La qualità e la quantità dei nostri prodotti è legata al terroir di appartenenza, ma non solo.

A far parte di questi ingredienti ci sono altri componenti che devono solo non peggiorare le ricchezze e i valori: il fattore umano, quello imprenditoriale responsabile delle scelte e del proprio progetto ed in particolare quello delle persone che operano quotidianamente in campo e nel vigneto.

Esatto, le maestranze agricole che sono la presa diretta con la vigna che ogni giorno calpestano i filari, curano le viti, vanno sul trattore, si occupano dei trattamenti, sono responsabili dei diradamenti e delle vendemmia, ed altro ancora.

Le persone che lavorano in vigna non hanno nessuno o difficilmente hanno avuto qualcuno da cui imparare le tecniche di coltivazione, la conoscenza delle viti, le tempistiche ed altro ancora, però hanno in mano il patrimonio viticolo, diventando responsabili del mantenimento del valore economico e della qualità del vigneto.

A loro deleghiamo quasi sempre l’attività esterna, difficilmente gli diciamo di andare in cantina per fare un taglio, piuttosto che delle aggiunte ed altro ancora, ma in vigna sì! Se in bassa stagione avanza qualche mezz’ora dai lavori principali, gli si dice di fare i tagli di potatura, giusto per riempire il tempo.. Gli chiediamo di riconoscere le malattie, interpretare i cambiamenti  climatici, di potare in modo corretto, rispettare le piante, seminare il sovescio, estirpare le piante malate da mal dell’esca e flavescenza dorata, e così via..ma chi gliel’ha mai spiegato perché fare certe cose e come farle? Dall’oggi al domani gli si dice del rispetto delle misure del PSR, di usare meno agrofarmaci o di diventare biologici, ma non è tutto semplice.

E se abbiamo da vedere e da comprare delle attrezzature o un trattore diventa normale parlarne, mentre se si propone un progetto formativo, una visita in altre località, non c’è mai tempo per farlo!

Diventa imprescindibile la formazione, se vogliamo che loro diventino la presa diretta in vigna, e su questo bisogna investire.

Sono convinto che presente e futuro passeranno attraverso una formazione dell’imprenditore e del personale aziendale, a tutti i livelli e in tutte le dimensioni.

Buon lavoro a tutti!

©Davide Ferrarese

17/01/17


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Con il mese di maggio abbiamo concluso il primo anno del progetto di potatura con il metodo Simonit&Sirch.

Un investimento importante per il patrimonio delle Aziende, sia umano che vitato: salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir, ed il personale stesso si sente maggiormente coinvolto, attivo e valorizzato per quello che fa e può fare!Con il germogliamento della vite, abbiamo ripreso la formazione del personale in aula ed in vigna per poi passare direttamente all’avviamento dei cantieri delle singole Aziende aderenti al progetto.

Il lavoro è stato quello della “sgarzolatura” e della “scacchiatura”, operazioni che sono state effettuate impostando il metodo e seguendo quanto praticato anche nella potatura secca, ma che tecnicamente viene indicato come scelta dei germogli.

Il tempo di maggio è stato molto buono, non ha piovuto e ci ha permesso di passare velocemente nei vari vigneti per formare il personale incaricato, che in questa fase è stato molto numeroso, oltre settanta-ottanta persone! Il lavoro è stato determinato, costante e continuativo, in modo da affiancare chi deve gestire l’operazione di gestione del verde.

Con l’inizio del 2015, appunto assieme ai Preparatori d’uva abbiamo avviato il progetto di potatura con il metodo Simonit&Sirch per i vigneti del Gavi docg e di altre zone, presso il Consorzio di Tutela del Gavi con i potatori di diverse Aziende che hanno iniziato ad applicare il metodo nei propri vigneti.

Le Aziende che aderiscono al progetto sono: Marchese Luca Spinola, Montobbio Maurizio, Biné, Fontanassa, La Colombera, La Zerba, Morgassi Superiore, Traverso Marco, I Brambi, Torriglia Antonella, Poderi Rosso Giovanni, Tenuta La Marchesa, Broglia Gian Piero, La Centuriona, La Mesma, Villa Sparina e Ottosoldi.

29 maggio 2015

©Davide Ferrarese


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Lo scorso 10 ottobre abbiamo incontrato Lorenzo Manfreda dei Preparatori d’Uva, per parlare del progetto di potatura con il metodo Simonit & Sirch a Gavi.
Il tutto era partito dall’incontro pubblico di questa primavera, dove a potatura finita, si era parlato del metodo suscitando moltissimo interesse ai viticoltori che erano presenti numerosi. Inoltre la visita estiva al Campus dei Preparatori d’Uva in Friuli Venezia Giulia, ci aveva permesso di toccare con mano e vedere opere d’arte potate sapientemente.
A questo punto i Preparatori d’Uva hanno predisposto dai  un progetto di collaborazione per la formazione del personale in vigneto per la potatura secca invernale e relativa potatura verde in primavera con il metodo Simonit & Sirch: l’idea è di un progetto collettivo che permetta di entrare nelle singole peculiarità aziendali. 
In sintesi questa è la proposto di Lorenzo Manfreda – Preparatore d’Uva:- presa visione delle diverse situazioni aziendali che richiedono di aderire;- attività formativa collettiva di potatura secca con corso teorico presso il Consorzio Tutela del Gavi e corso pratico in vigna (circa 1 giornata/1 giornata e mezza, da definire in base al numero di partecipanti);- avviamento dei cantieri di potatura secca nelle singole aziende con attività di affiancamento e verifica nella prosecuzione dei lavori (sopralluoghi da definire in base alle superfici messe in progetto);- attività formativa collettiva di potatura verde con corso teorico presso il Consorzio Tutela del Gavi e corso pratico in vigna (circa mezza giornata);- avviamento dei cantieri di potatura verde nelle singole aziende con attività di affiancamento e verifica nella prosecuzione dei lavori (sopralluoghi da definire in base alle superfici messe in progetto ed alla stagione).
Per chi fosse interessato, si tratta di compilare il questionario allegato in modo da far preparare il preventivo dai Preparatori d’Uva, così da valutare le singole caratteristiche aziendali anche attraverso il sopralluogo di alcuni vigneti. La compilazione del documento allegato sarebbe entro il 28 ottobre, così da organizzare il sopralluogo preventivo ai vigneti entro la prima decade di novembre. La superficie da indicare dipende dalla singola Azienda, come per la tipologia della vigna (nuova o vecchia, per intendersi).
Verificando le Aziende e gli ettari messi a disposizione, sarà redatto un preventivo aziendale completo sfruttando la collettività della partecipazione, e tenendo conto anche delle relative spese di vitto, alloggio e viaggio. Per quanto riguarda gli “spazi didattici”, si potrà contare sulla collaborazione del Consorzio Tutela del Gavi.
Il lavoro si presupporrebbe della durata triennale, al termine del quale poter redigere una pubblicazione che contenga il lavoro svolto con i partecipanti del progetto di potatura con il metodo Simonit &Sirch; Sirch Preparatori d’Uva.
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Metodo di potatura Simonit&Sirch
Da qualche anno mi occupo in modo costante di potatura, frequentando dal 2012 i corsi della Scuola Italiana di Potatura del metodo Simonit&Sirch per imparare i nuovi principi e visitando vigneti tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Piemonte.Il gruppo Simonit&Sirch è arrivato a definire il metodo della potatura ramificata sia per il Guyot che per il cordone speronato, dopo un lungo periodo di lavoro in campo fatto di osservazione, ma soprattutto di pratica di potatura, durante i quali, per circa 10 anni, si sono messi a fuoco i principali fattori di rischio della salute del vigneto. In particolare sono state indagate le conseguenze indotte dai tagli di potatura a livello del sistema di trasporto linfatico della pianta di vite. Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto. Il metodo Simonit&Sirch applica una potatura ramificata, con piccoli tagli sul legno giovane, con un approccio lento e mirato. Senza fretta. Si evitano così tagli importanti di ritorno e non si compromette con ferite da taglio il sistema linfatico della vite.I vantaggi di questa operazione sono molteplici. Le piante con un sistema linfatico integro mostrano analogie nella risposta vegeto-produttiva, si sviluppano in modo omogeneo e sono più costanti nella qualità del prodotto. Grazie a questo sistema di potatura si prevengono le malattie del legno, principale causa di deperimento precoce delle viti. Sono stati perciò anche ridotti i costi di gestione poiché, si allunga la vita produttiva del vigneto senza l’uso di sostanze ma applicando i criteri della medicina preventiva.


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Il #2014 fino adesso: #biologico, #sostenibile, #sovescio, #potatura #terreno #diserbo #terroir #peronospora #pluviometro #agricolturadurevole #difesa #trappole #monitoraggio #scafoideo #flavescenza #tignola #ambiente

Siamo a metà anno, e faccio un piccolo bilancio..

In vigna siamo a caratterizzare il terroir di produzione attraverso ogni tecnica agronomica, passando dalla massimizzazione della qualità dell’uva.

Anche inconsapevolmente, questa meticolosa ricerca ci ha portato ad avere sempre e più particolari attenzioni. Il vigneto ha preso una dimensione globale, tridimensionale, da ogni posizione in cui lo si guardi ha sempre qualcosa di nuovo da trasmettere e migliorare.

Con la potatura secca e la potatura verde impostiamo attraverso il metodo di potatura Simonit&Sirch (http://www.simonitesirch.it/) una nuova educazione nelle piante, ma soprattutto nelle maestranze agricole: il rispetto della pianta e della sua fisiologia, hanno mostrato alcune debolezze che si sono create negli anni a causa del cambio generazionale, dell’incremento delle superfici aziendali e della ricerca a ridurre i costi di produzione.

Avere cura del vigneto ha significato sviscerare anche nuove verifiche al suolo ed alla sua produttività: se vogliamo un’agricoltura durevole e non predatrice, dobbiamo stimolare nuovi modelli di fertilizzazione che favoriscano la fertilità biologica!

Lavoriamo meno e meglio il terreno, ed in alcune Aziende è stato impostato il sovescio: maggiore sarà la sua vitalità, migliore potrà essere l’espressione dei sapori e della qualità proveniente dal terroir, sempre più importante nella crescita di un territorio e dei produttori agricoli.

Su questi temi, potuto vedere all’opera Claude e Lydia Bourguignon (http://www.lams-21.com/artc/1/fr/) che mi hanno davvero entusiasmato.

Poi una delle preoccupazioni maggiori era come sostituire il diserbo, ma dopo qualche anno di prove e di conferme, abbiamo trovato un equilibrio meccanico e di lavoro impiegando, a seconda delle necessità, la spollonatrice come tagliaerba (!!) e l’interceppi a lama o rotante, per smuovere la terra sotto la vite.

Per impostare una difesa attenta alle malattie, ho dotato le Aziende di un pluviometro.. Per alcuni, soprattutto per i più giovani, è stato rivedere l’impostazione della lotta alla peronospora, e per il momento ce l’abbiamo fatta!! trattando sempre in modo preventivo. Ma anche per i fitofagi come lo scafoideo e le tignole ci stiamo attrezzando con trappole di monitoraggio.

Diciamo che stiamo osando un po’ di più, e ci azzardiamo a rispettare di più la pianta e l’ambiente..prima sicuramente lo facevamo di meno!

Intanto buon lavoro a tutti.

Grazie per leggermi! 😉

8 giugno 2014

©Davide Ferrarese


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La potatura della vite come centralità della vita della pianta.

Attraverso la potatura invernale si addomestica la vite alla crescita controllata nello spazio e si definisce il carico produttivo, ovvero il numero di gemme e quindi la produzione di uva che si otterrà. È di fondamentale importanza eseguire una potatura coscienziosa e quanto possibile non invasiva. Ogni taglio apportato alla pianta determina conseguenze dirette ed indirette che si riflettono sulla struttura fisica, sulle condizioni fisiologiche e nelle relazioni metaboliche della pianta stessa fino a determinarne la sua vitalità e la sua longevità.

Il 27 marzo 2014, presso il Consorzio tutela del Gavi, abbiamo organizziamo un incontro unico per il Piemonte sul metodo di potatura Simonit&Sirch (http://www.simonitesirch.it), con l’intervento diretto dei Preparatori d’uva, Riccardo Turata e David Wind.

Da qualche anno mi occupo in modo costante di potatura, frequentando dal 2012 i corsi della Scuola Italiana di Potatura del metodo Simonit&Sirch per imparare i nuovi principi e visitando vigneti tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Piemonte.

Il gruppo Simonit&Sirch è arrivato a definire il metodo della potatura ramificata dopo un lungo periodo di lavoro in campo fatto di osservazione, ma soprattutto di pratica di potatura, durante i quali, per circa 10 anni, si sono messi a fuoco i principali fattori di rischio della salute del vigneto. In particolare sono state indagate le conseguenze indotte dai tagli di potatura a livello del sistema di trasporto linfatico della pianta di vite.

Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto. Il metodo Simonit&Sirch applica una potatura ramificata, con piccoli tagli sul legno giovane, con un approccio lento e mirato. Senza fretta. Si evitano così tagli importanti di ritorno e non si compromette con ferite da taglio il sistema linfatico della vite.

I vantaggi di questa operazione sono molteplici. Le piante con un sistema linfatico integro mostrano analogie nella risposta vegeto-produttiva, si sviluppano in modo omogeneo e sono più costanti nella qualità del prodotto. Grazie a questo sistema di potatura si prevengono le malattie del legno, principale causa di deperimento precoce delle viti. Sono stati perciò anche ridotti i costi di gestione poiché, si allunga la vita produttiva del vigneto senza l’uso di sostanze ma applicando i criteri della medicina preventiva.

Il focus è stato seguito da un centinaio di viticoltori ed operatori del settore, ha destato e suscitato molto interesse per la qualificazione e l’innovazione dell’argomento trattato.

Salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

La coltivazione del vigneto determina la geometrie delle colline, che vuol dire attirare turisti e preservare il suolo da rischi idrogeologici, oltre a  sostenere l’economia delle imprese. Per di più, il patrimonio del nostro bellissimo territorio non è solo quello vitato, ma è soprattutto quello umano, che permette una cura e manutenzione del paesaggio.

Ora dobbiamo pensare alla prossima campagna in corso, ma con l’obiettivo di riparlare di potatura entro la prossima estate!

30 marzo 2014

©Davide Ferrarese


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