Giugno 2012, che tempo ha fatto a Gavi..

Vento, vento e ancora vento!

E’ stato davvero fastidioso, non ha mollato un attimo se non per qualche giorno qua e là.

Infatti già il 3 del mese non ci ha lasciato quietare, poi ha messo assieme qualche giornata variabile e nuvolosa, ma senza pioggia, sicuramente difficile per fare i trattamenti.

Il 12 del mese ho trovato peronospora su foglia, non molto diffusa ma trovata, una cosa strana se collegata alle piogge di maggio…

Dalla metà del mese siamo passati dalla primavera direttamente all’estate, con temperatura calde a partire dal 17 di giugno, con qualche goccia il 20 e 6-7 millimetri il 21, un temporale nel tardo pomeriggio che ha tenuta bagnata la vegetazione per tutta la notte.

In vigneto la fenologia delle piante ha avuto un buon decorso, in linea con le medie stagionali, dopo il rallentamento accusato con il mese di aprile dove tutto era stato rallentato con le basse temperature e le piogge. Siamo andati in fioritura verso la prima metà del mese, anche se è stata fortemente disturbata dal vento.

Le cimature sono iniziate in modo difforme, qualcuno prima della fioritura e qualcun altro appena dopo, anche compatibilmente ai lavori di palizzatura.

Verso la fine è apparso l’oidio, con una recrudescenza molto alta. Per di più quest’anno sono apparse prima del solito i sintomi del mal dell’esca, e della flavescenza dorata.

Davide Ferrarese, 16 luglio 2012

Quello che non dovrebbe succedere in fioritura

La fioritura della vite, è una delle fasi fenologiche più delicate della sua stagione.

In questa periodo si determina la futura quantità di uva e la sua qualità. La velocità con cui questa fase avviene è determinante per la positività del suo risultato.

La disponibilità d’acqua è fondamentale, ma gli eccessi possono essere dannosi per il completamento dell’allegagione e della formazione dei primi acini. Per di più, in questo stadio la pianta è notevolmente sensibile alle patologie fungine.

In quest’annata alcune aree viticole soprattutto al nord sono state interessate da copiose piogge e temporali che hanno iniziato con i primi di giugno e si sono protratte per oltre dieci giorni.

Le varietà che erano in fioritura hanno risentito dell’andamento climatico della prima settimana di giugno con ripercussioni negative sull’allegagione con perdita di fiori e di frutticini.

Nella foto allegata si vedono alcuni acini già in formazione mentre ci sono anche fiori che hanno abortito lasciando i loro residui sul rachide in attesa di cadere.

Si potrà sapere qualcosa di più dell’allegagione appena si formeranno meglio gli acini, e con il probabile risultato di vedere grappoli più spargoli e aperti che qualitativamente potranno essere una conseguenza positiva.

Bisogna comunque tenere alta la guardia per evitare la partenza di malattie fungine quali la peronospora e la botrite che invece farebbero perdere grappoli e danneggerebbero la qualità.

Davide Ferrarese

10 giugno 2011