Luglio 2011 a Gavi

A luglio si è chiuso l’anticipato exploit estivo di aprile e maggio, due mesi straordinariamente caldi e asciutti, che già in parte si era mangiato con giugno che  aveva avuto un numero medio di pioggia tra i sette ed i dieci giorni in totale.

E’ fuor di dubbio che questo fresco si fa notare in quanto ci eravamo ben abituati negli ultimi dieci anni a vivere le cinque estati più calde della nostra storia: quella ormai leggendaria del 2003, e in ordine di intensità quelle del 2009, 2006, 2005 e 2010.

Poco di buono per le viti, anche se per fortuna la forte precocità primaverile permette di stare tranquilli.

Di sicuro dove la variabilità climatica ha accentuato le sue caratteristiche, si nota disomogeneità sulla vegetazione della vite. La forte e veloce crescita primaverile ha impresso una scarsa vegetazione rispetto alla produttività dell’uva che è maggiore nel rapporto con quest’ultima. Molti si chiedono se è necessario cimare una seconda volta o se aspettare anche se i grappoli sono già in fase avanzata, e dal punto di vista sanitario ci sono molti presupposti per lo sviluppo della botrite dei grappoli in fase di maturazione.

Come già in buona parte della stagione, il vento l’ha fatta da padrone con punte da 26 km/h il 17, ma con velocità inferiori anche negli altri giorni di luglio. Anche la pioggia non è mancata il 19 alla sera (13 mm), con un po’ di grandine di notte nella zona di Monterotondo, tanto che l’indomani ci siamo alzati con una temperatura minima di 11°C. Poi pioggia il 23 ed 24 con 10 mm totali circa, e quasi 30 mm il 27.  In pratica abbiamo assaporato il caldo e l’umidità afosa nelle prime due settimane del mese con 33°C l’11 luglio.

Infatti l’oidio ha fatto comparsa nei filari maggiormente coperti dalla vegetazione. Da segnalare l’aumento indiscriminato di piante affette da fitoplasmi.

Davide Ferrarese

11 agosto 2011

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