Un maggio davvero strano…

Mah, da una parte non so dove iniziare!

Un mese davvero unico, che ci ha incasinato non poco: pioggia e freddo. E’ stato il più piovoso degli ultimi 150 anni!

Ci sono stati 17 giorni di pioggia per tutto il mese, oltre il 50 % dei giorni disponibili, e con precipitazioni importanti, che non permettevano nell’immediatezza di entrare nella vigna (oltre 100 millimetri di pioggia in 4 giorni, 16, 17, 18, 19 maggio), anche con qualche strisciata di grandine con il temporale notturno dell’11 maggio, in particolare nella zona di Capriata.

E vi assicuro che non è stato affatto facile, fare qualcosa e bene durante questi giorni, perché quando non pioveva c’era il vento!

Quindi la vegetazione della vite si muoveva a rilento, in parte sofferente per le basse temperature e l’eccessiva umidità, e poi sofferente per il ristagno idrico ed il compattamento del terreno dovuto al passaggio dei trattori per i trattamenti anticrittogamici anche in condizioni limite..

E’ così successo nell’ultima decade del mese è comparsa la peronospora, prima su foglia e poi qualcosa su grappolo, ancora poco per il momento, ma vedremo più avanti: quello che è sicuro, è che la primaria quest’anno ce l’abbiamo. Una cosa strana, molto strana: all’inizio stagione non c’erano le condizioni di vegetazione, c’era molta difformità, molta nottua, eppure la carica importante dell’inoculo ha colto molti di sorpresa. (ha salvato quelli che storicamente trattato sempre anche senza le vere condizioni). In Piemonte, ci sono vigneti colpiti sino al 90%!

Quello che si vede nei vigneti, è molta erba e si è passati a fare un giro “scarso” della prima palizzatura.

10 giugno 2013

@ Davide Ferrarese

Pronti, partenza, via!, cosa potrebbe succedere dopo una stagione invernale come quella passata?


La fine dell’inverno ci prepara la ripresa vegetativa della natura e negli ultimi anni la stagione che chiude lo fa sempre in modo più strano e anticipato rispetto alla normalità.

La stagione invernale che ci siamo lasciati alle spalle è trascorsa in gran parte nel più totale anonimato, se escludiamo la prima metà di febbraio che invece l’ha fatta da protagonista con il grande freddo.

Infatti sarà ricordato per il freddo e la neve: sono state sufficienti quelle prime due settimane di febbraio, nella quale si è scatenata una lunga ondata di gelo d’entità tuttavia eccezionale, facendolo risultato addirittura il più freddo dal 1965.

Il bello del mese sono state anche le escursioni straordinarie di 40 gradi che hanno fatto storia: pensiamo a Cuneo, che è passata da una temperatura minima di -13.1 °C registrata il 6 febbraio ad una temperatura massima di +26.4 °C registrata il 29 febbraio!!

Dei mesi precedenti invece si può dire ben poco, anonimato garantito!

Siamo usciti da un’estate rovente con vendemmie bollenti per le alte temperature, e con una fine d’anno sottotono: solo qualche precipitazione nel mese di novembre in alcuni casi abbastanza grave, ma altrimenti niente di chè.

Provate a parlare con gli sciatori che stagione invernale hanno fatto e quanta neve hanno trovato al nord d’Italia, poca o niente!! un disastro totale.

Adesso il grande problema di questo inizio di primavera è la siccità.

La situazione è davvero difficile nelle regioni del Nord e in Toscana: dopo un inverno molto secco, la carenza idrica potrà creare grossi problemi. La mancanza di precipitazioni ormai da mesi affligge le regioni del Centronord, soprattutto quelle settentrionali, che registrano un deficit idrico tra il 30 e il 50% e la cosa è molto grave per la maggior parte dei laghi del Nord. Problema opposto invece al Sud, nel quale spicca la contrapposizione di picchi estremi opposti fra il Settentrione ed il Meridione, dove ci sono state alcune aree dell’Italia meridionale, come la Sicilia, in cui è piovuto molto più del dovuto ed il surplus pluviometrico si è spinto anche oltre il 150%.

Nel frattempo tutto comincia a muovere, in questi giorni sono diverse le segnalazioni di vigneti che iniziano a germogliare, e presentare le così dette punte verdi, con forti anticipi di 10-15 giorni sulle medie stagionali.

Situazione avvantaggiata anche dalle anomalie climatiche della prima metà del mese di marzo che hanno premuto l’acceleratore sulla spinta delle piante.

Nel vigneto dobbiamo prepararci ad affrontare un po’ di tutto, poiché avremo diverse situazioni da affrontare anche singolari.

Le scarse precipitazioni non hanno permesso la distribuzione nella soluzione circolante dei nutrienti apportati al terreno, in una situazione dove già le piante sono arrivate da una stagione 2011 stressante per le stesse a causa delle elevate temperature, quindi si prospettano carenze nutrizionali in vista. Si conferma l’importante del ruolo della sostanza organica, vedi Nutrizione biologica del terreno. Sapere per fare: a residuo zero.

Dovremo vedere la risposta vegetativa delle gemme dopo il freddo intenso che hanno subito a febbraio: ho trovato viti, soprattutto quelli più giovani, che per buona parte del tralcio fruttifero (parlo del Guyot) erano seccati. Inoltre negli inverni molto freddi si parla di incrementi delle malattie del legno.

Altra anomalia che si è riscontrata, è stata la scarsità del fenomeno del pianto: le viti sono passate dalla quiescenza invernale alla gemma cotonosa-punte verdi, senza rilasciare il classico liquido.

Quindi sarà tutto da valutare, ma soprattutto da osservare!, intanto qui non ci capisce più nulla, nenache i meteorologi n sanno più che carte guardare per fare le loro previsioni del tempo.

Davide Ferrarese

4 aprile 2012

il tempo della vendemmia a Gavi, settembre.

E settembre non ci ha risparmiati! Giusto una pioggia benefica che ha portato circa 30 millimetri che ha “salvato” la situazione che stava diventando critica.

Infatti le alte temperature, con assenza di escursione termica, e la forte insolazione hanno messo in crisi i vigneti: le piante più giovani erano in forte carenza idrica e i grappoli maggiormente esposti iniziavano ad appassire. La giornata di pioggia del 4 di settembre è stata davvero provvidenziale.

Le vendemmie erano iniziate per pochi i primi giorni di settembre, e poi a seguire dopo la giornata di pioggia.

Il grosso della raccolta è iniziato con il 12-13 di settembre, anche se durante l’estate sembrava che tutto dovesse iniziare con molto anticipo, ma le prime raccolte di uve non erano così confortanti da procedere con le vendemmie. Infatti, i dati analitici dei campionamenti erano molto differenti tra loro e disomogenei all’interno degli stessi vigneti, creando incertezza nella data d’inizio vendemmia. Le raccolte sono partite a rilento ma si sono anche fermate per ricominciare in modo più deciso dopo qualche giorno

Le uve vendemmiate prima del 10 di settembre non avevano ancora accumulato un buon grado zuccherino, anche se buona parte sono state usate per la base spumante, mentre quelle successive sono state molto interessanti.

Il tempo del mese è stato pressochè estivo, con punte intorno ai 30°C nella seconda settimana di settembre, e giusto una giornata uggiosa e ventosa solo il 18 di settembre.

La vendemmia è decorsa nelle migliori condizioni, anche se con un sacco di polvere e molta fatica per i vendemmiatori che hanno sopportato il forte caldo.

Si inizia a vendere qualche vendemmiatrice in più che ha permesso le raccolte nelle ore più fresche della giornata.

In ogni caso penso che il 2011 sarà un’annata eccellente in termini di maturità tecnologica (accumulo zuccherino, equilibrio acido, eccetera) mentre resta qualche dubbio sulla maturità fenolica. Si segnalano gradazioni alcoliche delle uve raccolte verso la fine della vendemmia oltre i 12,5°, con ottimi estratti (da vino rosso)! Le quantità sono state buone.

Davide Ferrarese, 15 ottobre 2011

Il clima di luglio a Gavi

A giugno l’estate non è ancora arrivata, è stato un mese molto più primavera di maggio.

Affermare che è stato un po’ caldo e mediamente piovoso non basterebbe certo a dare la giusta importanza alle varie vicissitudini che si sono succedute nel corso del mese, di cui tutti abbiamo risentito. Anzitutto, dobbiamo premettere che giugno è iniziato sotto una pesante eredità, quella lasciata dalla primavera con un’emergenza siccità molto pesante., portando quelle piogge che in pochi si sarebbero aspettati, talvolta molto intense: il meteo si è rivelato infatti perturbato a partire dal 1 del mese con 25 mm di pioggia, con un break nuvoloso ed ud umido di un paio di giorni per piovere nuovamente il 5 ( 26 mm) ed i giorni seguenti per circa 30 mm totali e per tornare il bello dal 9 e 10 di giugno.

Questa prima decade è stata preoccupante per poter intervenire con i trattamenti fitoiatrici poiché molto vigneti erano scoperti contro peronospora ed oidio, e per di più la pioggia è caduta durante la piena fioritura del cortese, causando la caduta di alcuni fiori e racimoli, producendo grappoli più radi.

Successivamente ha smesso di piovere ed oltre ai trattamenti anticrittogamici effettuati con non poca difficoltà per poter praticare molto bagnati, sono stati completati i lavori di palizzatura e di cimatura, confermando un anticipo fenologico della vite di una decina di giorni.

Il 17 ed il 18 mese ha tirato un forte vento, oltre i 25 km/orari ma senza arrecare gravi danni.

Le ultime settimane del mese sono state abbastanza calde, ma non eccessive, con alta percentuale di umidità ed afa negli ultimi giorni, condizioni favorevolissime allo sviluppo dell’oidio.

Tant’è vero che in alcuni vigneti sono apparsi acini colpiti dalla crittogama ed anche quest’anno sono comparse le primi viti affette da flavescenza, malattia che mostra incrementi nella sua incidenza.

Davide Ferrarese, 9 luglio 2011

Le piogge di marzo a Gavi

Mentre sono qua che scrivo faccio fatica a ricordare che a marzo ha piovuto parecchio con alcuni giorni veramente intesi, perché aprile ci ha balzato quasi inun’estate primaverile.

Ma per cronaca ricordo che i primi giorni del mese sono stati freddi e con 20 centimetri di neve (il 3 del mese) che sono proseguiti con nuvole e freddo per 7-10 giorni.

I lavori in vigneti sono avanzati a rilento e per fortuna la natura si è comportata  alla stesso modo aspettando migliori temperature. Le potature non sono ancora ultimante e in qualche vigneto iniziano le stralciature e la legatura del capo a frutto.

La settimana dal 13 al 17 è stata interessata da copiose piogge facendo cadere in 4 giorni quasi 130 millimetri di acqua, con conseguenti rotture dei filari che in alcuni casi hanno causato smottamenti. Problemi sia per i vigneti già piantati e per i terreni che dovevano essere interessanti da nuovi impianti.

Invece l’ultima decade del mese è percorsa solatia e con la ripresa delle temperature, che hanno accompagnato il risveglio della natura.

Davide Ferrarese, 17 aprile 2011

La stagione invernale 2011, costante.

Ormai siamo a chiudere la porta dell’inverno mentre apriamo quella della primavera e per i viticoltori iniziano i tempi più impegnativi.

L’inverno di quest’anno non è stato è particolarmente rigido ma più che altro costante.

È iniziato presto con le piogge di novembre per arrivare sino alla prima settimana di marzo portando neve e freddo in giro per l’Italia. Le temperature non sono mai state particolarmente rigide, salvo alcuni periodi, ma comunque consoni alla stagione ed alla salute delle piante! Quest’inverno è tornata dopo anni di assenza anche la nebbia che è arrivata sino alle colline.

In questo contesto generale le potature hanno avuto un decorso regolare permettendo un organizzazione dei lavori per arrivare in tempo con la preparazione delle viti alla nuova stagione, e portare a termine in questi periodo la stralciatura, la legatura del capo a frutto (ove necessario) e la manutenzione dei pali e dei fili per i vigneti più vecchi.

Un decorso regolare favorisce le fasi della vite, nel senso che a partire dalla caduta delle foglie sino al germogliamento ed al pianto, che partirà fra pochi giorni, maggiore sarà la regolarità stagionale e migliore seguirà il decorso fenologico.

Certo che le copiose piogge dell’autunno hanno creato per alcuni casi terreni gonfi di acqua nelle situazioni pianeggianti, oppure erosione superficiale per quelli posti in maggior pendenza. Entrambi i fenomeni non sono positivi dato che causano nella prima situazione asfissia radicale con scarso o nullo assorbimento radicale, mentre nel secondo caso avviene la perdita di fertilità e dei nutrimenti utili alla vite.

Sicuramente a quanto detto fanno eccezione i vigneti opportunamente preparati per l’inverno, dove nei terreni piani sono state fatte lavorazioni del terreno per garantire un drenaggio sotterraneo (con ripper-talpa per esempio) e nei vigneti in pendenza sono state ridotte le lavorazioni superficiali o è stato predisposto l’inerrbimento, e predisponendo opportuni fossi di scolo.

Le piante reagiscono a tutto ciò in modo consistente in quanto la nuova crescita rappresenta il collegamento naturale tra le successive fasi e l’intromissione di fenomeni esterni, ambientali e umani, ne caratterizzeranno il prossimo comportamento.

Davide Ferrarese

21 marzo 2011

Il tempo a Gavi, il mese di gennaio 2011

Uggioso e nebbioso, poco da segnalare per un mese che non ha avuto caratteristiche da mese invernale. È stato veramente in tono minore rispetto al mese precedente di dicembre.

Il mese di gennaio ha visto in genere prevalere temperature superiori alla norma, giornate intere grigie, nebbia totale, fino alla fine del mese; dal 20 di gennaio le temperature minime sono nuovamente scese sotto lo zero (-2, -4, -7,) con il ritorno della neve al 30 gennaio, con circa 30 centimetri.

In questo contesto i vigneti sono stati potati a fatica, tra il fango che non lasciava camminare in mezzo ai filari ed il freddo che entrava nelle ossa.

Davide Ferrarese

10 febbraio 2011