Prossimi alla vendemmia..

Anche quest’anno siamo ai cancelli di partenza, prossimi alla vendemmia, anche se qualche grappolo l’abbiamo già portato in cantina..

Giusto brevi considerazioni su questo 2015, stagione diametralmente opposta al 2014 con temperature elevate fuori dalla norma per tutto il mese di luglio.

Come sempre la natura detta le sue regole, noi dobbiamo solo cercare di assecondarle e di esaltarle quando possibile.

La vendemmia per quanto lunga sia, è sempre un gesto veloce che racchiude mille storie dell’annata e del lavoro fatto negli anni precedenti, e che ci servirà per i prossimi interventi da fare. Non a caso, oltre alle campionature di uve e dati analisi si parla anche di nutrizione dei suoli e dalla vite in post raccolta e della potatura secca..

Penso che la foto, parli da se..guardare attraverso l’uva..buon lavoro a tutti!

© Davide Ferrarese

3 settembre 2015


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Nelle mani dei viticoltori sta il futuro del nostro patrimonio vitato.

Gli operatori di un tempo conoscevano bene come preservare la qualità di una vite e la sua coltivazione. Avevano esperienza quotidiana sul campo e sapevano osservare ogni minimo dettaglio; nei vigneti si soffermavano con cura e dedizione davanti a tutte le piante. Prima di fare qualsiasi operazione le studiava, senza l’ansia di uno sfruttamento immediato, ma con la lungimiranza di preservare la salute e lo sviluppo equilibrato della vigna.

Oggi, le operazioni in vigneto sono mutate. Sono cambiati i tempi e le persone che operano nei filari, infliggendo alle piante situazioni alle quali non sono in grado di reagire in modo naturale, esponendole a differenti situazioni negative.

Senza nessuna presunzione, credo che la formazione fatta in modo professionale darà ottimi frutti (e non solo ottimi vini), ridando valore e dignità a chi opera tra i filari.

Il patrimonio del nostro bellissimo territorio non è solo quello vitato, ma è soprattutto quello umano, che permette una conservazione ambientale e paesaggistica delle colline, nonché economica diretta ed indiretta per il lavoro che svolge. Vedere colline coltivate a vigneto attira turisti e preserva il suolo da problemi idrogeologici, e sostiene l’economia delle imprese.

Così che si parte con La Cattedra Ambulante in viticoltura©, incontri specifici teorici e pratici per il personale aziendale su tematiche specifiche.

In collaborazione con il CIPA-AT di Alessandria ho organizzato un corso presso la Cantina Produttori del Gavi (AL) che si è data disponibile ad ospitarci.

Il corso è destinato ai viticoltori ed ha l’obiettivo di parlare con loro delle tecniche di gestione integrata e biologica applicate al sistema vigneto.

La durata è di 10 ore, la frequenza è obbligatoria per almeno il 70% delle ore di lezione ed al termine dell’attività formativa verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Gli argomenti trattati riguardano:

la nutrizione del vigneto e l’importanza della sostanza organica;

morfologia e funzioni della pianta; la potatura secca della vite: descrizione delle operazioni e modalità operative;

visita a vigneti dove attuare i principi della produzione integrata e biologica in fatto di nutrizione e potatura.

La partenza del corso , sarà appena finita la vendemmia..

Quattro incontri tra aula e campagna per discutere apertamente e per aggiornarsi, perché produrre bene consente una migliore qualità della vita delle piante e permette risparmi: meno cure, meno medicine, un equilibrio vegetativo e di frutti esemplari.

Ad ogni incontro sarà sempre abbinata la visione in vigna di alcune situazioni pratiche e non è detto che non si organizzino visite specifiche al di fuori delle realtà locali per vedere nuove esperienze!

Le cattedre ambulanti di agricoltura furono per quasi un secolo la più importante istituzione diistruzione agraria, rivolta in particolare ai piccoli agricoltori, con l’apporto delle istanze più avanzate degli ambienti intellettuali e dal mondo della docenza, prima libera, poi di ruolo, proveniente dalle scuole e dagli istituti tecnici.

Non bisogna avere nessuna fretta. Come sempre il passato e la tradizione ci sono di aiuto, solo il tempo di fare, per la valorizzazione del patrimonio viticolo aziendale e quello delle risorse umane che vi operano.

20 settembre 2013


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Il mese di maggio dovrebbe essere l’inizio di un periodo molto intenso per lo sviluppo dei germogli, anche se quest’anno il tempo non ci vuol pensare ormai da mesi…

Questo è il periodo della gestione del verde, nel senso della vegetazione che cresce, e che a seconda dei diversi sistemi di allevamento, viene accomodata nelle diverse impalcature di sostegno.

E’ una fase molto importante, poiché si gestisce la qualità della futura produzione e della prossima potatura secca.

Le operazioni di questo periodo che si fanno appunto sui germogli, si chiamano lavori di potatura verde: la vegetazione deve subire degli interventi di contenimento affinché la massa verde del filare non diventi troppo fitta creando come conseguenza sia un ambiente molto favorevole ai vari parassiti sia una crescita sicuramente troppo protratta nel tempo e quindi dannosa in ultimo alla maturazione dei grappoli.

Durante il germogliamento, vegetano contemporaneamente un grandissimo numero di germogli che sovente, quando non ce la fanno a raggiungere un sostegno a cui aggrapparsi con i viticci reclinano l’apice e proseguono il loro sviluppo più lentamente ed in direzione orizzontale. I germogli che invece riescono ad aggrapparsi ed a mantenere la loro posizione verticale cresceranno più rapidamente e con maggior vigore.

La legatura, la palizzatura dei germogli e l’eliminazione dei doppi germogli si possono intendere come i primi interventi che si compiono direttamente alla vite in vegetazione.

L’intervento è in buona parte manuale ed oneroso, ma indispensabile. Le piante devono essere ispezionate e solitamente svolte in più tempi in quanto, per molti vitigni, le epoche ideali per la selezione della vegetazione sul capo a frutto e la palizzatura difficilmente coincidono (sarebbe troppo bello…). Anzi, in alcuni anni tali eventi possono sovrapporsi e aumentandone le difficoltà operative.

Anche la cimatura e sfogliatura rientrano in questi interventi di “pettinatura verde”: con la prima operazione si interviene tagliando la vegetazione che esce dai fili di sostegno per evitare ulteriore ombreggiamento e formazione di microclimi sfavorevoli alla pianta e con la seconda si migliora il passaggio di aria e di luce verso i grappoli.

Quanto detto è molto importante, perché la qualità passa da qui! e non solo quella di quest’anno, anche quella dei prossimi anni.

© Davide Ferrarese

25 maggio 2013


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Con una bella soddisfazione, il 19 ed il 20 di gennaio 2013, è arrivata la prima neve dell’anno.

La perturbazione nevosa è giunta nella giornata del sabato con deboli nevicate e senza grandi apporti, mentre nella notte e la mattina della domenica c’è stata la vera sorpresa! Infatti, ci siamo svegliati alla mattina con 20/25 centimetri di neve misurati attorno all’abitato di Gavi, e superando anche i 30 centimetri nella collina attorno!

La perturbazione è arrivata nel pieno della potatura, che ad oggi sta procedendo spedita, e senza comunque interrompere il lavoro, perché anche con la neve a terra si procede nei filari.

Per il resto la neve, mi porta una gran pace, serenità e tranquillità. Sarà il suo colore bianco e pulito, il silenzio che porta..ma ogni tanto ce ne vorrebbe un po’ di più!

Inoltre, dal punto di vista generale l’aspetto delle nevicate rappresenta la possibilità di ripristinare anche parte delle scorte idriche nel terreno che le coltivazioni agricole potranno utilizzare per la loro crescita durante il periodo primaverile.

L’effetto della neve caduta si prolunga nel tempo poiché si scioglie più lentamente e viene assorbita dal terreno con gradualità e senza dispersioni in modo certamente più positivo di quello provocato dalle piogge intense che tendono a scorrere via superficialmente sul terreno senza essere assorbite, e creando anche maggior erosione superficiale, anche secondo l’antico proverbio contadino “sotto la neve pane”.

31 gennaio 2013

©Davide Ferrarese


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Il mese ha continuato il tempo strano e senza inverno che ha ormai caratterizzato questa stagione. Sono state molto le condizioni anomale, con temperatura al di fuori delle medie.

L’inizio del mese ha ribaltato le temperature fuori luogo, riportandoci a valori invernali con pioggia (intorno ai 40 mm) e la neve che ha fatto la sua ricomparsa con quasi 10 centimetri nei giorni 5 e 6 marzo, apportando una buona bagnatura, maggiore di quello che era avvenuta con la neve di febbraio. Questa è stata la così detta “neve dei pugassini”!!

Poi il mese è proseguito con giornate un po’ nuvolose ma in prevalenza con sole e caldo: il 12 del mese 23 gradi, il 15 del mese 20 gradi, arrivando al 30 del mese con 25 gradi; le minime comunque sempre superiore ai 5-6 gradi, così che alcuni vigneti hanno iniziato ad abbozzare le gemme ed aprire le foglioline. i lavori in vigna sono andati regolari, e qualcuno ha iniziato con i primi diserbi localizzati.


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