PREMESSA

Per tre mattine consecutive, il 19 – 20 – 21 Aprile, si sono verificate condizioni meteorologiche eccezionali. In alcune aree del Piemonte le temperature minime sono arrivate fino a -4°C, mentre il ciclo vegetativo delle viti era in anticipo di circa 10-15 giorni rispetto alla fenologia normale, con germogli lunghi anche 15-20 centimetri. È stato un evento complesso ed articolato con conseguenze distruttive importanti. I danni non sono stati localizzati solo nei fondovalle, ma anche lungo i fianchi delle colline e fino a quote alte, interessando esposizioni diverse, viti giovani e viti vecchie. Il fenomeno è stato aggravato da valori di umidità relativa molto bassi, anche nelle ore notturne e verso l’alba, dovuti all’afflusso di una massa d’aria molto secca, che ha comportato un maggiore raffreddamento degli strati prossimi al suolo. Si sono verificate quindi le cosiddette gelate secche “black frost” e si è assistito a gelate di pendio, dovute ad aria raffreddatasi in quota durante il giorno e scesa verso valle nella notte.

In relazione a questo evento straordinario, assieme al Consorzio Tutela del Gavi abbiamo condotto un approfondito monitoraggio basato sull’osservazione di piante di età e condizioni differenti. Integrando le analisi su alcuni vitigni autoctoni allevati a Guyot e cordone speronato, si intende elaborare alcune linee guida per i produttori, a tutela e a conservazione della salubrità della pianta.

ANALISI TECNICA

Nel mese successivo alle gelate abbiamo appurato che dove le condizioni termiche non erano state eccessivamente negative il danno si era concentrato sulla parte produttiva e vegetativa delle piante; in presenza di temperature più rigide, invece, le viti adulte mostravano alcune parti totalmente seccate e danni parziali al ceppo, mentre le viti giovani avevano subìto danni irrimediabili ai tessuti cambiali, in alcuni casi fino alla morte della pianta. [foto 1, 2 e 3]

[Foto 1] vigneti a Guyot colpiti dalla gelata del 19-20-21/4/2017

[Foto 1]
vigneti a Guyot colpiti dalla gelata del 19-20-21/4/2017

 

 

 

 

 

 

 

[Foto 2] vigneti a cordone speronato colpiti dalla gelata del 19-20-21/4/2017

[Foto 2]
vigneti a cordone speronato colpiti dalla gelata del 19-20-21/4/2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 [Foto 3] impianti giovani colpiti dalla gelata del 19-20-21/4/2017

[Foto 3]
impianti giovani colpiti dalla gelata del 19-20-21/4/2017

 

 

 

 

 

 

 

Reazioni delle piante più colpite e delle piante giovani Nelle viti e nel legno giovane (da 1 fino a 5-6 anni) il gelo ha causato vistosi danneggiamenti ai tralci e ai fusti fino alla morte delle piante. [foto 4 e 5]

[foto 4] vite al 6° anno di età con evidenti imbrunimenti causati dall’effetto della gelata sui tessuti vascolari

[foto 4] vite al 6° anno di età con evidenti imbrunimenti causati dall’effetto della gelata sui tessuti vascolari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[foto 5] porzione di legno al 2° anno (sperone) evidenti imbrunimenti causati dall’effetto della gelata sui tessuti vascolari

[foto 5] porzione di legno al 2° anno (sperone) evidenti imbrunimenti causati dall’effetto della gelata sui tessuti vascolari

 

 

 

 

 

 

 

 

In particolare sui giovani impianti sono stati valutati danni ingenti, la morte di quasi tutte le piante di 2 anni e, in misura minore, anche di quelle di 5-6 anni d’età. In alcune di queste ultime si è notata la formazione di tessuti suberificati ad isolare la zona danneggiata. [foto 6]

[foto 6] vite al 5° anno di età con porzione di legno suberificato in corrispondenza delle spaccature precedentemente causate delle gelate

[foto 6] vite al 5° anno di età con porzione di legno suberificato in corrispondenza delle spaccature precedentemente causate delle gelate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come prima risposta operativa, dove i tralci e i fusti si presentavano con tutti o quasi i germogli completamente secchi, si è consigliato di non intervenire sul verde e aspettare la ripresa della pianta per valutare come agire, senza potare il tralcio. Successivamente in potatura verde e per le piante in produzione, si è raccomandato di eliminare i germogli eventualmente in eccesso e lasciarne 5-6 sul legno vecchio a diverse altezze: sulla testa, lungo il tronco, al piede anche a seconda del vigore, rimandando valutazioni più approfondite e definitive alla potatura secca.

Sul medio/lungo periodo per alcune viti, soprattutto giovani e gravemente danneggiate (foto 6), permane il rischio di compromissione della vitalità della pianta a livello linfatico e si nota già la comparsa di tumori, cancri, rogna, dovuti all’insediamento infettivo dell’Agrobacterium vitis.

Reazioni delle piante meno colpite:

danni ai soli germogli

Nelle zone meno colpite si è verificato il solo disseccamento dei germogli: alcuni sono stati colpiti totalmente, altri parzialmente salvando la parte fruttifera, a conferma che le masse d’aria fredda non si erano distribuite in maniera omogenea.

Una prima analisi tecnica del danno è stata possibile tagliando porzioni di legno di 1 e 2 anni per verificare la vitalità del floema.

A seconda della lesione sono state individuate alcune risposte operative da attuare nei vigneti nei giorni successivi:

1. per le piante con germogli secchi in punta ma ancora verdi alla base [foto 7a]: si è intervenuto tagliando i germogli lessati 1-2 centimetri sopra l’attaccatura sul tralcio [foto 7b] per favorire lo sviluppo di solo 1-2 femminelle ed evitando gli ammassi di vegetazione in estate [foto 8].

[foto 7a]

[foto 7a]

[foto 7b]

[foto 7b]

[foto 8]

[foto 8]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2. Dove i germogli erano completamente secchi, è stato consigliato di evitare operazioni di potatura (taglio del capo a frutto) per aspettare la risposta della pianta.

In potatura verde si è poi operato, dove necessario, per ridurre il numero di germogli ed evitare ammassi di vegetazione sul fusto.

IL PROGETTO VITI GELATE – CONSORZIO TUTELA DEL GAVI

Monitoraggio

Successivamente all’evento calamitoso, e ai primi interventi raccomandati,  i tecnici del Consorzio hanno individuato alcuni vigneti di Cortese atto a Gavi Docg con diversi gradi di danno, per monitorare la situazione.

Su questi vigneti sono stati effettuati 3 rilievi in campo nelle diverse fasi della stagione:

• fine maggio: conteggio dei germogli completamente danneggiati e secchi, di quelli parzialmente danneggiati e di quelli verdi, per valutare la ripresa vegetativa delle viti;

• 20 giugno: conteggio dei germogli verdi presenti e verifica della presenza di infiorescenze/grappolini, per avere una prima previsione del potenziale produttivo;

• inizio settembre: conteggio dei grappoli presenti (anche quelli eventualmente danneggiati dalla selvaggina), per stimare la produzione reale a ridosso della vendemmia; annotazione delle dimensioni medie dei grappoli e stato delle viti.

Osservazione

L’analisi dei dati raccolti ha permesso di esprimere alcune prime considerazioni generali sul comportamento delle viti colpite:

• i germogli che escono dal legno vecchio non sono produttivi, con rare eccezioni (1 grappolo ogni 10 germogli nelle situazioni più favorevoli);

• i germogli usciti dalle gemme di controcchio hanno fertilità più bassa rispetto al germoglio principale non colpito (circa la metà);

• è stato possibile recuperare parte della produzione dai germogli non colpiti, soprattutto da quelli usciti dalle prime gemme sul capo a frutto, ancora chiuse al momento della gelata; ricordiamo però che queste gemme hanno una fertilità produttiva inferiore alla media;

• la fertilità potenziale stimata a giugno ha trovato corrispondenza nella produttività reale registrata a settembre;

• la fertilità potenziale su viti a Guyot parzialmente colpite (vigneti 1 e 2) va da 2,3 a 4,7 grappoli/pianta, dati confermati o leggermente incrementati a settembre;

• la fertilità potenziale su viti gravemente colpite (vigneti 3 e 4) è molto bassa, al massimo 1 grappolo/pianta, e si conferma in vendemmia; è una media che tiene conto anche di viti completamente compromesse;

• la dimensione dei grappoli alla vendemmia è stata sicuramente influenzata negativamente dalle gelate e dal freddo, ma non sembra legata all’entità del danno; sicuramente entrano in gioco fattori quali la dimensione dei grappoli, più piccoli sulle gemme di controcchio, vigore della pianta, clone, tipo di stagione, ecc.

Le piante e i germogli non colpiti dalle gelate hanno comunque subìto un danno indiretto legato alla perdita delle infiorescenze sui germogli, anche quando nel primo periodo questi non sembravano bruciati o danneggiati; il periodo freddo proseguito fino al 10 maggio ha contribuito in questo senso, poiché molte infiorescenze hanno “filato” trasformandosi in viticci.

Il ritardo nella ripresa vegetativa, la minor vegetazione emessa e un’annata particolarmente siccitosa per queste aree, ha compromesso la vigoria delle piante, con ulteriori cali delle rese produttive anche nei vigneti poco colpiti dalla gelata.

Conseguenze future

Alla caduta delle foglie, è stata confermata una minor produzione di legno, con tralci poco vigorosi e in alcuni casi ancora da lignificare rispetto alle viti non danneggiate dalle gelate (prima settimana di novembre):

• in generale, bisogna preventivare un aumento delle ore di lavoro: andranno dedicati più tempo e attenzione alla potatura, più scrupolosa e accurata per eliminare un maggior numero di tralci germogliati successivamente alla gelata e lasciati per avere maggiori scelte nella potatura secca;

• la potatura potrà avvenire senza particolari difficoltà nei vigneti con danno medio e lieve, dove su praticamente tutte le viti è presente almeno un tralcio sano e potenzialmente produttivo, che sarà possibile usare come capo a frutto per il 2018;

• su vigne gravemente danneggiate le difficoltà saranno legate soprattutto alla difformità tra le singole viti: su alcune sarà possibile individuare un tralcio produttivo, mentre altre andranno potate prendendo un capo a frutto direttamente da legno vecchio, potenzialmente meno fertile;

• le viti potate a cordone speronato presenteranno le difficoltà maggiori per via degli speroni compromessi; in questi casi andrà valutata la risposta dei singoli punti vegetativi e il livello di danno complessivo subito dal cordone; nel 2018 potranno esserci inoltre maggiori difficoltà nel trovare tralci produttivi su ogni sperone;

• un’altra variabile, da considerare soprattutto per le viti potate a cordone speronato, è l’eventuale danno sulle strutture legnose, che potrebbe manifestarsi la prossima stagione e nel medio periodo.

 

ISTRUZIONI PER LA POTATURA SECCA 2018

Sintetizzando e semplificando, gli operatori si troveranno davanti a 3 possibili situazioni:

• caso 1, viti con danni ai soli germogli: scegliere come capo a frutto un tralcio proveniente dallo sperone o dal capo a frutto utilizzato per la produzione 2017; in questi casi si troveranno tralci sani e produttivi anche in prossimità della testa.

 

[foto 9a] pianta adulta colpita dalla gelata primaverile prima della potatura secca

[foto 9a] pianta adulta colpita dalla gelata primaverile prima della potatura secca

[foto 9b] pianta adulta colpita dalla gelata primaverile completata la potatura secca

[foto 9b] pianta adulta colpita dalla gelata primaverile completata la potatura secca

 

 

 

 

 

 

 

• caso 2, viti adulte con danni gravi: dove possibile, scegliere come capo a frutto un tralcio proveniente dallo sperone o dal capo a frutto utilizzato per la produzione 2017, anche se lontano dalla testa: sarà comunque più produttivo di un tralcio proveniente direttamente dal fusto (legno vecchio); evitare di ricostruire la vite facendo tagli di ritorno e valutare nella stagione la ripresa della pianta;

• caso 3, viti giovani con danni gravi: anche se apparentemente sane, viti giovani con tessuti suberificati e/o fusti crepati potrebbero non garantire una crescita corretta negli anni; in questi casi, scegliere dove possibile un tralcio proveniente dal piede per riallevare la pianta, della lunghezza adeguata al vigore.

[foto 10a] pianta giovane gravemente colpita dalla gelata primaverile prima della potatura secca

[foto 10a] pianta giovane gravemente colpita dalla gelata primaverile prima della potatura secca

[foto 10b] pianta giovane gravemente colpita dalla gelata primaverile completata la potatura secca

[foto 10b] pianta giovane gravemente colpita dalla gelata primaverile completata la potatura secca

 

 

 

 

 

 

 

 

© Davide Ferrarese

17 gennaio 2018

Si ringrazia il Consorzio Tutela del Gavi, di cui ha reso disponibile questa pubblicazione


read more

Prossimi alla vendemmia..

Anche quest’anno siamo ai cancelli di partenza, prossimi alla vendemmia, anche se qualche grappolo l’abbiamo già portato in cantina..

Giusto brevi considerazioni su questo 2015, stagione diametralmente opposta al 2014 con temperature elevate fuori dalla norma per tutto il mese di luglio.

Come sempre la natura detta le sue regole, noi dobbiamo solo cercare di assecondarle e di esaltarle quando possibile.

La vendemmia per quanto lunga sia, è sempre un gesto veloce che racchiude mille storie dell’annata e del lavoro fatto negli anni precedenti, e che ci servirà per i prossimi interventi da fare. Non a caso, oltre alle campionature di uve e dati analisi si parla anche di nutrizione dei suoli e dalla vite in post raccolta e della potatura secca..

Penso che la foto, parli da se..guardare attraverso l’uva..buon lavoro a tutti!

© Davide Ferrarese

3 settembre 2015


read more

Nelle mani dei viticoltori sta il futuro del nostro patrimonio vitato.

Gli operatori di un tempo conoscevano bene come preservare la qualità di una vite e la sua coltivazione. Avevano esperienza quotidiana sul campo e sapevano osservare ogni minimo dettaglio; nei vigneti si soffermavano con cura e dedizione davanti a tutte le piante. Prima di fare qualsiasi operazione le studiava, senza l’ansia di uno sfruttamento immediato, ma con la lungimiranza di preservare la salute e lo sviluppo equilibrato della vigna.

Oggi, le operazioni in vigneto sono mutate. Sono cambiati i tempi e le persone che operano nei filari, infliggendo alle piante situazioni alle quali non sono in grado di reagire in modo naturale, esponendole a differenti situazioni negative.

Senza nessuna presunzione, credo che la formazione fatta in modo professionale darà ottimi frutti (e non solo ottimi vini), ridando valore e dignità a chi opera tra i filari.

Il patrimonio del nostro bellissimo territorio non è solo quello vitato, ma è soprattutto quello umano, che permette una conservazione ambientale e paesaggistica delle colline, nonché economica diretta ed indiretta per il lavoro che svolge. Vedere colline coltivate a vigneto attira turisti e preserva il suolo da problemi idrogeologici, e sostiene l’economia delle imprese.

Così che si parte con La Cattedra Ambulante in viticoltura©, incontri specifici teorici e pratici per il personale aziendale su tematiche specifiche.

In collaborazione con il CIPA-AT di Alessandria ho organizzato un corso presso la Cantina Produttori del Gavi (AL) che si è data disponibile ad ospitarci.

Il corso è destinato ai viticoltori ed ha l’obiettivo di parlare con loro delle tecniche di gestione integrata e biologica applicate al sistema vigneto.

La durata è di 10 ore, la frequenza è obbligatoria per almeno il 70% delle ore di lezione ed al termine dell’attività formativa verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Gli argomenti trattati riguardano:

la nutrizione del vigneto e l’importanza della sostanza organica;

morfologia e funzioni della pianta; la potatura secca della vite: descrizione delle operazioni e modalità operative;

visita a vigneti dove attuare i principi della produzione integrata e biologica in fatto di nutrizione e potatura.

La partenza del corso , sarà appena finita la vendemmia..

Quattro incontri tra aula e campagna per discutere apertamente e per aggiornarsi, perché produrre bene consente una migliore qualità della vita delle piante e permette risparmi: meno cure, meno medicine, un equilibrio vegetativo e di frutti esemplari.

Ad ogni incontro sarà sempre abbinata la visione in vigna di alcune situazioni pratiche e non è detto che non si organizzino visite specifiche al di fuori delle realtà locali per vedere nuove esperienze!

Le cattedre ambulanti di agricoltura furono per quasi un secolo la più importante istituzione diistruzione agraria, rivolta in particolare ai piccoli agricoltori, con l’apporto delle istanze più avanzate degli ambienti intellettuali e dal mondo della docenza, prima libera, poi di ruolo, proveniente dalle scuole e dagli istituti tecnici.

Non bisogna avere nessuna fretta. Come sempre il passato e la tradizione ci sono di aiuto, solo il tempo di fare, per la valorizzazione del patrimonio viticolo aziendale e quello delle risorse umane che vi operano.

20 settembre 2013


read more

Il mese di maggio dovrebbe essere l’inizio di un periodo molto intenso per lo sviluppo dei germogli, anche se quest’anno il tempo non ci vuol pensare ormai da mesi…

Questo è il periodo della gestione del verde, nel senso della vegetazione che cresce, e che a seconda dei diversi sistemi di allevamento, viene accomodata nelle diverse impalcature di sostegno.

E’ una fase molto importante, poiché si gestisce la qualità della futura produzione e della prossima potatura secca.

Le operazioni di questo periodo che si fanno appunto sui germogli, si chiamano lavori di potatura verde: la vegetazione deve subire degli interventi di contenimento affinché la massa verde del filare non diventi troppo fitta creando come conseguenza sia un ambiente molto favorevole ai vari parassiti sia una crescita sicuramente troppo protratta nel tempo e quindi dannosa in ultimo alla maturazione dei grappoli.

Durante il germogliamento, vegetano contemporaneamente un grandissimo numero di germogli che sovente, quando non ce la fanno a raggiungere un sostegno a cui aggrapparsi con i viticci reclinano l’apice e proseguono il loro sviluppo più lentamente ed in direzione orizzontale. I germogli che invece riescono ad aggrapparsi ed a mantenere la loro posizione verticale cresceranno più rapidamente e con maggior vigore.

La legatura, la palizzatura dei germogli e l’eliminazione dei doppi germogli si possono intendere come i primi interventi che si compiono direttamente alla vite in vegetazione.

L’intervento è in buona parte manuale ed oneroso, ma indispensabile. Le piante devono essere ispezionate e solitamente svolte in più tempi in quanto, per molti vitigni, le epoche ideali per la selezione della vegetazione sul capo a frutto e la palizzatura difficilmente coincidono (sarebbe troppo bello…). Anzi, in alcuni anni tali eventi possono sovrapporsi e aumentandone le difficoltà operative.

Anche la cimatura e sfogliatura rientrano in questi interventi di “pettinatura verde”: con la prima operazione si interviene tagliando la vegetazione che esce dai fili di sostegno per evitare ulteriore ombreggiamento e formazione di microclimi sfavorevoli alla pianta e con la seconda si migliora il passaggio di aria e di luce verso i grappoli.

Quanto detto è molto importante, perché la qualità passa da qui! e non solo quella di quest’anno, anche quella dei prossimi anni.

© Davide Ferrarese

25 maggio 2013


read more

Con una bella soddisfazione, il 19 ed il 20 di gennaio 2013, è arrivata la prima neve dell’anno.

La perturbazione nevosa è giunta nella giornata del sabato con deboli nevicate e senza grandi apporti, mentre nella notte e la mattina della domenica c’è stata la vera sorpresa! Infatti, ci siamo svegliati alla mattina con 20/25 centimetri di neve misurati attorno all’abitato di Gavi, e superando anche i 30 centimetri nella collina attorno!

La perturbazione è arrivata nel pieno della potatura, che ad oggi sta procedendo spedita, e senza comunque interrompere il lavoro, perché anche con la neve a terra si procede nei filari.

Per il resto la neve, mi porta una gran pace, serenità e tranquillità. Sarà il suo colore bianco e pulito, il silenzio che porta..ma ogni tanto ce ne vorrebbe un po’ di più!

Inoltre, dal punto di vista generale l’aspetto delle nevicate rappresenta la possibilità di ripristinare anche parte delle scorte idriche nel terreno che le coltivazioni agricole potranno utilizzare per la loro crescita durante il periodo primaverile.

L’effetto della neve caduta si prolunga nel tempo poiché si scioglie più lentamente e viene assorbita dal terreno con gradualità e senza dispersioni in modo certamente più positivo di quello provocato dalle piogge intense che tendono a scorrere via superficialmente sul terreno senza essere assorbite, e creando anche maggior erosione superficiale, anche secondo l’antico proverbio contadino “sotto la neve pane”.

31 gennaio 2013

©Davide Ferrarese


read more