GELATE NERE 2021, 8/4/2021

Analisi della situazione

giovedì 8 aprile 2021 – intorno alle ore 8 dalla rete ARPA Piemonte sul territorio di Langhe, Roero e Monferrato: sono evidenti le condizioni di inversione termica tra i fondovalle e le colline. -7.7°C di Castell’Alfero ima anche altrove sono notevoli i valori a bassa quota, quasi ovunque compresi tra -3 e -6°C. Un pò meglio sopra ai 300/350 m di quota, con temperature di +2/+4°C su medio-alte colline tra 400 e 700 m, grazie alle brezze che hanno continuato a soffiare durante le ore notturne.

Quello che si è verificato sono state le gelate asciutte o secche che si verificano con l’abbassamento di temperatura a livelli marcatamente al di sotto degli 0°C, e contemporaneamente con l’assenza di umidità nell’aria. 

Il perdurare di queste condizioni può determinare infatti il congelamento vero e proprio della vegetazione che, con il successivo rialzo termico, risulterà non più funzionale, per cui si potranno verificare sia l’afflosciamento che l’annerimento dei germogli (da cui il nome di “gelate nere”). Altri organi della pianta soprattutto a carico dei germogli o delle gemme, bisognerà effettuare ulteriori verifiche nei prossimi 10-15 giorni .

Le prospettive non sono sempre positive e le possibilità di intervento non sono molte: può essere vantaggioso valutare ora attentamente le caratteristiche delle lesioni, per verificare la successiva ripresa della vegetazione e, in relazione a ciò che avviene, intervenire con trattamenti specifici per aiutare la pianta nel recupero.

Gli organi interessati all’evento dipendono davvero da molte peculiarità sicuramente che riguardano la varietà, la fase fenologica, la posizione sulla collina, la posizione dei germogli rispetto al suolo, la gestione del terreno ed altro ancora, potremmo fare verifiche su:

  1. gemma cotonosa (BBCH01),
  2. gemma in apertura (BBCH05-10),
  3. germoglio con asse del germoglio primario visibile (BBCH11),
  4. germoglio con foglie distese (BBCH12-13)

Brevi considerazioni

Sicuramente bisogna confermare che questi eventi sono sempre di maggiore attualità poiché l’ultimo misurato è quello  4 anni fa del 2017 (http://www.davideferrarese.it/gelate-primaverile-del-19-20-21-aprile-2017-e-indicazione-per-la-potatura-secca/).

Però non farei una considerazione sulle basse temperature del mese di aprile in quanto per quanto seppur eccezionali sono abbastanza ricorrenti (http://datimeteoasti.it/articoli/danni-gelate-tardive-aprile-2021/?fbclid=IwAR0tcuT8n3GTF9ZtJt4uIG3RS63llEzeIwQPhQr4Zj6WmkDMYHa6K8D3ndg) , ma cercherei di focalizzare l’attenzione su quella che è la precocità delle fasi fenologiche ed in particolare sulla riduzione dei giorni che ormai decorrono dalla fase fenologica del pianto alla raccolta delle uve. 

Considerazioni che premono sulla qualità finale del raccolto e che devono prendere in considerazione una nuova viticoltura specifica del vitigno e dell’area di produzione. 

Io sento una forte necessità di rivedere il modello viticolo, dalla potatura  in particolare sull’epoca e tutto quello che passa dalla parete vegetativa delle piante, dalla sua gestione durante la potatura verde, ma anche la sua progettazione per quanto riguarda spazi e dimensioni occupate.

10 aprile 2021

© Davide Ferrarese