Il #2014 fino adesso: #biologico, #sostenibile, #sovescio, #potatura #terreno #diserbo #terroir #peronospora #pluviometro #agricolturadurevole #difesa #trappole #monitoraggio #scafoideo #flavescenza #tignola #ambiente

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Siamo a metà anno, e faccio un piccolo bilancio..

In vigna siamo a caratterizzare il terroir di produzione attraverso ogni tecnica agronomica, passando dalla massimizzazione della qualità dell’uva.

Anche inconsapevolmente, questa meticolosa ricerca ci ha portato ad avere sempre e più particolari attenzioni. Il vigneto ha preso una dimensione globale, tridimensionale, da ogni posizione in cui lo si guardi ha sempre qualcosa di nuovo da trasmettere e migliorare.

Con la potatura secca e la potatura verde impostiamo attraverso il metodo di potatura Simonit&Sirch (http://www.simonitesirch.it/) una nuova educazione nelle piante, ma soprattutto nelle maestranze agricole: il rispetto della pianta e della sua fisiologia, hanno mostrato alcune debolezze che si sono create negli anni a causa del cambio generazionale, dell’incremento delle superfici aziendali e della ricerca a ridurre i costi di produzione.

Avere cura del vigneto ha significato sviscerare anche nuove verifiche al suolo ed alla sua produttività: se vogliamo un’agricoltura durevole e non predatrice, dobbiamo stimolare nuovi modelli di fertilizzazione che favoriscano la fertilità biologica!

Lavoriamo meno e meglio il terreno, ed in alcune Aziende è stato impostato il sovescio: maggiore sarà la sua vitalità, migliore potrà essere l’espressione dei sapori e della qualità proveniente dal terroir, sempre più importante nella crescita di un territorio e dei produttori agricoli.

Su questi temi, potuto vedere all’opera Claude e Lydia Bourguignon (http://www.lams-21.com/artc/1/fr/) che mi hanno davvero entusiasmato.

Poi una delle preoccupazioni maggiori era come sostituire il diserbo, ma dopo qualche anno di prove e di conferme, abbiamo trovato un equilibrio meccanico e di lavoro impiegando, a seconda delle necessità, la spollonatrice come tagliaerba (!!) e l’interceppi a lama o rotante, per smuovere la terra sotto la vite.

Per impostare una difesa attenta alle malattie, ho dotato le Aziende di un pluviometro.. Per alcuni, soprattutto per i più giovani, è stato rivedere l’impostazione della lotta alla peronospora, e per il momento ce l’abbiamo fatta!! trattando sempre in modo preventivo. Ma anche per i fitofagi come lo scafoideo e le tignole ci stiamo attrezzando con trappole di monitoraggio.

Diciamo che stiamo osando un po’ di più, e ci azzardiamo a rispettare di più la pianta e l’ambiente..prima sicuramente lo facevamo di meno!

Intanto buon lavoro a tutti.

Grazie per leggermi! 😉

8 giugno 2014

©Davide Ferrarese

Enovitis 2011, per me una delusione

Per me quest’anno l’enovitis è stato poco interessante.
Segnalo un paio di cose che si possono vedere per valutare e “sapere” qualcosa in più:
– Viteco Cane pruner: che serve per la stralciatura del Guyot, ma che nelle nostre condizioni di coltivazione non lo vedo facilmente applicabile;
– attrezzi per la lavorazione del terreno: tra le file vedo interessanti gli arieggiatori per smuovere la struttura del terreno e rompere le croste di lavorazione; per quanto riguarda la lavorazione interfilare è complessa la scelta di un unico attrezzo ma andrebbe valutato a seconda del terreno;
– gestione della vegetazione: vedo interessanti valutare le nuove legatrici, che si potrebbero provare durante la stagione, compatibilmente con le superfici su cui lavorare;
– materiale per l’impianto dei vigneti: non ci sono grosse novità in merito, se non il “ritorno” del palo in ferro “corten”.
25 novembre 2011
Davide Ferrarese

La nutrizione del vigneto e la sostanza organica: sapere per fare

La fertilizzazione del vigneto è una materia complessa che va presa con molta attenzione.

Per fertilizzazione s’intende insieme di pratiche agronomiche che interagiscono tra loro con lo scopo di migliorare e mantenere la fertilità fisica e biologica del suolo.

In modo molto semplice, l’elemento principale per valutare la fertilità del terreno è la quantità di sostanza organica presente; il parametro che ne esce fuori può essere molto diverso da suolo a suolo, per vari motivi, ma in particolare è in stretto rapporto con il contenuto di argilla alla quale la sostanza organica si lega a formare gli aggregati argillo-umici.

Con questa breve considerazione, si intuisce che anche la gestione del suolo dovrebbe esser fatta in modo da influire in maniera equilibrata sui processi di mineralizzazione e umificazione della sostanza organica, da limitare l’impatto dei mezzi meccanici sulla struttura del terreno, nonché sulla comunità di microrganismi che lo popolano e che trasformano la sostanza organica in elementi nutritivi.

Perché tutta questa importanza alla sostanza organica? Basta rispolverare qualche libro di agronomia per ritrovare i benefici sulle proprietà biologiche e fisiche del terreno.

Il suo valore è stato oscurato dall’avvento delle fertilizzazione minerale, certo bisognerebbe leggere anche i capitoli a riguardo del terreno, della struttura, della granulometria, ed altro ancora, ma non facciamola troppo complicata.

Scegliere di nutrire il terreno per permettere lo sviluppo delle colture in particolare per quelle pluriennali come la vite, anziché nutrirle direttamente, rientra in una gestione consapevole del suolo finalizzata ad uno sviluppo equilibrato di piante sane e ad un aumento della biodiversità dell’agroecosistema, ridotta notevolmente nell’ultimo decennio.

Cerco di entrare un po’ nel concreto: secondo alcuni Autori, l’effetto primario della sostanza organica è, nella maggior parte dei casi relativo più alle caratteristiche fisiche che non a quelle chimiche del terreno. Quando un terreno vergine o a riposo da molti anni viene messo a coltura, la produttività inizialmente dipende dalle proprietà chimiche della sostanza organica, ma quando diventa una coltivazione continua, l’effetto sulle proprietà fisiche assume un ruolo importante, poiché gli apporti dei fertilizzanti diventano efficaci in presenza di condizioni fisiche strutturali durevoli!!

E poi? Bisogna ascoltare o meglio vedere cosa dice il vigneto e come sta.

La nutrizione è un fenomeno complesso che influenza la qualità finale del prodotto.

La concentrazione di un prodotto fertilizzante che forniamo al terreno non si traduce automaticamente in una disponibilità per la pianta, ma dipende dal ruolo della sostanza organica, il tipo di struttura del terreno, la competizione tra i diversi elementi nel terreno (per esempio tra il potassio ed il magnesio), il ruolo dei microrganismi ed altro ancora.

Bisognerebbe anche parlare di analisi del terreno o delle foglie, sensibilità e caratteristiche dei portainnesti e dei vitigni, fertirrigazione e fertilizzazione fogliare ed altro ancora ma intanto proviamo a cercare il vecchio manuale di agronomia e rivalutiamo il ruolo della sostanza organica.

15 ottobre 2011

Davide Ferrarese