Costruire la fertilità del suolo

E anche quest’anno il prezioso lavoro della coltura di copertura è quasi terminato. 

Sei mesi circa di una stagione climatica non favorevole, dove le piogge in autunno sono arrivate copiose, un inverno asciutto abbastanza freddo con poca neve e molto ventoso, e una siccità primaverile che ha perdurato fino questi giorni, dove solo con aprile  è arrivata un po’ di pioggia. 

Sono stati utilizzati miscugli da 10 fino a 14 specie tra graminacce, leguminose e crucifere, seminati dopo la vendemmia.

Un progetto di gestione del terreno per incorporare sostanza organica, portare ricchezza biologica, proteggere e arricchire i suoli, facendolo lavorare anche in superficie dalle radici delle essenze erbacee.

La coltura di copertura permette di scoprire la capacità di costruire fertilità partendo da biomassa da nutrienti catturati e fissati passando per la sostanza verde e successivamente quella organica, e con la capacità di competere con le erbe infestanti.

Nel 2019 lo sviluppo è stato inferiore rispetto a quello dello scorso anno, ma che si è ripreso successivamente alle piogge di aprile e che in ogni svolgerà il suo importante lavoro

Adesso sta a noi individuare il metodo di gestione più consono ai suoli e agli obiettivi tecnici.

28/4/2019

© Davide Ferrarese – VignaVeritas

Mal dell’esca, grande affluenza al Convegno organizzato dal Consorzio Tutela del Gavi

Villa Pomela, Novi Ligure, 14 Marzo 2019

Hanno partecipato oltre 200 viticoltori, tecnici, studenti, vivaisti da tutta Italia, dimostrando l’interesse e l’attualità di un tema  – quello delle Malattie del legno – che condiziona il lavoro in vigna.

Ecco le conclusioni della discussione.

L’incontro “Non abbocchiamo all’esca” ha riunito questa mattina a Villa Pomela, Novi Ligure, duecento persone tra viticoltori, tecnici, studenti e vivaisti che sono intervenuti per ascoltare i maggiori esperti internazionali  delle Malattie del legno, invitati dal Consorzio Tutela del Gavi. 

Il seminario dedicato al Mal dell’esca ha evidenziato come non si possano affrontare queste patologie con un’unica tecnica di cura, ma come sia necessario approcciare piuttosto il problema “a sistema” considerando tutti gli aspetti agronomici: scelte di impianto, terreni vocati, barbatelle e porta innesti selezionati, gestione del vigore del vigneto. Senza trascurare evidentemente l’impatto di un clima sempre più imprevedibile nelle ultime stagioni.

Problemi condivisi da tanti produttori che in Italia, tra Mal dell’Esca e Flavescenza Dorata rischiano il 10% del proprio vigneto all’anno.

La buona notizia è che il Mal dell’esca – da definire meglio al plurale perché si tratta di una serie di patogeni che colpiscono vigne sempre più giovani –  si può prevenire.

Attraverso delle scelte e tecniche vivaistiche oculate e soprattutto recuperando la professionalità, il saper fare in vigna, in particolare nelle delicate operazioni di potatura, perché la malattia si manifesta molto più spesso quando ci sono tagli errati.

Il grande patrimonio costituito dal “Vigneto Italia” va tutelato attraverso una conoscenza approfondita delle tecniche di potatura, perché non si hanno ancora abbastanza dati concordi  sull’efficacia dei vari prodotti curativi e preventivi. Anche la recente introduzione della tecnica di dendrochirurgia, ovvero l’asportazione dalla pianta del legno malato, pur restituendo segnali incoraggianti non fornisce dati di lungo periodo.

Il Convegno, inoltre, ha confermato la maggiore sensibilità di alcuni vitigni alle Malattie del Legno rispetto ad altri, in particolare Croatina e Bonarda, mentre al contrario il Nebbiolo risulta meno suscettibile alla patologia.

Roberto Ghio, Presidente del Consorzio Tutela del Gavi, è particolarmente orgoglioso della giornata appena trascorsa: “Sono veramente soddisfatto che questo incontro internazionale abbia attratto la curiosità di tutto il territorio piemontese e oltre, e che sia stato così partecipato. Gavi e la sua denominazione diventano un luogo di confronto per tutti i tecnici e i produttori, un centro di cultura e di dibattito sulla vite e la viticoltura, come il Consorzio Tutela si è prefissato. Bene quindi che fossero presenti in aula tanti giovani e studenti delle scuole del territorio pronti ad ascoltare gli aggiornamenti su queste patologie”.

Ecco gli illustri relatori moderati da Costanza Fregoni, delle Donne della Vite e responsabile di Horta srl presenti questa mattina: da Firenze, la prof.ssa Laura Mugnai del DAGRI, Dipartimento Di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali; dalla Svizzera il Dr. Olivier Viret,Responsabile del Centre de compétence cultures spéciales (DEIS) (DGAV), dalla Francia Marc Birebent, Presidente di Worldwide Vineyards, gli italiani Simonit&Sirch preparatori d’uva e il dott. Eugenio Sartori di Vivai cooperativi Rauscedo. Hanno portato le loro esperienze anche Davide Ferrarese (VignaVeritas) Consulente viticolo del Consorzio tutela del Gavi e Matteo Ascheri, in qualità di produttore e di Presidente del Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.

Comunicazione e Ufficio Stampa – The Round Table per il Consorzio Tutela del Gavi