Potatura soffice, le mie prime impressioni operative

Le operazioni di potatura sono al termine, e quest’anno sono riuscito impostare alcuni filari adottando nuovi accorgimenti legati anche alla scuola di potatura dei Preparatori d’uva.

I filari su cui ho lavorato sono stati di cortese a Gavi, di timorasso in Val Borbera e nel tortonese, e di dolcetto nell’ovadese, per la maggior parte a Guyot, e su vigneti disetanei: dal 3° anno d’impianto sino a viti con oltre 30 anni di età. Ho anche fatto alcuni filari a cordone speronato sempre a cortese a Gavi.

Negli altri vigneti comunque è proseguito un percorso parallelo, con la filosofia di massimizzare le attenzioni sulla pianta:

– evitare tagli grossi, possibilmente sul legno di 1 o di 2 anni massimo;

– mai fare tagli radenti, ma rispettare le gemme della corona;

– favorire il più possibile flussi linfatici lineari all’interno della pianta;

– evitare grossi tagli di ritorno e nel caso dovessero esser effettuati, lasciare adeguatamente delle porzioni di legno distale dal punto di taglio.

Seppur poche e semplici indicazioni, vi assicuro che ho trovato difficoltà nel farle applicare, almeno all’inizio, poiché comunque la quotidianità degli interventi non si modifica in pochi minuti o in qualche ora.

Certo è che facendo visionare i ceppi di vite sezionati che ormai fanno parte del mio baule nella macchina, i potatori hanno mostrato maggior sensibilità.

Invece tornando sul metodo dei preparatori d’uva ho trovato alcune difficoltà che andranno ulteriormente verificate anche con la risposta del vitigno; la ricerca di ramificazione della testa in modo controllato del Guyot, non è così immediato, soprattutto sulle piante già impostate in modo classico (sperone e capo a frutto). Le principali difficoltà riscontrate hanno riguardato:

– non idonea posizione della testa della vite da poterla ramificare, poiché in molti casa è alta;

– ricerca dei due punti vegetativi da cui ramificare sperone e capo a frutto, salvaguardando la produzione dell’annata;

– posizione corretta dei due punti vegetativi in relazione alla legatura a chiudere del capo a frutto.

Inoltre bisognerà verificare la risposta dello sperone potato ad una gemma franca in relazione al vitigno.

Questa prima fase di lavoro la sto portando a termine con la legatura a chiudere sulla testa, e vi assicuro che anche questa operazione non è così immediata e semplice.

Davide Ferrarese

18 marzo 2012