TECNICA E RICERCA, LA SELEZIONE MASSALE: il recupero delle biodiversità e dei vecchi vigneti SUGGERIMENTI OPERATIVI PER LA PIANIFICAZIONE DEL LAVORO

1) ricerca di vigneti preferenziali ove concentrare le osservazioni.

Detti vigneti sono quelli “storici” solitamente presentano le migliori caratteristiche qualitative dei vini aziendali ottenuti;

2) individuazione dei ceppi di vite idonee in grande quantità.

L’individuazione iniziale dei ceppi, su cui successivamente si dovrà lavorare concentrando tutte le osservazioni, è necessaria per una prima selezione volta ad eliminare i caratteri e le condizioni sicuramente negative per le attività che si stanno intraprendendo. Da ciò scaturiscono le seguenti linee operative:
– all’esame morfologico non dovranno essere evidenziate sintomatologie riconducibili a malattie causate da virus.
– è indispensabile che il carico di produzione per pianta sia ripartito con regolarità tra i germogli fruttiferi.
– in questa prima fase i grappoli saranno esaminati secondo una scala di valutazione rapida, ricercando i ceppi con i frutti dalle caratteristiche positive ricercate. La determinazione del livello di presenza di eventuali patogeni sarà effettuata tramite un esame visivo e sarà attribuito, per ogni grappolo, un valore percentuale di infezione.

Data la tipologia dei vigneti individuati è da verificare la sanità delle piante a malattie causate da virus (possibilmente con dei test virologici);

3) raccolta del materiale selezionato (legno).

Durante la potatura invernale saranno raccolti in modo separato i tralci delle viti selezionate;

4) propagazione delle marze selezionate, innesto e produzione barbatelle.

Attraverso un viviasta di fiducia verranno innestati i tralci selezionati e messi a dimora nel vivaio con la combinazione d’innesto scelta

5) utilizzo della selezione massale per l’impianto di nuovi vigneti o di rimesse all’interno dei vigneti “storici” per la sostituzione delle fallanze.

Elementi positivi di quest’impostazione

Ottenere nell’arco di 2 anni barbatelle “clonali”  che mantengono e conservano la biodiversità aziendale.

Elementi negativi di quest’impostazione

Difficoltà a reperire un ente collaboratore per l’elevato numero di test necessari. Maggior costo (da determinare in forma preventiva) delle analisi di laboratorio.

18 gennaio 2011

Davide Ferrarese

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