Appunti veloci: viticoltura biologica..

Ormai in molti guardano al biologico.

Io ho sempre inteso questo aggettivo o questa tecnica, come una identità che deve essere propria, il carattere di una persona o di una azienda, senza però troppi estremismi. Al di là della certificazione biologica.

Se ne sente parlare un po’ da tutti e in tutte le salse, così sono stato a capire come un’azienda lavora i vigneti in biologico!

Si tratta di quasi 130 ettari di vigneto in Langa, un milione di bottiglie.. e questo è il terzo anno in conversione.

I principi sono quelli che in parte già condividiamo e parliamo nel convenzionale: dalla fertilità del suolo, alla sua sostanza organica, la fertilità biologica e i sovesci, passando anche dalla potatura soffice. Il problema nel vigneto non è l’erba! anzi dovreste vedere, quanta ce n’era.

Sono andato a guardare come lavorano i vigneti e come li gestiscono: 40 persone in vigna da 4 a 6 atomizzatori che girano, interceppi, trincia, ed altro ancora; certo hanno anche un valore dell’uva e del vino diverso, ma la sfida deve essere quella di produrre allo stesso modo, rispettando di più l’ambiente, per noi e per i nostri figli..

Loro sono disposti a perdere anche un po’ di uva, ripeto, hanno altri prezzi, ma d’altronde non si può volere tutto, soprattutto nelle annate molto difficili come quella in corso.

Di sicuro il terroir si esalta e si amplifica, questo ne sono certo.

Gran bella esperienza.

25 maggio 2013

©Davide Ferrarese