1. Flavescenza Dorata della vite

La malattia

L’agente causale

La flavescenza dorata (FD) è una malattia epidemica causata da un fitoplasma, parassita microscopico dei vegetali che si instaura nei vasi del floema dove scorre la linfa elaborata (tra epidermide e cambio).

I fitoplasmi sono organismi a metà strada tra un virus ed un batterio, di struttura molto semplice privi di nucleo differenziato e di parete cellulare.. La FD è da ascrivere a quel gruppo di malattie, tutte causate da fitoplasmi, che vengono indicati con il termine generico di “giallumi” (dall’inglese yellows).

Ma non tutti i giallumi sono FD. Solamente negli ultimi anni, con l’affinarsi di metodiche di indagine del DNA quali PCR (polymerase chain reaction) ovvero “amplificazione genica” e RFLP (restriction fragment lenth polymorphism) “polimorfismo di frammenti di restrizione”, si sono potute indagare le caratteristiche dei fitoplasmi ed associare a loro le sintomatologie. I giallumi possono essere ricondotti a tre gruppi di fitoplasmi così classificati: EY (elm yellows group = giallume dell’olmo) che comprende l’agente delle FD; AY (Aster Yellows group = giallume dell’astro); XD (X disease = malattia X del pesco); Stolbur group che comprende l’agente del Legno nero (LN).

La diffusione della FD è causata da un insetto vettore, il cicadellide Scaphoideus titanus e anche mediante materiale di moltiplicazione contaminato introdotto in zona con i nuovi impianti o con i rimpiazzi.

I sintomi riconducibili alla FD e ad altri fitoplasmi della vite sono (elencati in ordine di tempo di comparsa dalla primavera all’autunno) :

1) mancato germogliamento del capo a frutto che però fino a tutto giugno rimane irrorato da linfa e con le gemme vive oppure “germogli striminziti” dal capo a frutto;

2) germogli con internodi accorciati, andamento a zig-zag e foglie piccole e arricciate (più avanti nella stagione rispetto al germogliamento);

3) arrossamenti o ingiallimenti attorno alle nervature delle foglie (se avvengono a inizio stagione le foglie colpite si staccano dopo poco, picciolo compreso);

4) disseccamento delle infiorescenze (se avviene precocemente dopo un po’ si stacca);

5) necrosi e disseccamento del germoglio;

6) arrossamenti o ingiallimenti di settori di foglia delimitati dalle nervature principali mai marginali;

7) distacco anticipato delle lamine fogliari con i sintomi precedenti;

8) appassimento anche solo di parte di porzioni di grappolo già invaiato;

9) lignificazione mancata o irregolare del tralcio che ne può conferire un aspetto flessuoso e gommoso;

10)marcato ripiegamento dei lembi fogliari verso il basso, cioè accartocciamento a triangolo, sin dalla tarda primavera, pressochè simultaneo su tutte le foglie dello stesso tralcio (tale sintomo non deve essere confuso con l’accartocciamento di tipo virale che compare a inizio estate e colpisce prima le foglie più vecchie ed è associato ad arrossamenti che iniziano dai margini fogliari);

11)ispessimento della lamina fogliare;

12)presenza di pustole solitamente sul 1° internodo dei tralci (la dimensione e la forma delle stesse è diversa tra le varietà e varietà).

I sintomi descritti sono soggetti a variazioni di manifestazione secondo la cultivar e l’annata:

  • ogni sintomo da solo non è specifico di questa malattia ma l’osservazione di più sintomi tra quelli descritti sulla stessa pianta è molto attendibile per l’identificazione della stessa;
  • per le cultivar barbera, dolcetto e bonarda qualche foglia con chiaro sintomo di arrossamento perinervale è sufficiente per considerare la pianta infetta da fitoplasmi. Inoltre solitamente è un sintomo che in queste varietà compare come prima manifestazione della malattia. In assenza delle colorazioni perinervali utilizzare per l’identificazione della malattia la contemporanea presenza di germogli striminziti e grappolini secchi;
  • per le cultivar a bacca bianca sembra che la colorazione perinervale non sia il primo sintomo; sono frequenti invece “germogli striminziti” sul capo a frutto che tendono a disseccare dall’apice, il disseccamento dei grappolini, la gommosità dei tralci (tutti sintomi visibili generalmente più a giugno). Nel caso di chardonnay un sintomo iniziale caratteristico può essere il “germoglio a embrice” cioè con internodi raccorciati, andamento a zig zag, e disposizione delle foglie sul tralcio come le tegole di un tetto

© Davide Ferrarese

25 luglio 2013

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