Flavescenza dorata della vite

Il 21 maggio 2019, presso il Consorzio Tutela del Gavi, abbiamo presentato i dati riferiti al 2018 del progetto di monitoraggio della Flavescenza dorata e dell’insetto vettore. Il lavoro prosegue dal 2013, ma come ogni anno ci sono nuovi aggiornamenti ed approfondimenti, quali:

  • è fondamentale eliminare da subito la fonte di inoculo;
  • il vettore principale si conferma lo Scaphoideus titanus, anche se sono stati trovati dei vettori secondari ; cosa molto interessante e degna di riflessione è la maggior conoscenza del ciclo vitale dell’insetto vettore che ha subito della variazione con il cambiamento delle stagioni (grazie alla preziosa collaborazione con il DISAFA (Università degli Studi di Torino);
  • la lotta chimica è necessaria ma non sufficiente.

Quindi è sempre necessario mantenere il monitoraggio dell’insetto vettore ed eliminare ogni fonte di inoculo nel vigneto e/o al di fuori dal vigneto; inoltre formare il personale aziendale nel riconoscimento delle piante sintomatiche per poterle tagliare subito. Di seguito l’elaborato dei dati raccolti nel 2018 sviluppato attraverso la preziosa collaborazione del Consorzio Tutela del Gavi (scaricabile dal sito www.consorziogavi.com) , compreso il lavoro di biomonitoraggio con le api e i rilievi sulla cimice asiatica.

© Davide Ferrarese – VignaVeritas

Difesa: regolazione funzionale degli atomizzatori

Il tema della sostenibilità in viticoltura è sentito dall’opinione pubblica, che pone sempre più attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini; i viticoltori tuttavia sono tenuti ad effettuare le operazioni di difesa contro le patologie, al fine di ottenere uve sane e di qualità.

Dalla sensibilità del Consorzio Tutela del Gavi nei confronti dei temi ambientali e dalla richiesta dei viticoltori di rendere più mirati i trattamenti in vigneto, nel 2015 è nato il Progetto di regolazione funzionale degli atomizzatori, il primo in Italia voluto da un Consorzio di Tutela.

L’obiettivo è quello di individuare le migliori pratiche per coniugare la difesa della vite con la tutela dell’ambiente e dell’apicoltura, evidenziando gli aspetti positivi e le criticità dei trattamenti – le modalità e le regolazioni, in base al periodo e al tipo di macchina utilizzata – affinché le aziende possano trarne benefici sia tecnici che economici.

In collaborazione con i tecnici del Sata Srl di Quargnento sono state predisposte le attività pratiche di campo per verificare l’efficacia dei trattamenti di cui in allegato trovate la relazione conclusiva.

In questi giorni stiamo facendo i primi interventi di difesa e iniziano le varie domande:

quali principi attivi?

quali dosaggi?

quale strategie applicare? ecc.. 

noi vi possiamo dire che “E’ SBAGLIATO AFFERMARE CHE CI SONO MACCHINE BUONE E ALTRE NO: ESISTONO PIUTTOSTO DIFFERENTI REGOLAZIONI”

© Davide Ferrarese

3/5/2018

 

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Il progetto per il controllo della tignoletta della vite

In virtù del percorso aziendale intrapreso dall’Azienda Broglia di una maggiore sensibilità ambientale, abbiamo iniziato il monitoraggio e controllo biologico della tignoletta tramite la confusione sessuale (unica nel suo genere per il Gavi Docg).

Lo scorso 8 aprile abbiamo posizionato su circa 4 ettari i dispenser della confusione sessuale, con i prodotti forniti direttamente dalla Basf; attraverso trappole per la cattura controlleremo al diffusione del lepidottero sia nella parte “confusata” che quella senza dispenser.

video: https://youtu.be/y4rz0mc2ybo

@Davide Ferrarese

9 aprile 2016

Monitoraggio nei vigneti di Drosophila suzukii

Sopralluogo per raccolta campioni di uva e trappole alimentari di aceto

Tecnici: Davide Ferrarese – Arianna Giusta

Verso la prima settimana di settembre, ho riscontrato in alcuni vigneti del gaviese e dell’ovadese, un’elevata incidenza di marciume acido, con percentuali di grappoli danneggiati che in alcune piante e porzioni di filari avevano raggiunto proporzioni elevate, tra l’altro in condizioni di clima buono, migliore di quello estivo, ed in assenza di attacchi di oidio o danni finisci all’uva.
Ad una attenta osservazione, ho trovato che gli acini colpiti contenevano numerose larve appartenenti all’ordine dei ditteri, genere Drosophila spp. (quelli che noi chiamiamo semplicemente moscerini dell’uva o della frutta), che si animavano in modo molto aggressivo.
Su alcuni acini mi è parso di riscontrare la presenza di Drosophila suzuki, un insetto altamente nocivo di origine asiatica che crea ingenti danni sulle uve, e segnalato in Italia nel 2010 (Trentino Alto Adige).
Così ho chiesto un sopporto in termini di monitoraggio al Settore Fitosanitario della Regione Piemonte che, nell’ambito del monitoraggio fitosanitario, ha provveduto alla lettura del contenuto delle trappole alimentari posizionate in campo. La lettura è stata eseguita dalla Dott.ssa Arianna Giusta, una collaboratrice del Settore Fitosanitario, associata allo Studio Pegaso – servizi agroambientali di Torino www.studiopegaso.eu .
Al termine di questa brevissima ma intensa attività, il Settore Fitosanitario della Regione Piemonte ha rilevato dai dati che eventuali marciumi diffusi delle uve alla raccolte nei vigneti descritti non erano dovuti all’azione di D. suzukii ma a problemi legati all’andamento stagionale (piogge) e alle fitopatie che hanno favorito i marciumi quest’anno.  E’ chiaro che conviene non trascurare la possibilità che in futuro D. suzukii possa avere un ruolo più significativo nel favorire lo sviluppo di marciumi in vigneto.  Il 2014 è stato un anno molto favorevole all’insetto, ma in molte zone viticole probabilmente la popolazione di partenza era molto bassa, quindi non in grado di arrecare danni consistenti.  In altre aree, es. vicino a zone di coltivazione di piccoli frutti, la situazione poteva essere diversa.
Alcuni numeri: su un totale di 3422 individui, 91 di maschi di Drosophila suzuki, 70 di femmine di Drosophila suzuki e 3261 altri Drosophila: in pratica 5% di Drosophila suzuki ed il 95% di altra di Drosophila.

© Davide Ferrarese, 12 novembre 2014