diventa più definibile il terroir, nell’interazione tra suolo, clima, varietà e cura.
Ormai sono diversi i progetti delle Aziende vitivinicole in chiave di svolta agronomica, enologica e filosofica nonché commerciale per la biodiversità del suolo in ambito anche sostenibile.
Gestione, fertilizzazione e cura del suolo considerano sempre più il terreno come un elemento attivo e fattivo, in quanto spazio in cui il vivente alberga.
La vigna diventa non più elemento vulnerabile ma attivamente capace di resistere e adeguarsi all’ambiente e gli agricoltori che hanno una responsabilità sociale,
devono avere delle risposte scientifiche sul loro modo di coltivare! Bisogna però intraprendere strade scientificamente provate e valide, avendo un confronto pragmatico e non dogmatico.
A Vinitaly ho partecipato al convegno “dalla biodiversità del suolo alla qualità dei vini , strategie e pratiche agronomiche per il futuro sostenibile” organizzato da Informatore Agrario, in collaborazione con Sata e Consorzio Tutela del Franciacorta.
Sono emersi diversi punti interessanti che devono farci riflettere: il bilancio della sostanza organica è in deficit e dobbiamo capire come misurare la biodiversità e l’attività del suolo e monitorarne le variazioni del tempo per meglio comprendere gli effetti delle nostre scelte agronomiche.
Certo che identificare le possibili dinamiche tra terroir, equilibri ecologici e qualità dei vini porterebbe anche a migliorare la performance aziendale e ottimizzare i costi di gestione.
Ormai sono molti gli esempi positivi, in Franciacorta oltre un terzo della superficie vitata è biologica e comunque la restante parte è sostenibile a basso impatto ambientale.
La viticoltura di qualità non può non avere un terreno di qualità, questo è un po’ quello che emerso, e anche aziende come Berlucchi hanno iniziato come percorso di sostenibilità, e bisogna comunicare quanto si fa nel rispetto nell’ambiente e sull’uso della viticoltura.
Diciamo che adesso sono molti gli argomenti sul piatto e la sostenibilità della vitivinicoltura fa riferimento ad un concetto ampio, che include molte dimensioni; sostenibile è più esteso di integrato, di biologico e anche di biodinamico, tutte espressioni che in buone parte possono confluire nel paradigma[/two_third_last]
della sostenibilità
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Alla luce di quanto scritto, emerge sempre l’importanza del sistema vigneto. Conoscere per fare, è questo che propongo: per meglio sapere la vitalità biologica e del valore della sostanza organica dello stesso, al fine di indirizzare meglio le attività al terreno è possibile effettuare l’analisi con cromatografia dei suoli; in questo modo è possibile avere un quadro globale di  informazioni circa lo stato dei processi di formazione o mineralizzazione dell’humus, la sua qualità, la struttura, gli eventuali danni causati dalle lavorazioni, dal costipamento o dall’inquinamento.

15 aprile 2015
© Davide Ferrarese

Potatura verde della vite

In questi giorni ho completato il giro di potatura verde, che segue il lavoro d’impostazione della potatura secca invernale.

Il sistema di potatura è il Guyot cercando una potatura ramificata secondoil metodo di Simonit&Sirch.

Siamo a Gavi, sul vitigno cortese. Per me ci siamo, e ne sono molto soddisfatto!!

Così ho caricato freschi freschi, questi due video!!

©Davide Ferrarese

26 maggio 2014

Visita ai vigneti con il metodo di potatura Simonit&Sirch nel Guyot e nel cordone speronato

La potatura della vite come centralità della vita della pianta.

Il 27 marzo 2014, presso il Consorzio tutela del Gavi, abbiamo organizziamo un incontro unico per il Piemonte sul metodo di potatura Simonit&Sirch (http://www.simonitesirch.it), con l’intervento diretto dei Preparatori d’Uva.

Il focus è stato seguito da un centinaio di viticoltori ed operatori del settore, suscitando molto interesse per la qualificazione e l’innovazione dell’argomento trattato.

Salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

Alla luce di queste premesse, si è deciso di proporre una visita al Campus dei Preparatori d’Uva in Friuli Venezia Giulia, dove poter vedere, ma soprattutto commentare dal vivo diverse situazioni: potatura a Guyot e potatura a cordone speronato, viti giovani, viti vecchie, viti in allevamento, viti in potatura di conversione, ecc.

I vigneti sarebbero quelli di Schiopetto, di Gravner e di Angoris, il tutto da farsi in un giorno e mezzo nel mese di luglio; le date proposte sarebbero il 28 e 29 luglio.

Organizzerei un viaggio collettivo, con un unico mezzo di trasporto che sarà scelto in base alle adesioni: si partirebbe nel primo pomeriggio per per rientrare nella tarda serata del giorno seguente. Per di più da Schioppetto avremo la possibilità di far visita anche alla cantina.

Inoltre, successivamente all’incontro pubblico di marzo, alcuni dei partecipanti mi hanno richiesto la possibilità di comprare il manuale di potatura Simonit&Sirch di cui allego qui di seguito il link di riferimento: http://simonitesirch.com/manuale-di-potatura-della-vite-guyot/ (il prezzo è di 40,00 euro), di cui potrei fare punto di raccolta delle richieste.

Tornando sull’argomento viaggio, se t’interessa, ti chiederei di dirmi  entro la fine di questo mese (30 maggio)la tua disponibilità in modo da confermare i mezzi e le sistemazioni necessarie.

Grazie!

10 maggio 2014

©Davide Ferrarese

dopo la vendemmia . . .

Anche se ancora “storditi” dalla vendemmia, è tempo di bilanci e riordino delle idee di quanto fatto in campagna.

L’annata è stata una delle più complesse e particolari degli ultimi 15 anni, almeno per me. Eravamo abituati a ben altre vendemmie, ma quest’anno il tempo ci ha messo a dura prova durante tutto il 2013, anche se possiamo dire che le vigne e le uve trattate bene hanno avuto buoni risultati e maggior qualità.

Siamo partiti impostando la potatura secca con nuove attenzioni e maggior rispetto della pianta anche per cercare di contenere la continua diffusione del mal dell’esca (potatura soffice – potatura ramificata), abbiamo lavorato il suolo con una nuova visione, rispettando la fertilità biologica e rinnovando le tecniche meccaniche ed inserendo la pratica del sovescio, fino ad arrivare alla difesa fitopatologica escludendo tutti i prodotti di classe tossicologica Xn, T, T+ (quelli che richiedono il patentino per intenderci), e siamo stati molto attenti nell’impiego degli insetticidi obbligatori per la lotta alla flavescenza dorata, elaborando il così detto progetto di difesa avanzata, rispettando al massimo chi opera in campagna ed il consumatore finale.

In una stagione ad alta pressione per le malattie fungine, non sono stati utilizzati gli antibotritici chimici con ottimi risultati sanitari sulle uve.

Abbiamo integrato la difesa chimica con l’impiego dei microrganismi utili ed iniziato anche con la difesa biologica, ritoccabile e sicuramente migliorabile.

Abbiamo eliminato o ridotto l’impiego del diserbo sotto fila.

Diciamo che ci siamo comportati in modo molto sostenibile! e quasi sempre con buoni risultati.

Adesso riprendiamoci i nostri tempi, e ripartiremo con la Cattedra Ambulante per incontrarci e parlare anche con il personale aziendale su argomenti vecchi ma altresì nuovi, come la prossima potatura secca.

Grazie per leggermi!

© Davide Ferrarese

11 ottobre 2013