Che brutta roba è l’Agrobacterium tumefaciens (rogna della vite)

In questi giorni di potatura, si evidenziano in modo sporadico ma presente alcune piante con con sintomi di rogna della vite: il responsabile è un batterio (

) presente nel terreno che, quando trova condizioni favorevoli, si diffonde non solo sulla vite, ma anche su altre piante arboree. Probabilmente la fertilità del suolo e/o la sua freschezza dettata dalla presenza di umidità sono condizioni predisponenti; utile è la scelta di modelli gestionali della coltivazione come l’opportunità dell’inerbimento e le lavorazioni col ripper talpa o decompattatore per far defluire l’umidità. Inoltre la diffusione può essere favorita dalle lavorazioni, ancor più se queste causano piccole ferite delle viti; per di più conviene potare separatamente le piante infette, ed eliminare quelle completamente compromesse (bruciare il legno). Sfruttare per quanto possibile l’azione battericida del rame quando si usa nei trattamenti anticrittogamici e l’impiego di microrganismi utili antagonisti.

 

© Davide Ferrarese

10 Febbraio 2017

IMG_0806

IMG_6469

Buona prativa viticola, gravi patologie fungine (mal dell’esca)

Sono molte le informazioni scientifiche positive che confermano la validità d’impiego di microrganismi contro le principali malattie patogene più gravi della vite (come il mal dell’esca).
Il loro impiego mette la pianta in situazioni generali di salute migliore, stimolando le proprie difese/induttori di resistenza, e rendendola più attiva nelle situazioni di stress ambientale.
Si tratta di trattamenti da farsi sul bruno (tra aprile e maggio) e proseguire con la stagione vegetativa.
Ritengo molto valida ed interessante questa strada per migliorare e mantenere il patrimonio viticolo, e non aumentare le spese di manutenzione dei vigneti e rafforzare quelli nuovi.
25 marzo 2012
Davide Ferrarese