Allunghiamo la vita dei vigneti! La potatura della vite, come centralità della vita della pianta (Metodo di potatura Simonit&Sirch)

Con l’avvio della stagione di potatura, abbiamo ripreso progetto di potatura per i vigneti del Gavi docg e di altre zone (Timorasso e Barbera). Per il secondo anno consecutivo, presso il Consorzio di Tutela del Gavi, abbiamo coinvolto una cinquantina di potatori di diverse Aziende applicheranno il metodo nei propri vigneti.

La potatura è un argomento di sicuro fascino, importante e fondamentale per molti, poiché da qui la viticoltura trae alcune basi per i produttori, per gli imprenditori, per l’economia locale, per il turismo e per l’ambiente. Mal dell’esca, costi di potatura secca e potatura verde (scelta germogli), longevità e produttività del vigneto, sono argomenti strettamente correlati.

Un’investimento importante per il patrimonio delle Aziende, sia umano che vitato: salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.

Le Aziende che aderiscono al progetto sono: Marchese Luca Spinola, Montobbio Maurizio, Biné, Fontanassa, La Colombera, La Zerba, Morgassi Superiore, Traverso Marco, I Brambi, Torriglia Antonella, Poderi Rosso Giovanni, Tenuta La Marchesa, Broglia Gian Piero, La Centuriona, La Mesma, Villa Sparina, Ottosoldi e Cooperativa Pusabren.

 

5 dicembre 2015 ©Davide Ferrarese

#pruninguys #simonitesirch #Piemonte #Gavi #Langhe #Barolo #Monferrato #Guyot #cordonesperonato

Il progetto di potatura avanza!

Con il mese di maggio abbiamo concluso il primo anno del progetto di potatura con il metodo Simonit&Sirch.

Un investimento importante per il patrimonio delle Aziende, sia umano che vitato: salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir, ed il personale stesso si sente maggiormente coinvolto, attivo e valorizzato per quello che fa e può fare!Con il germogliamento della vite, abbiamo ripreso la formazione del personale in aula ed in vigna per poi passare direttamente all’avviamento dei cantieri delle singole Aziende aderenti al progetto.

Il lavoro è stato quello della “sgarzolatura” e della “scacchiatura”, operazioni che sono state effettuate impostando il metodo e seguendo quanto praticato anche nella potatura secca, ma che tecnicamente viene indicato come scelta dei germogli.

Il tempo di maggio è stato molto buono, non ha piovuto e ci ha permesso di passare velocemente nei vari vigneti per formare il personale incaricato, che in questa fase è stato molto numeroso, oltre settanta-ottanta persone! Il lavoro è stato determinato, costante e continuativo, in modo da affiancare chi deve gestire l’operazione di gestione del verde.

Con l’inizio del 2015, appunto assieme ai Preparatori d’uva abbiamo avviato il progetto di potatura con il metodo Simonit&Sirch per i vigneti del Gavi docg e di altre zone, presso il Consorzio di Tutela del Gavi con i potatori di diverse Aziende che hanno iniziato ad applicare il metodo nei propri vigneti.

Le Aziende che aderiscono al progetto sono: Marchese Luca Spinola, Montobbio Maurizio, Biné, Fontanassa, La Colombera, La Zerba, Morgassi Superiore, Traverso Marco, I Brambi, Torriglia Antonella, Poderi Rosso Giovanni, Tenuta La Marchesa, Broglia Gian Piero, La Centuriona, La Mesma, Villa Sparina e Ottosoldi.

29 maggio 2015

©Davide Ferrarese

Allunghiamo la vita dei vigneti! La potatura della vite, come centralità della vita della pianta

Da qualche anno vi parlo in modo costante di potatura.
La potatura è un argomento di sicuro fascino, importante e fondamentale per molti, poiché da qui la viticoltura ne trae le sue basi per i produttori, per gli imprenditori, per l’economia locale, per il turismo e per l’ambiente. Mal dell’esca, costi di potatura secca e potatura verde (scelta germogli), longevità e produttività del vigneto, sono argomenti strettamente correlati.
Dal 2012 ho frequentato i corsi annuali della Scuola Italiana di Potatura del metodo Simonit&Sirch visitando diversi vigneti ed il loro campus in Friuli Venezia Giulia.
Il gruppo Simonit&Sirch è arrivato a definire il metodo della potatura ramificata dopo un lungo periodo di lavoro in campo fatto di osservazione, ma soprattutto di pratica di potatura, durante i quali, per circa 10 anni, si sono messi a fuoco i principali fattori di rischio della salute del vigneto, diventando consulenti in più di 20 anni in diverse zone viticole del mondo, non ultima Chateau d’Yquem in Francia.
I Preparatori d’uva hanno indagato le conseguenze indotte dai tagli di potatura a livello del sistema di trasporto linfatico della pianta di vite. Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto.
Con l’inizio del 2015, i Preparatori d’uva lavoreranno in un progetto di potatura per i vigneti del Gavi docg e di altre zone coinvolgendo al Consorzio di Tutela del Gavi i potatori di diverse Aziende che poi applicheranno il metodo nei propri vigneti.
Un’investimento importante per il patrimonio delle Aziende, sia umano che vitato, in un momento generale particolarmente delicato: salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.
Le Aziende che aderiscono al progetto sono: Marchese Luca Spinola, Montobbio Maurizio, Biné, Fontanassa, La Colombera, La Zerba, Morgassi Superiore, Traverso Marco, I Brambi, Torriglia Antonella, Poderi Rosso Giovanni, Tenuta La Marchesa, Broglia Gian Piero, La Centuriona, Villa Sparina e Ottosoldi.

Grazie per leggermi!

16 dicembre 2014
©Davide Ferrarese

Il #timorasso a #laColombera: il #Montino e il #Derthona

Il timorasso una grande passione di Elisa.

Senza tanti ma o perché, lo scorso 8 dicembre ci siamo trovati all’appuntamento annuale per una verticale del timorasso della Colombera.

Intanto un vitigno e due vini: il Derthona, timorasso base derivante dall’assemblaggio di 4 vigneti differenti, mentre il Montino timorasso selezionato da un unico vigneto. Le prime barbatelle sono state piantate nel 1995 allevate a Guyot con  una densità d’impianto è di 4800 ceppi/ettaro con una resa per ettaro di 60-70 quintali di uva. I suoli sono costituiti da argille sia chiare sia scure.

Siamo partiti dalla prima annata in commercio per il Derthona  il 2012 e dal Montino 2011 per arrivare sino al 2004. Ecco alcune brevi note di degustazione.

#Derthona 2012: al naso floreale e frutta (pesca), e fieno in prevalenza; in bocca rotondo e fresco, giovane.

#Derthona 2011: al naso diminuisce la nota fruttata ed aumenta il fieno secco maturo con evidente nota di fior di ginestra; rotondo con un leggero residuo zuccherino dovuto alle difficoltà dell’annata (precoce, e caldissima).

#Montino 2011: all’inizio chiuso al naso, che dopo qualche secondo si apre al minerale e al miele; in bocca complesso e strutturato, supportato dalla spalla acida del vitigno.

#Derthona 2010: equilibrato al naso, il minerale è deciso e si afferma, in bocca morbidezza dovuta all’affinamento in bottiglia, buona freschezza.

#Montino 2010: all’inizio chiuso al naso, che dopo qualche secondo si apre al minerale e al miele; in bocca complesso e strutturato, supportato dalla spalla acida del vitigno.

#Derthona 2009: in questo vino si trovano finezza e complessità, al naso sentori vivi di frutta matura (pera), in bocca grande spazio alla freschezza.

#Montino 2009: al naso sentori vivi di frutta matura (pera e ananas) e miele e decisi sentori minerali (idrocarburi); in bocca grande spazio alla freschezza e lunghezza.

#Derthona 2008 Magnun: al naso le note minerali si affiancano alcune note “fumè” da evoluzione; in bocca inferiore la nota di freschezza.

#Montino 2007 Magnum: al naso intensamente minerale (idrocarburi), arricchite da piacevoli note di fiori bianchi come sambuco e biancospino e in bocca grande sapidità e pienezza.

#Montino 2006: al naso si confermano le caratteristiche marcate dei minerali e finezza del vitigno e in bocca strutturato e pieno di freschezza.

#timorasso 2005: al naso evoluto con note di pasticceria ed in bocca freschezza ridotta.

#timorasso 2004: grande sorpresa per il naso estremamente minerale e tipico, grande sapidità in bocca.

28 marzo 2014

©Davide Ferrarese