dopo la vendemmia . . .

Anche se ancora “storditi” dalla vendemmia, è tempo di bilanci e riordino delle idee di quanto fatto in campagna.

L’annata è stata una delle più complesse e particolari degli ultimi 15 anni, almeno per me. Eravamo abituati a ben altre vendemmie, ma quest’anno il tempo ci ha messo a dura prova durante tutto il 2013, anche se possiamo dire che le vigne e le uve trattate bene hanno avuto buoni risultati e maggior qualità.

Siamo partiti impostando la potatura secca con nuove attenzioni e maggior rispetto della pianta anche per cercare di contenere la continua diffusione del mal dell’esca (potatura soffice – potatura ramificata), abbiamo lavorato il suolo con una nuova visione, rispettando la fertilità biologica e rinnovando le tecniche meccaniche ed inserendo la pratica del sovescio, fino ad arrivare alla difesa fitopatologica escludendo tutti i prodotti di classe tossicologica Xn, T, T+ (quelli che richiedono il patentino per intenderci), e siamo stati molto attenti nell’impiego degli insetticidi obbligatori per la lotta alla flavescenza dorata, elaborando il così detto progetto di difesa avanzata, rispettando al massimo chi opera in campagna ed il consumatore finale.

In una stagione ad alta pressione per le malattie fungine, non sono stati utilizzati gli antibotritici chimici con ottimi risultati sanitari sulle uve.

Abbiamo integrato la difesa chimica con l’impiego dei microrganismi utili ed iniziato anche con la difesa biologica, ritoccabile e sicuramente migliorabile.

Abbiamo eliminato o ridotto l’impiego del diserbo sotto fila.

Diciamo che ci siamo comportati in modo molto sostenibile! e quasi sempre con buoni risultati.

Adesso riprendiamoci i nostri tempi, e ripartiremo con la Cattedra Ambulante per incontrarci e parlare anche con il personale aziendale su argomenti vecchi ma altresì nuovi, come la prossima potatura secca.

Grazie per leggermi!

© Davide Ferrarese

11 ottobre 2013

Sarebbe meglio non vederlo…l’oidio

Questa mattina sono stato in diversi vigneti per i soliti sopralluoghi di campo, e passando tra un filare e l’altro ho trovato un pò di oidio.

E’ già da qualche giorno che ho visto qua e là i primi acini, ma in questi filari c’è qualcosa di più..

Non posso dirvi molto di più, poichè non ho seguito direttamente la difesa anciticrittogamica, ma quest’anno sarà sicuramente un bel problema la sua lotta, dopo i danni che ha già fatto la peronospora.

@ Davide Ferrarese

10 luglio 2013

Il clima di luglio a Gavi

A giugno l’estate non è ancora arrivata, è stato un mese molto più primavera di maggio.

Affermare che è stato un po’ caldo e mediamente piovoso non basterebbe certo a dare la giusta importanza alle varie vicissitudini che si sono succedute nel corso del mese, di cui tutti abbiamo risentito. Anzitutto, dobbiamo premettere che giugno è iniziato sotto una pesante eredità, quella lasciata dalla primavera con un’emergenza siccità molto pesante., portando quelle piogge che in pochi si sarebbero aspettati, talvolta molto intense: il meteo si è rivelato infatti perturbato a partire dal 1 del mese con 25 mm di pioggia, con un break nuvoloso ed ud umido di un paio di giorni per piovere nuovamente il 5 ( 26 mm) ed i giorni seguenti per circa 30 mm totali e per tornare il bello dal 9 e 10 di giugno.

Questa prima decade è stata preoccupante per poter intervenire con i trattamenti fitoiatrici poiché molto vigneti erano scoperti contro peronospora ed oidio, e per di più la pioggia è caduta durante la piena fioritura del cortese, causando la caduta di alcuni fiori e racimoli, producendo grappoli più radi.

Successivamente ha smesso di piovere ed oltre ai trattamenti anticrittogamici effettuati con non poca difficoltà per poter praticare molto bagnati, sono stati completati i lavori di palizzatura e di cimatura, confermando un anticipo fenologico della vite di una decina di giorni.

Il 17 ed il 18 mese ha tirato un forte vento, oltre i 25 km/orari ma senza arrecare gravi danni.

Le ultime settimane del mese sono state abbastanza calde, ma non eccessive, con alta percentuale di umidità ed afa negli ultimi giorni, condizioni favorevolissime allo sviluppo dell’oidio.

Tant’è vero che in alcuni vigneti sono apparsi acini colpiti dalla crittogama ed anche quest’anno sono comparse le primi viti affette da flavescenza, malattia che mostra incrementi nella sua incidenza.

Davide Ferrarese, 9 luglio 2011