Potatura di allevamento della vite

Ho caricato un breve video sulla potatura di allevamento della vite.

Si tratta di piante di timorasso messe a dimora nel 2012 in Val Borbera  (Rocchetta Ligure – AL), La tecnica è d’impostare una potatura ramificata.

18 marzo 2013

© Davide Ferrarese

Potatura a Guyot del timorasso

Ho caricato un breve video sulla potatura a Guyot del vitigno timorasso in Val Barbora.

Le viti sono state piantate nel 2006, e dal 2012 abbiamo iniziato a potarle con le attenzioni della potatura soffice e ramificata.

18 marzo 2013

© Davide Ferrarese

L’inverno, anche quello del potatore!

L’inverno è il periodo che va dal 21 dicembre al 20 marzo, in cui il sole, raggiunto il suo punto più basso sull’orizzonte nel giorno del solstizio d’inverno, inizia a risalire, fino al giorno dell’equinozio di primavera. Dal nord al sud dell’Italia è davvero straordinario, con diversità climatiche importanti da un luogo all’altro.

Sicuramento l’elemento principale che accumuna tutte le realtà di viticole, è la parola riposo che in questo periodo l’inverno costruisce per la pianta.

Riposo è per la vite, che dopo la vendemmia e il suo accumulo radicale, perde le foglie in attesa del prossimo germogliamento, non tanto quanto invece per il viticoltore..

Questi giorni sono momenti dell’anno in cui si preferirebbe stare al chiuso, poiché le temperature fuori, sono abbastanza rigide per lavorare una giornata intera, anche se in mezzo ai vigneti si vivono momenti e paesaggi unici, in stretto rapporto con l’ambiente e le piante!

Nel passato, questi periodi dell’anno erano anche i tempi per fare la legna: ossia il taglio del bosco per l’uso domestico nelle stufe di casa, oppure per i pali necessari nei vigneti.

Tornando alla vite in inverno, quando la linfa e le riserve sono scese profondamente nelle radici, resiste molto bene al freddo. Nello scorso inverno abbiamo raggiunto temperatura minime che non si vedevano da tempo: in alcune parti d’Italia durante la notte si sono registrate punte a -17/-18 °C , che vengono ancora ben sopportati dalla pianta, ovviamente a seconda della situazione generale attorno.

Il limite è appunto situato al di sotto dei -15/-20°C, e dipende molto anche dalla posizione fisiografica del vigneto e dalla presenza o meno della neve, che permetterebbe di raggiungere temperature meno inferiori nei pressi delle piante.

Contrariamente alle vigne ben radicate e più anziane, le piante giovani sono sensibili al freddo d’inverno, così come le vigne molto produttive, oppure quelle che sono maturate male (imbrunimento dei sarmenti alla fine dell’estate, che ne testimonia la costituzione di riserve da parte della pianta).

In questo momento di massimo riposo per le viti, il lavoro principale è quello della potatura, un lavoro che richiede esperienza e capacità, poiché fondamentale per la qualità delle produzioni e la longevità della vigna. Si passa dalla fase produttiva appena terminata, a quella futura sia di nuove produzioni ma soprattutto di equilibrio della pianta.

Il lavoro ha comunque anche per noi una breve parentesi di riposo, poiché più calmo e meno stressante di altri periodi della stagione, giusto quello che ci vuole per non sbagliare l’importante lavoro della potatura.

In ogni caso, quando la temperatura scende abbondantemente sotto lo zero, generalmente verso i -5 °C, i viticoltori smettono di tagliarla,  un po’ a causa della difficoltà del lavoro in queste condizioni, ma anche perché il legno si indurisce e attraverso i tagli della potatura, il freddo può penetrare profondamente nella pianta.

Un altro motivo per riposare, anche noi..!

31 dicembre 2012

© Davide Ferrarese